Elezioni, mercati tranquilli dopo i risultati. Ecco il banco di prova per il governo

26 Settembre 2022, di Mariangela Tessa

La vittoria del centro destra nelle elezioni politiche italiane era un risultato ampiamente previsto da mercati. Di conseguenza, stando alle prime indicazioni degli analisti, confermate dall’andamento delle prime battute della Borsa Italiana, non dovrebbero esserci reazioni scomposte. “Ci aspettiamo una reazione di mercato piuttosto tranquilla in termini di spread sul decennale Btp nel breve termine dal momento che l’esito delle elezioni è stato ampiamente in linea con le previsioni. Qualche ricopertura è possibile dato che gli investitori hanno approcciato le elezioni moderatamente corti di Btp e dal momento che il rischio lo scenario di una vittoria schiacciante della desta era scontato”, hanno commentato gli analisti di Unicredit, aggiungendo: “Continuiamo ad aspettarci che lo spread Btp-Bund tratti vicino ai 250 punti base fino a fine anno”.

Nelle prime battute, Piazza Affari mostra un segno positivo, confermandosi migliore piazza europea: dopo mezz’ora di negoziazione, il Ftse Mib guadagna ora l’1,29% a 21.338 punti. Mentre lo spread resta sui livelli di venerdì (intorno a 236 punti base).

“Per il momento non c’è stata una reazione negativa perché i mercati scontavano già la vittoria del centro-destra e non c’è stato lo sfondamento con il raggiungimento dei due terzi dei seggi: il vero test sarà il programma e la scelta dei ministri chiave”, spiega Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia. “Come avvenuto nel Regno Unito, i mercati sono rimasti cauti al momento della nomina della premier Truss ma il piano di bilancio con un significativo aumento della spesa ha poi determinato la caduta della sterlina e il balzo dei tassi sui titoli di Stato. Allo stesso modo per l’Italia bisogna aspettare le proposte del nuovo governo e gli investitori resteranno in attesa per capire se le soluzioni saranno in continuità con il governo Draghi o se ci sarà una rottura“.

Per gli analisti di UBS, “i premi per il rischio dei titoli di Stato italiani sono più che raddoppiati rispetto ai minimi della pandemia e vengono scambiati a circa 230 punti base rispetto ai Bund tedeschi a 10 anni. Riteniamo che gli investitori in obbligazioni italiane a breve e medio termine siano ben compensati dai rischi derivanti dall’elevato onere del debito pubblico italiano e dai ricorrenti episodi di incertezza politica. Sebbene sia improbabile che la BCE intervenga direttamente in reazione a spread moderatamente più ampi, riteniamo che alla fine agirà per frenare sostanziali distorsioni fintanto che l’Italia rimarrà d’accordo con l’UE sulle politiche di bilancio di bilancio”.

Il vero banco di prova per il nuovo governo dopo le elezioni

Il vero banco di prova secondo gli analisti resta dunque la Legge di Bilancio. Per  gli esperti di Intermonte, “i mercati possano avere un atteggiamento prudente e scettico post elezioni sui titoli domestici e sullo spread fino a quando non vi sarà maggiore chiarezza su chi verrà chiamato a ricoprire ruoli chiave nel nuovo governo: ministri del Tesoro, Esteri, Interni, Giustizia mentre il primo banco di prova delle politiche economiche sarà l’approvazione della Legge di Bilancio 2023 entro la fine dell’anno con le indicazioni sullo scostamento di bilancio e sulla traiettoria del debito pubblico che saranno un punto rilevante per verificare le intenzioni del governo di centro-destra in un momento congiunturale molto complesso”.

Restano sotto i riflettori delle maggiori banche d’affari anche il rapporti con l’Ue e il nodo del Pnrr. A questo proposito, gli analisti di Credit Suisse hanno spiegato di aspettarsi “che il nuovo governo mantenga un dialogo costruttivo con le istituzioni europee e riteniamo che il rischio di una Italexit sia trascurabile. Tuttavia i programmi della Meloni di modificare il Pnrr e di aumentare la spesa potrebbero creare frizioni con l’Ue nel breve termine“.

Credit Suisse si aspetta un programma di governo espansivo sotto il profilo fiscale anche se alcuni punti potrebbero essere messi da parte a causa del contesto complessivo segnato dall’incremento dei tassi di interesse e dalla volontà di rispettare i parametri per l’accesso ai fondi del Recovery Fund e dello scudo anti-spread della Bce. Il debito, sottolineano gli analisti, sarà un fattore sotto la lente degli investitori e gli strumenti a disposizione della Bce dovrebbero contenere eventuali allargamenti dello spread. Al contrario un eccessivo incremento della spesa o una situazione di tensione politica elevata potrebbero non consentire alla Bce di acquistare i Btp in caso di necessità”.

Infine, Andy Mulliner, head of global aggregate strategies di Janus Henderson, che sottolinea come “un governo di destra non possa permettersi di buttare all’aria l’attuale Piano nazionale di ripresa e resilienza che è alla base dell’accesso dell’Italia ai sostanziosi fondi del Next Generation EU, ipotesi che potrebbe essere messa alla prova nei prossimi giorni e con essa lo spread tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e tedeschi“.