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SpaceX debutta sul Nasdaq con il ticker SPCX, in quella che viene già definita la più grande IPO della storia. La società di Elon Musk entra sui mercati pubblici dopo aver raccolto circa 75 miliardi di dollari, vendendo 555,6 milioni di azioni a 135 dollari ciascuna e raggiungendo una valutazione di circa 1,77 trilioni di dollari, che la colloca tra le aziende più grandi degli Stati Uniti, persino davanti a Tesla.
Alle 17,45 il titolo apre gli scambi segnando un rialzo del 20% a 161 dollari.
SpaceX: dalle origini al salvataggio del 2008
Nel documento presentato alla SEC, SpaceX emerge come una realtà ormai molto diversa da quella delle origini. Fondata nel 2002 con l’obiettivo di rendere i viaggi spaziali più accessibili grazie ai razzi riutilizzabili, la società ha attraversato fasi estremamente difficili, arrivando ad accumulare un deficit complessivo di 41,3 miliardi di dollari. Eppure, dopo anni di investimenti e rischi, è riuscita a trasformarsi in un colosso tecnologico e industriale. Un momento decisivo è stato il 2008, quando il primo successo orbitale del Falcon 1 ha salvato l’azienda da una possibile bancarotta.
Un business che va oltre lo spazio
Oggi SpaceX non è solo un’azienda aerospaziale. Il suo business più redditizio è Starlink, la rete di internet satellitare globale, mentre il resto delle attività comprende lo sviluppo dei razzi Falcon e Starship, e una forte spinta verso progetti ancora più ambiziosi. Elon Musk ha spiegato, durante un livestream con JPMorgan Chase, che la quotazione serve a finanziare una nuova fase di crescita: l’obiettivo è costruire una costellazione di oltre 100.000 satelliti e, nel lungo periodo, persino data center basati sull’intelligenza artificiale nello spazio.
Investitori, domanda e effetto domino
Un ulteriore elemento che ha sorpreso i mercati è l’integrazione di xAI, la startup di intelligenza artificiale di Musk, entrata nel perimetro di SpaceX insieme ai modelli Grok e ad altre tecnologie legate all’AI. Questo rafforza l’idea di un gruppo sempre più diversificato, che unisce spazio, telecomunicazioni e intelligenza artificiale.
Sul fronte degli investitori, le aspettative sono molto alte. Secondo analisti di Wellington Management, la domanda per un’IPO di queste dimensioni sarà probabilmente molto forte, grazie alla notorietà globale del marchio e all’interesse sia degli investitori istituzionali sia di quelli retail. Una parte significativa delle azioni è stata riservata agli investitori individuali, mentre i fondi passivi e gli ETF saranno quasi obbligati a entrare sul titolo in caso di inclusione negli indici principali. Anche hedge fund e investitori specializzati nel mercato privato potrebbero contribuire a sostenere la domanda.
Gli analisti sottolineano però che, nonostante l’entusiasmo, la volatilità iniziale non è da escludere. Le grandi IPO tendono spesso a vivere fasi turbolente nei primi giorni di quotazione, anche se storicamente questi movimenti non hanno avuto impatti duraturi sul mercato nel suo complesso. In questo caso, però, la scala dell’operazione è così grande da poter influenzare anche il contesto più ampio delle IPO globali.
C’è infatti chi ritiene che il debutto di SpaceX possa aprire la strada a una nuova ondata di quotazioni di grandi aziende tecnologiche nel 2026. Se l’IPO dovesse avere successo, altre società oggi ancora private potrebbero accelerare il loro ingresso in Borsa, approfittando di un mercato azionario che negli ultimi anni ha mostrato una forte crescita e una maggiore apertura verso valutazioni elevate.
Infine, sullo sfondo resta Elon Musk, che con questa operazione si avvicina ulteriormente alla possibilità di diventare il primo trilionario della storia, grazie al valore combinato delle sue partecipazioni in SpaceX e Tesla.