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Non solo oro. Rame schizza a livelli record, ecco perché

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La corsa ai beni rifugio fa schizzare in alto i prezzi dell’oro, ma non solo. A brillare anche il metallo rosso per eccellenza, ossia il rame.

I futures sul rame alla borsa Comex di New York sono saliti a un livello record, spinti dalla notizia che il Presidente Trump starebbe valutando la possibilità di imporre una tariffa sulle importazioni del rame, secondo quanto riportato da Bloomberg. E in tutto questo ci si mette anche Glencore. Vediamo cosa sta succedendo.

Prezzi rame: l’andamento da inizio anno

Il contratto più scambiato sul Comex, la divisione del NYMEX dedicata alla negoziazione di contratti su metalli, è salito a un nuovo massimo di 5,3740 dollari per libbra, rispetto al prezzo di liquidazione del giorno precedente di 5,2105 dollari. L’impennata dei futures sul rame statunitense ha anche ampliato il divario di prezzo tra New York e Londra che, al nuovo record, sarebbe di circa 1.700 dollari alla tonnellata.

Il nuovo record del rame – pari a circa 11.840 dollari/tonnellata – arriva il giorno dopo che i principali operatori hanno previsto, in occasione di un vertice sulle materie prime del Financial Times in Svizzera, che il metallo potrebbe raggiungere almeno i 12.000 dollari/tonnellata quest’anno, a causa dell’aumento delle preoccupazioni sull’offerta a livello globale.

Kostas Bintas, responsabile globale dei metalli e dei minerali di Mercuria, ha affermato che il mercato del rame sta già “sperimentando una certa rigidità”, riferendosi alle enormi quantità di importazioni di rame negli Stati Uniti che hanno rimodellato il mercato. Secondo le sue stime, circa 400.000-500.000 tonnellate di metallo sono già in viaggio verso gli Stati Uniti e gli operatori prevedono che il rame sarà aggiunto all’elenco dei dazi nel corso dell’anno.

Il presidente Donald Trump, il mese scorso, ha ordinato al Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti di condurre un’indagine su possibili tariffe sul rame da applicare per motivi di sicurezza nazionale. Lunedì scorso, il divario tra i prezzi del Comex e del LME ha raggiunto il massimo storico di oltre 1.400 dollari la tonnellata.

“L’incertezza sui dazi, in particolare sul momento in cui verranno applicati, dovrebbe mantenere il differenziale di prezzo a livelli elevati”, ha dichiarato in un’intervista Matt Schwab, responsabile delle soluzioni per gli investitori presso l’hedge fund Quantix Commodities. Dan Smith, responsabile della ricerca di AMT, ha anche osservato che il differenziale di prezzo dei contratti a più lunga scadenza sul Comex e sull’LME si è ampliato, suggerendo che “le aspettative per i dazi stanno aumentando”.

Uno spread che sta spingendo gli operatori a spostare il rame negli Stati Uniti per anticipare eventuali tariffe. Goldman Sachs e Citigroup prevedono che gli Stati Uniti imporranno dazi all’importazione del 25% sul metallo entro la fine dell’anno, e gli operatori si aspettano che una massiccia quantità di rame arrivi negli Stati Uniti prima di allora.

Cosa sta succedendo alla Glencore

Il massimo storico è stato raggiunto anche in seguito alla notizia riportata da Bloomberg secondo cui la società mineraria Glencore, quotata a Londra, avrebbe temporaneamente sospeso le spedizioni di rame dalla sua fonderia di Altonorte in Cile a causa di un problema al forno dell’impianto, dichiarando la forza maggiore sulle spedizioni di rame.

Le aziende dichiarano la forza maggiore quando circostanze impreviste impediscono loro di rispettare gli obblighi contrattuali.

La produzione di Altonorte  è una frazione delle raffinate forniture globali di rame, stimate in circa 26 milioni di tonnellate, ma una lunga sospensione potrebbe ampliare il deficit che alcuni analisti prevedono per quest’anno.