S&P: 2017, rischio anno perso per Italia. Si punta su fine euro

20 Febbraio 2017, di Laura Naka Antonelli

Italia sempre più osservata speciale, e non solo per i suoi problemi economici che la rendono l’ultima della classe tra i paesi appartenenti all’Eurozona, ma anche per l’ennesimo caos politico in cui è scivolata a seguito della vittoria del “No” al referendum costituzionale voluto dall’ex premier Matteo Renzi. Tali timori sono ben spiegati nel report di S&P, dal titolo ‘A stronger eurozone economy, despite higher volatility on bond markets’, ovvero “Un’economia dell’Eurozona, più solida, nonostante la volatilità più alta sul mercato dei bond.

Nel report, l’agenzia di rating scrive:

“l’Italia è alle prese con una situazione di stallo politico, e ciò significa che il 2017 potrebbe essere un anno perso in merito alle ulteriori riforme che sono necessarie”. S&P descrive un’economia, quella italiana, che sembra lottare contro una crescita strutturalmente debole, che dà ai populisti del M5S maggior voce in quanto, viste le condizioni economiche del paese, Grillo & Co. possono affermare che lasciare l’euro sarebbe la soluzione per tutti i problemi economici” che affliggono l’Italia.

Tutto, in un contesto, quello dell’Eurozona in cui, stando a un articolo di Bloomberg, i trader tornano a scommettere sulla rottura dell’euro.

In Italia , in particolare, si allarga lo spread tra il rendimento dei bond a basso e alto rendimento, con i trader che aumentano le puntate ribassiste contro le obbligazioni ad alto coupon, che sarebbero maggiormente travolte dai sell nel caso in cui il rating dell’Italia finisse nuovamente nel mirino.

I timori sul futuro dell’Italia, che potrebbe essere vicina alle elezioni politiche molto più di quanto si creda, portano gli investitori a puntare soprattutto sui Bund tedeschi.

Sempre Bloomberg fa notare come i titoli tedeschi con scadenza più breve abbiano outperformato nel corso delle ultime tre settimane, come dimostra il crollo dei tassi a sei mesi e due anni, scesi rispettivamente di 10 e 14 punti base. I Bund beneficiano anche del rischio rappresentato dalle elezioni in Francia.