Mercati pagina 73
Alle 22 italiane, le 16 negli Stati Uniti, Trump comunicherà ufficialmente le nuove decisioni prese in materia di dazi. Molti aspetti del piano rimangono poco chiari, tra cui la portata delle tariffe e il modo in cui saranno calcolate. L’unica cosa certa è che avranno effetto immediato, ovvero entreranno in vigore subito dopo la loro presentazione.
In aumento le riserve auree detenute da via Nazionale grazie al maggior apprezzamento dell’oro che continua a registrare nuovi record.
Se è vero che il fatturato 2024 mostra segnali di affanno, è altrettanto vero che nuove tendenze si stanno affacciando sul mercato dell’arte per via dell’ingresso nel settore di una nuova generazione di collezionisti, più giovani e con gusti in evoluzione. Le ha messe in evidenza il report annuale di Deloitte “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione 2025”.
Conto alla rovescia per il 2 aprile. Dopo le auto, l’amministrazione Trump sta pianificando una nuova tornata di dazi il 2 aprile, giorno che il Presidente ha soprannominato “Giorno della Liberazione”.L’annuncio è considerato dagli economisti come il culmine della sua politica commerciale nota come “America First”, un ordine esecutivo firmato il primo giorno del suo
Un weekend ci separa dal tanto atteso 2 aprile, giorno in cui l’amministrazione Trump svelerà il pacchetto di dazi verso i principali partner commerciali, in primis Unione Europea e Cina. Quali impatti sulla crescita economica e sul commercio globale? Quali risposte dai paesi colpiti?
Dati alla mano, il rame Comex è salito martedì a 5,2255 dollari a libbra, superando il precedente record di 5,199 dollari stabilito il 20 maggio dello scorso anno.
Come posizionarsi sull’obbligazionario governativo alla luce del nuovo maxipiano fiscale della Germania secondo Arif Husain, Head of Fixed Income, CIO Fixed Income di T. Rowe Price
Parte male il 2025 per le grandi banche di Wall Street: l’incertezza economia e la volatilità degli indici azionari rischiano di ridurre pesantemente i ricavi. Tutto questo potrebbe tradursi in nuovi tagli del personale.
Ieri, a mercati chiusi, il presidente Usa, Donald Trump, ha confermato che dal 2 aprile entreranno in vigore tariffe doganali al 25% per tutte le vetture prodotte fuori dagli Usa. Pesanti i danni stimati per i produttori europei. Ma a rimetterci saranno anche i consumatori americani
Gli analisti della banca rivedono l’obiettivo del benchmark Usa di fine anno per via delle politiche commerciali di Trump. Nell’ipotesi peggiore si rischia un crollo del 25% rispetto ai valori di inizio anno