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Continua a macinare record su record, l’oro che è arrivato a sfondare il tetto dei 3.100 dollari l’oncia, spinto dai timori per la raffica di dazi che con tutta probabilità annuncerà il 2 aprile il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e per le potenziali ricadute economiche.
Tutti fattori che spingono una nuova ondata di investimenti verso il bene rifugio per eccellenza.
Dati alla mano, l’oro spot ha stabilito un altro massimo storico a 3.126,97 dollari l’oncia nel corso delle contrattazioni mattutine, dopo aver già toccato diversi record la scorsa settimana. I futures sull’oro hanno seguito un andamento simile, guadagnando fino all’1,4% a 3.160,70 dollari l’oncia a New York prima di scendere a 3.146,30 dollari l’oncia.
Oro: continua il rally, ecco fin dove arriverà
Il rally porta i guadagni dell’oro per l’anno al 18%, mentre gli investitori continuano a fare incetta del metallo giallo come copertura contro l’instabilità economica, le tensioni geopolitiche e l’inflazione.
Diverse grandi banche d’affari hanno già alzato i loro obiettivi di prezzo per il metallo giallo sulla scia del suo crescente appeal. La scorsa settimana Goldman Sachs ha alzato le sue previsioni di fine anno a 3.300 dollari l’oncia, ma ha anche citato uno “scenario estremo” in cui l’oro potrebbe addirittura raggiungere i 4.500 dollari. L’obiettivo di Bank of America di 3.063 dollari è già stato superato, mentre quello di UBS di 3.200 dollari è in dirittura d’arrivo. “Per il momento, l’appeal dell’oro come bene rifugio e copertura dell’inflazione si è ulteriormente rafforzato alla luce delle preoccupazioni geopolitiche e dell’incertezza tariffaria. Rimaniamo costruttivi sulle prospettive dell’oro in presenza di attriti e incertezze commerciali globali”, hanno dichiarato gli analisti di OCBC.
Quanto oro possiede Bankitalia e dove si trova
Proprio grazie alla corsa dei prezzi del metallo giallo, aumentano le riserve auree della Banca d’Italia che ad oggi, secondo quanto reso noto da via Nazionale, ammontano a 2.452 tonnellate – delle quali 4,1 tonnellate sotto forma di moneta (si tratta di 871.713 pezzi di moneta il c.d. “oro monetato”) e le rimanenti sotto forma di lingotti – dopo che nel 1999 sono state conferite alla BCE – 141 tonnellate.
Presso la Sede della Banca d’Italia in Via Nazionale in particolare sono custodite 1.100 tonnellate di oro di proprietà dell’Istituto, comprendenti anche la totalità dell’oro “monetato”, insieme a una quota (100 tonnellate) delle riserve conferite alla BCE.
Dove si trova l’oro di Bankitalia? Dal punto di vista della localizzazione geografica, il metallo giallo di proprietà della Banca d’Italia è distribuito presso diverse banche centrali, dislocate nel Regno Unito, Svizzera e Stati Uniti come si evince dalla tabella di seguito riportata:
Localizzazione geografica
| Depositario | Tonnellate | % |
| Regno Unito | 141,2 | 5,76 |
| Svizzera | 149,3 | 6,09 |
| Stati Uniti | 1.061,5 | 43,29 |
| Italia | 1.100,0 | 44,86 |
| Totale | 2.452,0 | 100,00 |
Una scelta, quella di dislocare all’estero poco più della metà del metallo, presso diverse Banche Centrali, derivante, oltre che da ragioni storiche, legate ai luoghi in cui l’oro fu acquistato, anche da una strategia di diversificazione mirata a minimizzare i rischi.