Arabia Saudita, il crollo del petrolio mette KO le sue entrate fiscali

12 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’Arabia Saudita ha emesso bond per un valore di 20 miliardi di riyal, l’equivalente di $5,33 miliardi, nell’ambito di un piano volto a raccogliere finanziamenti per mantenere inalterata la propria spesa pubblica. Il paese, maggiore esportatore di petrolio al mondo, sta scontando le minori entrate fiscali, causa il calo drammatico dei prezzi energetici.

I bond sono stati venduti a banche e istituzioni locali in tre tranche con scadenza a 5, 7 e dieci anni, stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Saudi Press Agency, che ha citato il Ministero delle Finanze saudita.

I ricavi ottenuti con il petrolio esportato incidono sulle entrate fiscali per una percentuale vicina al 90% nel caso dell’Arabia Saudita.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, l’Arabia Saudita soffrirà un deficit, nel 2015, di circa il 20% del suo Pil, per un valore di $150 miliardi. Il Pil del 2015 è atteso in crescita del 3,5% circa, per poi indebolirsi nel 2016. (Lna)