Pictet Asset Management: strategia di investimenti per il mese di maggio

16 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

GINEVRA (WSI) – Nessuna modifica significativa al quadro di fondo: i mercati credono meno alle politiche delle banche centrali (ritorni marginali decrescenti da politiche espansive aggiuntive), la crescita globale è debole ma positiva, la politica fiscale dovrebbe sostenere il ciclo economico tuttavia non è ancora pronta ad intervenire (ad eccezione della Cina dove lo stimolo fiscale è già all’opera).

Questo in sintesi l’aggiornamento mensile sulla strategia di investimento per il mese di maggio 2016 realizzato da Andrea Delitala, Head of Investment Advisory e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management, uno dei principali gestori patrimoniali e del risparmio indipendenti in Europa.

“Nel corso del mese gli indici azionari hanno mantenuto la tendenza rialzista. Positivo il comportamento degli asset di rischio, soprattutto materie prime (petrolio WTI ai massimi del 2016, 46$/barile nonostante il mancato accordo OPEC), titoli ciclici (materie prime) ed Emergenti (azioni, valute e crediti).

I meeting di aprile di FED e BOJ si concludono con un nulla di fatto: atteso nel caso della FED che continua a essere accomodante (sul mercato è prezzato un solo rialzo con probabilità superiore al 50% soltanto a dicembre 2016). Coglie totalmente di sorpresa la BOJ che a fronte di un deterioramento dei dati su crescita e inflazione decide di restare ferma. Il rafforzamento dello Yen alimenta il dibattito sull’efficacia di politiche monetarie sempre più eterodosse.

Il rischio di un rapido ciclo di rialzi da parte della FED continua a diminuire. Considerando i dati deboli sul PIL del primo trimestre, sembra improbabile che da qui alla riunione di giugno si possano accumulare sufficienti dati forti per giustificare un rialzo dei tassi. Consumi privati, settore immobiliare e mercato del lavoro sono in buona salute mentre latitano ancora gli investimenti.

Il referendum UK sulla permanenza in Europa è il principale evento di rischio per i prossimi mesi: “Brexit” avrebbe potenziale negativo per tutti i paesi dell’Unione Europea (creazione di un precedente), sembra, tuttavia, che la probabilità di una fuoriuscita sia diminuita nel corso delle ultime settimane. Per disciplina abbiamo deciso di diminuire l’allocazione azionaria presente nella linea bilanciata del 10% che passa quindi dal 50 al 40%”.