Wall Street su nel settimo anno del mercato toro. S&P +200% da minimo 2009

9 Marzo 2016, di Laura Naka Antonelli

NEW YORK (WSI) – Wall Street positiva, continua a beneficiare del rimbalzo dei prezzi del petrolio e delle materie prime. In particolare i prezzi del contratto WTI superando ampiamente quota $37, avvicinandosi dopo la pubblicazione delle scorte Usa anche a $38, con un rialzo +2% circa, mentre il Brent segna un rialzo oltre i $40 al barile.

Wall Street si conferma così positiva nel settimo anniversario del mercato toro, inaugurando quello che potrebbe essere l’ottavo anno della fase rialzista. Ma c’è qualcuno che non è affatto convinto in tal senso, e prevede invece un mercato orso.

Gli ultimi anni di mercato toro hanno permesso a Wall Street di recuperare un valore di mercato azionario di ben $14 trilioni, ovvero $14.000 miliardi. Lo S&P è balzato quasi +200% dal minimo testato il 9 marzo del 2009, ma ha poi guadagnato solo +0,5% negli ultimi 18 mesi.

L’azionario è sostenuto anche dalle scommesse su nuovi interventi da parte della Bce, che si riunirà domani, giovedì 10 marzo. Gli investitori danno per certi nuovi interventi di politica monetaria espansiva da parte dell’istituto guidato da Mario Draghi. Si scommette sull’espansione del piano di Quantitative Easing e di un nuovo taglio del tasso sui depositi , tra l’altro già negativo.

Sul valutario, l’euro è in calo sotto $1,10. Dollaro/yen sotto JPY 113, in flessione a JPY 112,51.

Quotazioni oro sotto pressione, attorno $1.253.  Pausa negli acquisti sull’oro, dunque, il cui recente rally ha confermato comunque l’inizio anno migliore per il bene rifugio, dal 1974. L’asset guadagna nonostante le aspettative sull’ inflazione – misurata dall’indice dei prezzi al consumo – si stiano avvicinando ai valori più bassi dalla crisi finanziaria globale di sette anni fa.

Si tratta di uno strano fenomeno, dal momento che di norma le quotazioni dell’oro salgono a fronte di un rialzo delle pressione inflazionistiche, non di un loro ribasso. Alla fine degli anni ’70, riporta Bloomberg, quando l’indice dei prezzi al consumo segnò un balzo di quasi +15%, a livelli record, le quotazioni dell’oro salirono.

Ancora, Matthew Turner, analista dei metalli preziosi presso Macquarie Group, a Londra, sottolinea che:

“L’oro va bene quando sembra che i banchieri centrali stiano perdendo il controllo”.

Una delle altre ragioni del balzo dell’oro è sicuramente il fatto che l’indebolimento dei fondamentali dell’economia freneranno ulteriori manovre di politica monetaria restrittiva da parte della Fed.

Adrian Ash, responsabile della divisione di ricerca presso la società di servizi di trading online BullionVault spiega che “un qualsiasi aumento dell’inflazione ora verrebbe visto come un segnale di crescita, e potrebbe essere negativo per l’oro se la Fed iniziasse ad alzare i tassi in modo più veloce”.

Acquisti anche sugli ETF garantiti dall’oro, che hanno assistito a un rialzo dei flussi in entrata +18% quest’anno, al ritmo di crescita più forte dal 2009.