Arabia Saudita pagina 24
Sauditi ritirano decine di miliardi dai fondi esteri. Crollo petrolio pesa sulle finanze del ricco paese. Che deve ridurre deficit.
I paesi della regione hanno da sempre goduto di ricchezze petrolifere, diventando tutori di ordine e stabilità . Ora iniziano a traballare. Ecco come e perché.
Sauditi ed Emirati pensano a un cambio di regime. Per la prima volta da decenni, capitale di petrodollari esportati è passato in territorio negativo.
Il paese ha emesso bond per l’equivalente di $5,33 miliardi, nell’ambito di un piano volto a raccogliere finanziamenti per mantenere inalterata la propria spesa pubblica.
Altro che taglio. La notizia ha ripercussioni immediate sul petrolio. A New York scivola oltre -2,5%.
Il governo saudita e il fondo sovrano statale russo hanno firmato un memorandum di intenti per investire fino a 10 miliardi di dollari insieme.
Borsa di Riad, la piĂą importante del mondo arabo con capitalizzazione di $560 miliardi, “apre agli investimenti stranieri”. Nuova fonte di diversificazione.
La mossa record, per far fronte all’aumento della domanda, conferma strategia Opec volta a continuare a mantenere ferma la sua quota di mercato.
Ma Riyadh non riconosce ancora lo Stato israeliano. E ha appena presentato una offerta di pace per creare uno stato palestinese.
Gli analisti non vedono una riduzione produzione di barili. L’obiettivo numero uno è contrastare il mercato del petrolio di scisto americano.