Borsa Milano perde fino a -4%. Incubo banche, crolli -10%. Tonfo dollaro

3 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – Bagno di sangue a Piazza Affari. Nel finale l’indice di riferimento Ftse Mib ha ridotto le perdite, ma nel pomeriggio il listino è crollato anche oltre -4%, per poi chiudere in calo -2,85% a 17.412,04 punti.

Ancora una volta c’è stata una raffica di sospensioni al ribasso, che hanno colpito i bancari: MPS, Banco Popolare, Intesa SanPaolo, Ubi Banca, Bper, Bpm e Mediobanca sono tutte entrate in asta di volatilità, con perdite che sono arrivate, come nel caso di BP, ad ampliarsi anche oltre -10%.

Nel finale Mps -6,2%, Bper oltre -8%, BPM -5,78%, BP -9,9%. , Ubi Banca oltre -8%, Unicredit quasi -6%, Intesa SanPaolo oltre -5%. Tra i titoli di altri settori Anima Holding -6,13%, Buzzi Unicem -4,79%, FCA -3,85%, Saipem -4,61%, con i diritti sull’aumento di capitale crollati di quasi -44%.

Crescono le preoccupazioni sulla tenuta del sistema bancario italiano dopo i dubbi sulla creazione della bad bank dove verranno fatte confluire le sofferenze delle banche. E come se non bastasse la stessa Cerved oggi ha sottolineato che “anche con ipotesi di moderata ripresa dell’economia e di forte abbattimento dei tempi della giustizia, le sofferenze rimarrebbero nel 2020 su livelli non sostanzialmente diversi da quelli attuali“.

Per non parlare del fatto che la richiesta di flessibilità da parte di Renzi sta iniziando davvero a pesare nei rapporti tra Italia e UeIl ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble non ha nascosto la sua irritazione nei confronti dell’Italia e ha detto che l’Ue non si farà ricattare da Roma. In tutto questo, il rischio sulle banche europee è balzato al massimo dal 2013.

Ma sui mercati azionari in generale continua a far paura il rallentamento dell’economia cinese, anche se le autorità prevedono una crescita del Pil tra il 6,5  il 7% per quest’anno.

Venerdì si conoscerà poi il rapporto occupazionale governativo degli Stati Uniti, che potrebbe fare ulteriore chiarezza sullo stato di salute del mercato del lavoro su cui pesano ancora salari fermi e dubbia qualità degli impieghi.

Balzo per i prezzi del petrolio, con il contratto WTI che a New York è balzato oltre +5% a $31,40 e il Brent in rally +4,89% a $34,32.

Come dimostra bene l’andamento dei Bund è tornata forte l’avversione al rischio sui mercati finanziari. Male anche le borse asiatiche, Giappone in testa (con il Nikkei che ha perso oltre -3%).

Per vendere ormai i trader non hanno nemmeno bisogno di motivazioni particolari.

“In questo contesto piuttosto confuso in cui gli operatori fanno fatica ad individuare dei punti fermi, un ruolo fondamentale continua ad essere giocato dalle Banche Centrali. Dopo le aperture di Draghi, l’ennesima conferma in questo senso è arrivata la settimana scorsa dai meeting della Fed e della BoJ”, secondo Aldo Martinale, analista di Banca Intermobiliare.

Molto richiesti i beni rifugio come l’oro, tornato a balzare  con +0,88% a $1.138,92 l’oncia. Sul valutario boom euro, +1,25%, riagguanta e supera $1,10 e si attesta a $1,1056. Tonfo dollaro su yen, -1,71% a JPY 117,92. Hanno inciso le parole del presidente della Federal Reserve di New York, William Dudley, che ha fatto riferimento al peggioramento dell’outlook dell’economia globale, sottolineando che il rafforzamento del dollaro rischia di danneggiare l’economia Usa.

“Non ci sono segnali di miglioramento nel mercato del petrolio. La domanda sta rallentando nei mercati in via di Sviluppo e negli Stati Uniti, che sono il maggiore consumatore della materia prima al mondo, le scorte rimangono su livelli elevati”, ha commentato a Reuters Shuji Shirota, head of macro economic strategy presso HSBC.

Sul fronte macro in Cina è stato pubblicato il Pmi non manifatturiero che ha fatto registrare un rialzo a 52,4. Inoltre la Bank of Japan ha sottolineato di voler lasciare la porta aperta ad altri interventi di accomodamento monetario, come un potenziamento del programma di Quantitative Easing o un abbassamento ulteriore dei tassi di interesse, che già sono negativi.

Ciononostante l‘indice MSCI della regione Asia-Pacifico è scivolato di oltre due punti percentuali. Il mercato azionario di Hong Kong, dove è scoppiata una bolla immobiliare, ha lasciato sul campo il 2,7%.

L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha rivisto al ribasso il suo giudizio sulle aziende petrolifere e del gas degli Stati Uniti. La Cina intanto ha tentato di ravvivare il mercato immobiliare in crisi, con nuove misure a sostegno del settore, che a Hong Kong deve vedersela con una vera e propria bolla (vendite di nuove case -80% a gennaio e prezzi visti scendere di un ulteriore 30% quest’anno).

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Daniele Chicca 3 Febbraio 201610:06

Dopo essere scivolato fino a testare l’area dei 17.700 punti, il listino milanese Ftse MIB prova pian piano a risalire la china e ora ha ridotto i ribassi al -0,25%, attestandosi a quota 17.877,62 punti. Nonostante le notizie positive provenienti dal fronte macro in Cina, l’indice della Borsa di Tokyo ha perso il 3,2%, Shanghai -0,38%, Shenzen -0,47% e Hong Kong lascia sul parterre circa due punti percentuali.

In Eurozona il settore dei servizi e in Usa il rapporto Adp sul mercato del lavoro privato potrebbero spostare la bilancia tra rialzi e ribassi, ma l’impressione è saranno più l’andamento del petrolio e delle altre materie prime a dettare i tempi anche quest’oggi. Il petrolio è ancora schiacciato sotto i 30 dollari al barile e la discesa non sembra ancora finita. 

Daniele Chicca 3 Febbraio 201610:08

Dopo essere scivolato fino a testare l’area dei 17.700 punti, il listino milanese Ftse MIB prova pian piano a risalire la china e ora ha ridotto i ribassi al -0,25%, attestandosi a quota 17.877,62 punti. Nonostante le notizie positive provenienti dal fronte macro in Cina, l’indice della Borsa di Tokyo ha perso il 3,2%, Shanghai -0,38%, Shenzen -0,47% e Hong Kong lascia sul parterre circa due punti percentuali.

In Eurozona il settore dei servizi e in Usa il rapporto Adp sul mercato del lavoro privato potrebbero spostare la bilancia tra rialzi e ribassi, ma l’impressione dei trader è che saranno più l’andamento del petrolio delle altre materie prime a dettare i tempi anche quest’oggi. Il petrolio è ancora schiacciato sotto i 30 dollari al barile e la discesa non sembra ancora finita. 

Daniele Chicca 3 Febbraio 201611:11

A metà mattinata il listino italiano crolla di oltre il 2% attestandosi ai minimi di seduta di 17.526,85 punti. Scivoloni pesanti per MPS e FCA mentre cerca di rimbalzare Ferrari dopo il crollo di quasi il -10% di ieri, in seguito alla comunicazione di dividendo e linee guida per il 2016.

La banca senese paga ancora i timori che venga esclusa dal risiko delle popolari. I quotidiani di oggi rilanciano diverse ipotesi sul futuro della banca, non ultimo uno spezzatino. Non emerge, tuttavia, che sul tavolo vi sia una soluzione a stretto giro di posta.

Daniele Chicca 3 Febbraio 201611:13

A metà mattinata il listino italiano crolla di oltre il 2% attestandosi ai minimi di seduta di 17.526,85 punti. Scivoloni pesanti per MPS e FCA mentre cerca di rimbalzare Ferrari dopo il crollo di quasi il -10% di ieri, in seguito alla comunicazione di dividendo e linee guida per il 2016.

La banca senese paga ancora i timori che venga esclusa dal risiko delle popolari. I quotidiani di oggi rilanciano diverse ipotesi sul futuro della banca, non ultimo uno spezzatino. Non emerge, tuttavia, che sul tavolo vi sia una soluzione a stretto giro di posta.

Daniele Chicca 3 Febbraio 201612:22

L’operazione di fusione tra Banco Popolare e Pop Milano è meno imminente del previsto e i due titoli vengono colpiti dagli ordini di vendita. Il Banco è stato fermato al ribasso quando perdeva il 5% mentre Bpm lascia sul terreno il 3,7%, in un listino molto volatile che ora perde l’1%. Dalle ultime indiscrezioni stampa risulta che la fusione tra i due istituti, che la scorsa settimana sembrava cosa quasi fatta, sarebbe invece in stallo.

Il ceo di Bpm Giuseppe Castagna ha sottolineato davanti al Consiglio di gestione che tutte le ipotesi sono in piedi, dalla fusione col Banco a quella con Ubi fino al mantenimento dell’autonomia. La decisione, comunque, sara’ presa entro fine febbraio. Il nodo da sciogliere resta quello della governance e resta l’attesa per una lettera d’intenti nelle prossime settimane. Sul fronte del risiko bancario non va meglio per Mps (-4,44%) e per Ubi (-3%), per le quali non sembrano esserci soluzioni concrete sul tavolo al momento.

Daniele Chicca 3 Febbraio 201613:16

in un contesto negativo generale sul piano europeo, che in Italia si fa più intenso a causa delle perdite dei bancari, le Borse perdono terreno anche oggi. I grandi player, secondo i trader, vendono a prescindere dalle notizie macro che arrivano. Al giro di boa le perdite si riducono decisamente, con il listino Ftse MIB che scambia intorno ai massimi di seduta a 17.830,60 punti (-0,51%). 

Bene Ferragamo e l’intero comparto del lusso, in scia ai conti di Lvmh. Sempre sotto pressione le banche e in particolare le popolari, che pagano i report di Moody’s e le indiscrezioni stampa su un congelamento della fusione tra Bpm e Bp.

Daniele Chicca 3 Febbraio 201613:17

in un contesto negativo generale sul piano europeo, che in Italia si fa più intenso a causa delle perdite dei bancari, le Borse perdono terreno anche oggi. I grandi player, secondo i trader, vendono a prescindere dalle notizie macro che arrivano. Al giro di boa le perdite si riducono però decisamente, con il listino Ftse MIB che scambia intorno ai massimi di seduta a 17.830,60 punti (-0,51%). 

Bene Ferragamo e l’intero comparto del lusso, in scia ai conti di Lvmh. Sempre sotto pressione le banche e in particolare le popolari, che pagano i report di Moody’s e le indiscrezioni stampa su un congelamento della fusione tra Bpm e Bp. A mezzogorno l’indice settoriale cede più di quattro punti percentuali.

Daniele Chicca 3 Febbraio 201613:18

in un contesto negativo generale sul piano europeo, che in Italia si fa più intenso a causa delle perdite dei bancari, le Borse perdono terreno anche oggi. I grandi player, secondo i trader, vendono a prescindere dalle notizie macro che arrivano. Al giro di boa le perdite si riducono però decisamente, con il listino Ftse MIB che scambia intorno ai massimi di seduta a 17.830,60 punti (-0,51%). 

Bene Ferragamo e l’intero comparto del lusso, in scia ai conti di Lvmh. Sempre sotto pressione le banche e in particolare le popolari, che pagano i report di Moody’s e le indiscrezioni stampa su un congelamento della fusione tra Bpm e Bp. A mezzogorno l’indice settoriale italiano cede più di quattro punti percentuali.

Daniele Chicca 3 Febbraio 201613:18

in un contesto negativo generale sul piano europeo, che in Italia si fa più intenso a causa delle perdite dei bancari, le Borse perdono terreno anche oggi. I grandi player, secondo i trader, vendono a prescindere dalle notizie macro che arrivano. Al giro di boa le perdite si riducono però decisamente, con il listino Ftse MIB che scambia intorno ai massimi di seduta a 17.830,60 punti (-0,51%). 

Bene Ferragamo e l’intero comparto del lusso, in scia ai conti positivi di Lvmh. Sempre sotto pressione le banche e in particolare le popolari, che pagano i report di Moody’s e le indiscrezioni stampa su un congelamento della fusione tra Bpm e Bp. A mezzogorno l’indice settoriale italiano cede più di quattro punti percentuali.

Daniele Chicca 3 Febbraio 201616:37

I mercati di tutto il mondo prendono la strada dei ribassi dopo i deboli dati sul settore terziario Usa. L’indice Pmi dei servizi è sceso ai minimi di quasi due anni. Il listino Ftse MIB perde circa il 4% al momento a 17,196 punti. Il Dow Jones è in calo di 32 punti (-0,2%). L’indice londinese è in calo di 70 punti, mentre il benchmark dell’Europa FTSE Eurofirst 300 perde l’1,3%.

Daniele Chicca 3 Febbraio 201616:37

I mercati di tutto il mondo prendono la strada dei ribassi dopo i deboli dati sul settore terziario Usa. L’indice Pmi dei servizi è sceso ai minimi di quasi due anni. Il listino Ftse MIB perde circa il 4% al momento a 17,196 punti. Il Dow Jones è in calo di 32 punti (-0,2%). L’indice londinese è in calo di 70 punti, mentre il benchmark dell’Europa FTSE Eurofirst 300 perde l’1,3%.