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Ancora un anno in calo, il 2024, per il mercato internazionale dell’arte che, complici le forti tensioni geopolitiche e l’incertezza macroeconomica, ha subito un secondo anno consecutivo di flessione per il giro d’affari. In un mercato in affanno rispetto ai record del 2022, emergono tuttavia una serie di nuove tendenza guidata soprattutto dall’ingresso nel settore di una nuova generazione di collezionisti, più giovani e con gusti in evoluzione.
In particolare la Gen Z e i Millennials stanno progressivamente modificando le dinamiche del settore, ridisegnando il profilo del collezionista. Questi nuovi protagonisti si distinguono per una maggiore propensione verso l’arte contemporanea e i beni di lusso, operando con budget generalmente più contenuti rispetto ai collezionisti tradizionali. Le principali case d’asta internazionali confermano il trend: oltre il 30% dei nuovi acquirenti nel 2024 rientra in queste fasce d’età. È quanto emerge dal report annuale di Deloitte “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione 2025”.
I numeri del 2024
Partiamo dai numeri. Nel 2024, secondo il report di Deloitte, la domanda globale di beni da collezione ha segnato un’altra flessione causata dal protrarsi delle tensioni internazionali, che ha determinato una riduzione della capacità delle case d’asta di reperire opere di qualità in un mercato più cauto, con collezionisti spesso poco propensi al rischio. Questi elementi hanno determinato una contrazione del fatturato complessivo del -26,2% rispetto al 2023. Caso isolato il design da collezione che, invece, grazie all’interesse dei giovani e a prezzi più accessibili della pittura, sta conoscendo un periodo di crescita.
Nel dettaglio, la pittura, che rappresenta circa il 70% del mercato globale dei beni da collezione, ha proseguito il rallentamento iniziato nel 2023. Le principali case d’asta internazionali – si legge nel report – hanno subito l’impatto delle incertezze geopolitiche e sociali, registrando risultati sotto le aspettative.
L’incremento nel tasso di invenduto delle aste di pittura, che nel 2024 si è assestato al 17,2% (16,8% nel 2023), e il contestuale calo del valore dell’aggiudicazione media, passata da 36,7 a 27,1 milioni di dollari nel 2024, conferma l’atteggiamento prudente dei collezionisti e la difficoltà delle case d’asta nel presentare a catalogo lotti di qualità. Il fatturato della pittura si è così attestato a poco più di 5,2 miliardi di dollari, con una flessione del -25,6% rispetto al 2023.
Anche la classifica dei 5 top lot del 2024 conferma il calo degli entusiasmi e la maggiore cautela dei collezionisti, sia da un punto di vista degli acquisti, sia soprattutto dal punto di vista dell’inserimento sul mercato di opere di grande qualità. Al primo posto nella classifica delle 5 opere più costose vendute dalle tre major si trova René Magritte, con “L’empire des lumières” (1954), aggiudicata per 121,2 milioni di dollari da Christie’s a New York. La vendita ha stabilito un nuovo record per l’artista, superando il precedente primato, stabilito sempre da Christie’s a Londra nel 2022 per “L’empire des lumières” (1961), venduta per 79,9 milioni di dollari. A un secolo dalla pubblicazione del Manifesto Surrealista, l’opera di René Magritte è diventata la più costosa del movimento mai venduta all’asta.
Come vanno i Passione Assets
Nel 2024, il clima di prudenza e riflessione del mercato dell’arte e dei beni da collezione ha penalizzato anche il mercato dei Passion Assets, che comprende gioielli e orologi, antichità, arredi e design, vini e liquori e fotografie. l numero delle aste milionarie in questo comparto è diminuito, passando da 191 nel 2023 a 186 nel 2024, elemento che ha contribuito alla riduzione del fatturato complessivo, che si è assestato a circa 2,1 miliardi di dollari rispetto ai 2,6 del 2023 (-22,3%).
Tuttavia, alcuni segmenti, come i memorabilia sportivi, stanno vivendo un’espansione straordinaria, attirando nuovi e spesso giovani acquirenti. Nel 2024, tra le vendite d’eccezione, si segnalano il record registrato da Heritage Auctions, che ha venduto per la cifra record di 24,1 milioni di dollari la maglia della star del baseball Babe Ruth. A febbraio, un set di scarpe indossate da Michael Jordan durante le finali Nba è stato venduto per 8 milioni di dollari da Sotheby’s a New York, mentre l’armadietto di Kobe Bryant ha raggiunto i 2,9 milioni.
Vini e liquori da collezione
Nel 2024, anche l’interesse nei confronti delle bottiglie di pregio e la passione per il vino e i liquori ha risentito della flessione che ha coinvolto l’intero mercato.
L’anno si è caratterizzato per un minor numero di aste milionarie (28 rispetto alle 35 del 2023), che ha contribuito alla riduzione del fatturato, passato da circa 139,9 a 81,3 milioni di dollari nel 2024. Nonostante il calo generalizzato della domanda, si rilevano differenze regionali significative e opportunità emergenti. L’Italia, per esempio, ha mantenuto una posizione di stabilità, mentre regioni con mercati più dinamici, come la Borgogna, hanno registrato contrazioni. Inoltre, si è registrato un incremento del volume di scambi di vini pregiati, in crescita del +7,9% dal 2023.
Orologi e gioielli
Il mercato di gioielli e orologi negli ultimi tre anni ha conosciuto un’evoluzione senza precedenti, ma le complessità che hanno segnato il 2024 hanno generato un calo degli entusiasmi, rendendo evidente la necessità di una ridefinizione delle strategie da parte dei brand del lusso, con un focus sempre più marcato sul connubio tra tradizione e modernità. Nonostante ciò, la robustezza di questo comparto rimane rilevante con una variazione dal primo periodo di osservazione (primo semestre 2006), positiva del +109,2%. Un segnale positivo, inoltre, arriva dal calo del livello medio di unsold, passato da 12,6% a 7,3%, confermando la capacità delle case d’asta di riservare le aste “live” per i lotti di maggiore pregio. Tra le tre big del mercato la regina indiscussa delle aste di orologi e gioielli rimane Phillips, che ha registrato il +8,3% rispetto alle performance del 2023.
Fotografia da collezione
Il mercato della fotografia rimane un’arena di nicchia. Molti collezionisti continuano infatti ad acquistare direttamente da gallerie e fotografi di fiducia, rivolgendosi alle aste principalmente per pezzi eccezionali. Anche il comparto della fotografia ha registrato nel 2024 un calo del numero delle aste milionarie e, conseguentemente, del fatturato complessivo, passato da 30,9 a 24,4 milioni nel 2024, con un calo del 20,9%.
Interessante notare, tuttavia – spiega il report Deloitte – la contrazione del tasso medio di unsold, che è sceso dal 25,4% nel 2023 al 20,0% nel 2024, confermando come per altri segmenti la buona capacità delle major di proporre lotti di alta qualità nelle vendite “live” o ibride, lasciando i lotti della fascia medio-bassa nelle numerose aste virtuali del comparto.
Il mercato dell’antiquariato
In controtendenza rispetto all’intero mercato dell’arte e dei beni da collezione, il settore dei beni antichi da collezione ha mantenuto una certa attrattività dimostrando come il fascino senza tempo dei beni antichi continui a conquistare cuori e portafogli in tutto il mondo. Il fatturato totale si è assestato a circa 675,3 milioni di dollari, in crescita del +7,5% rispetto al 2023, anche grazie all’aumento nel numero delle aste milionarie. Il dato, sebbene ancora inferiore ai valori degli anni pre-pandemici, mostra una certa resilienza del settore, confermata dalla moderata riduzione del tasso medio di unsold, passato da 22,7% a 22,0%.
Design da collezione in cima alla lista degli acquisti
Il design rappresenta uno dei beni più apprezzati dai collezionisti odierni, un “lusso” da concedersi per abbellire gli spazi domestici, facendo spesso dialogare tali beni con opere d’arte e altri oggetti da collezione. Il Design europeo e quello italiano rimangono a livello internazionale i più apprezzati, con particolare attenzione da parte dei collezionisti di tutto il mondo soprattutto alle “serie limitate” e i prototipi.
Grazie a cataloghi d’eccezione, nel 2024 l’Arredi&Design Index ha recuperato la perdita del -41,8% registrata nel 2023, segnando un complessivo +103,1%. Un risultato eccezionale, a fronte di un numero quasi invariato di aste milionarie “live” o ibride, con la contestuale crescita del fatturato complessivo (+20,5%, da 187,6 a circa 226,1 milioni di dollari). Anche il tasso medio di unsold medio ha confermato il momento positivo del segmento, passando da 15,2% a 11%.
Il debutto dell’IA
Un’altra grande novità del 2024 è l’ingresso a pieno titolo dell’intelligenza artificiale nel mercato dell’arte, con un‘opera realizzata da un robot umanoide venduta da Sotheby’s per oltre 1 milione di dollari. È la prima volta che una major scommette sulle pennellate di un algoritmo, con ottimi risultati di mercato, se si considera che il quadro partiva da una base d’asta compresa tra i 120.000 e i 180.000 dollari.
L’intelligenza artificiale, dunque, emerge non solo come potente strumento di analisi di mercato, ma anche come nuovo medium per la produzione di opere d’arte – un fenomeno che, come emerge dal report, non è esente da rischi in termini di potenziale standardizzazione della produzione artistica.
“L’AI sta quindi assumendo un ruolo sempre più centrale non solo come strumento di analisi e previsione dei trend di mercato, ma anche come nuovo medium artistico, facendo tuttavia emergere il rischio di una possibile standardizzazione dei processi creativi”, afferma Roberta Ghilardi, Art&Finance Manager.
Pietro Ripa, co-autore del Report e Group Manager di Fideuram, sottolinea:
“Il mercato dell’arte internazionale sta attraversando una fase di profonda trasformazione, spinto da fattori economici, tecnologici e generazionali che ne stanno ridefinendo le dinamiche. Le mutevoli condizioni economiche, la concorrenza con altri investimenti di rischio alternativi, tra cui anche le start up legate al mondo dell’intelligenza artificiale, hanno reso gli investimenti in arte meno speculativi, penalizzando il fatturato globale per il secondo anno consecutivo, dopo il clamoroso risultato ottenuto nel 2022”.
New York e Londra le piazze più vivaci
Geograficamente, il mercato ha mantenuto il suo centro di gravità negli Stati Uniti, con New York che si conferma il fulcro del settore grazie alla forte domanda locale. Anche in Asia, nonostante le difficoltà economiche cinesi, altre aree come Corea del Sud, Taiwan e Giappone stanno emergendo come nuovi poli culturali. Parigi, grazie a politiche fiscali vantaggiose e agli investimenti degli operatori del settore, continua a guadagnare terreno su Londra nel mercato dell’arte europeo, con particolare riferimento ai segmenti del moderno e del contemporaneo.
Anche in Medio Oriente il mercato dell’arte continua a crescere in maniera sensibile grazie alla sua ricchezza: Christie’s aprirà nel 2025 una sede a Riyadh, mentre a febbraio 2025 Sotheby’s ha tenuto un’asta nell’antica città di Diriyah, puntando sull’incrocio tra arte e lusso.