I mercati stanno mandando segnale di cattivo augurio

29 Agosto 2017, di Daniele Chicca

Potrebbe essere veramente arrivato il momento in cui i mercati finanziari giungono a quella svolta che molti trader e commentatori si attendevano arrivasse dopo i record degli ultimi tempi, e livelli di prezzi in Borsa non supportati da fondamentali. Proprio ora che sta per prendere il via un mese di settembre durante il quale i volumi tenderanno a gonfiarsi in concomitanza con il ritorno nelle sale operative dei grandi player di mercato, arrivano segnali tecnici scoraggianti.

L’universo dei Bond, in particolare, ha emesso un campanello d’allarme: i rendimenti a dieci anni sui titoli di Stato americani (Treasuries) sono in ribasso di 5,2 punti base al 2,11%, il livello più basso dallo scorso 10 novembre, qualche giorno dopo l’elezione a sorpresa di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Un avvio molto negativo a Wall Street oggi ha coinciso con una caccia ai beni rifugio come oro e Treasuries Usa.

Se questo andamento negativo dei rendimenti obbligazionari dovesse proseguire, allora si metterebbe davvero male per i mercati. Le cose rischiano di precipitare. Il mercato obbligazionario naviga in un contesto di incertezza sui tempi e sui modi del processo di normalizzazione dei tassi e il doppio picco toccato a dicembre e in marzo dai rendimenti obbligazionari Usa è stato un segnale importante di svolta per il dollaro Usa e per molte altre classi di asset.

A scatenare le vendite e alimentare gli acquisti di oro è stato il nuovo test missilistico della Corea del Nord che ha sorvolato il Giappone. A questo si sono aggiunti i timori legati alla ripresa economica Usa e all’impatto negativo che potrebbe avere sul Pil del terzo trimestre l’enorme serie di danni causata alle raffinerie Usa – e non solo – dall’uragano Harvey. Si parla di danni potenziali per 100 miliardi di dollari recati all’economia.

Quanto agli scenari di politica monetaria possibili, proprio con la “scusa” della devastazione che ha portato la tempesta tropicale in Texas, la Federal Reserve potrebbe alla fine ripensarci e non imporre un’altra stretta monetaria entro fine anno. Sul fronte politico intanto il partito Repubblicano che guida la Casa Bianca e vanta una maggioranza al Congresso, di tutte le promesse fatte in campagna elettorale non è ancora riuscito a portare a casa nulla di veramente concreto sotto il profilo legislativo.

Il dollaro Usa è destinato a collassare nei prossimi mesi

Le Borse europee e asiatiche sono in difficoltà martedì, mentre Wall Street è altalenante, risalendo la china dopo un avvio molto difficile (Il Dow Jones cedeva anche più di 100 punti). Sul mercato valutario il cambio dollaro yen traballa, mentre tra le materie prime l’oro ha già violato al rialzo una soglia tecnica importante (1.300 dollari l’oncia).

Il Super euro e i grafici a lungo termine dell’indice del dollaro (vedi quello sotto sugli ultimi 40 anni) dicono che per il biglietto verde i prossimi mesi saranno molto brutti. Se infatti grazie al balzo del 2014 il biglietto verde era riuscito a uscire dal trend ribassista iniziato nel 1985, ora ci sta tornando molto rapidamente. Alcuni graficisti dicono che questo sia il grafico più importante di tutti, viste le implicazioni che il valore del dollaro ha per tante economie e classi di asset.

Dal punto dei vista dei grafici anche dell’azionario non arrivano segnali tecnici incoraggianti. Guardando all’andamento dei volumi sulla Borsa Usa (NYSE Composite Stock Index) e mettendoli poi a confronto con la media mobile a 50 giorni (il grafico sotto riportato è del 28 agosto), si può trarre qualche conclusione su come si muoverà sul lungo termine la Borsa Usa.

Fino a quando la pendenza della media mobile a 50 giorni rimane positiva non c’è da preoccuparsi: altrimenti c’è invece da aspettarsi un calo dei listini e dell’indice allargato S&P 500.

Quando la media mobile a 50 giorni è piatta o negativa (vedi frecce arancione e rossa nel grafico sotto), infatti, aumenta la possibilità che si verifichi qualcosa di negativo. Al contrario, quando la media è in fase rialzista (vedi freccia verde) scatta un segnale positivo per i mercati. La spinta potrebbe presto esaurirsi.