Fratelli d’Italia primo partito alle elezioni. La reazione dei mercati

26 Settembre 2022, di Mariangela Tessa

Le previsioni dei sondaggi sono state rispettate. La coalizione di centrodestra ha vinto le elezioni politiche 2022, Fratelli d’Italia ha raggiunto un risultato storico, è il primo partito con oltre il 25%. Un vero e proprio trionfo, se si pensa che fino a poco tempo fa viaggiava sul 4%, e 9 anni fa debuttò con un risicato 1,96%. Come ha detto Giorgia Meloni, alle tre meno venti del mattino, quando ha parlato davanti ai giornalisti per commentare “a caldo” la vittoria:

“Il voto degli italiani ha dato un’indicazione chiara per un governo di centrodestra a guida Fratelli d’Italia”.

Meloni dunque si prepara a diventare la prima premier donna, leader di un partito che raccoglie un numero di seggi importante rispetto agli altri alleati della stessa coalizione di centrodestra. La prima riunione delle nuove camere è in calendario il 13 ottobre 2022, e il nuovo esecutivo potrebbe essere nella pienezza dei poteri già entro la fine del prossimo mese.

Sorprende in negativo il risultato del Carroccio. La Lega raccoglie solo l’8,5% dei consensi, quindi sotto la soglia psicologica del 10%. Una sconfitta che trova la sua fotografia più nitida proprio in quello che è stato il territorio della sua affermazione storica: in Veneto, dove di recente il governatore Zaia è stato rieletto con un plebiscito.

Il Pd, primo partito dell’opposizione, si muove tra il 19 e 20%. Un risultato decisamente basso, inferiore alle aspettative. Il Movimento Cinque Stelle si è invece reso protagonista di una grande rimonta, avvenuta negli ultimi giorni prima del voto. Tanto da far dire con orgoglio a Giuseppe Conte, che era la prima volta che si misurava con una campagna elettorale: “Tutti ci vedevano a una cifra e in discesa e invece abbiamo fatto una grande rimonta. Siamo terzo partito in Italia e primo al Sud”.

Forza Italia tiene all’8% e il Terzo Polo di Carlo Calenda la tallona al 7,5%.

Bassa l’affluenza al voto: alle elezioni per il rinnovo del Senato e della Camera ha votato il 63,91% degli aventi diritto. Si tratta del dato più basso mai registrato per le politiche. Quattro anni fa, nella tornata del 2018, l’affluenza era stata del 72,94% per la Camera e del 73% per il Senato.

I risultati delle elezioni

Il centrodestra, e questo è il dato più importante, avrà una maggioranza autonoma anche al Senato, che era il vero dubbio della vigilia. Gli exit poll indicano infatti una forbice al Senato per il centrodestra che va da 109 a 119 seggi, più che sufficienti per navigare con una certa tranquillità. Alla Camera sfiora il 44% e vola.

Ricapitolando i dati, qui i risultati dei singoli partiti:

  • Fdi è primo con quasi il 26%;
  • il Pd secondo con il 19%,
  • M5s con il 16,5%;
  • la Lega 8,5%;
  • Forza Italia 8%
  • Azione-Italia Viva 7,83%
  • l’Alleanza Verdi e Sinistra è tra il 3 e il 5%;
  • +Europa è al 2,5-4,5%;
  • Italexit, poco sotto la soglia del 2%
  • Noi Moderati allo 0,9%
  • Impegno Civico tra lo 0 e il 2%.

All’indomani di un risultato così netto del centrodestra, a Giorgia Meloni tocca convincere l’Europa di essere una formazione responsabile rispetto agli impegni presi. E difatti “responsabilità” e “unire la nazione” sono state le parole ricorrenti del discorso di Giorgia Meloni appena ha preso la parola nel cuore della notte. Ecco, a partire dalle prossime ore, chi prenderà la responsabilità di guidare il governo dovrà cominciare col fare il necessario, a partire dalla legge di bilancio per proseguire con il tetto al prezzo del gas.

La reazione dei mercati

La Borsa di Milano apre in calo dello 0,49%, con il Ftse Mib a quota 20.966 punti. “L’esito elettorale è stato sostanzialmente in linea con le aspettative“, spiegano gli analisti. Sul listino in calo i titoli dell’energia come Eni (-1,3%) ed Enel (-1,4%). Debole anche Tenaris (-1,4%). In controtendenza Tim (+1,44%) e Finecobank (+2,6%).  Fuori dal listino principale, Mps non fa prezzo e segna un calo teorico del 33%.

Spread tra Btp e Bund a 231 punti base vicino ai valori della chiusura di venerdì (230 punti) nel giorno successivo alle elezioni. Il differenziale dopo un calo a 223 punti è poi risalito. Il rendimento del decennale italiano è in aumento al 4,41%.

Sul fronte valutario, euro ancora in caduta, mentre il mercato valuta l’impatto della vittoria della destra nelle elezioni politiche italiane e le possibili conseguenze sulla tenuta della moneta unica.

L’euro scivola e scende cosi’ anche sotto quota 0,97 dollari a 0,9639 dagli 0,9724 della chiusura di venerdì ed è indicato anche a 138,60 yen da 139,18, mentre il rapporto dollaro/yen è a 143,84 (142,14). Scivolone a nuovi minimi anche per la sterlina dopo che il governo ha confermato la volontà di realizzare tagli alla pressione fiscale che rischiano di alimentare l’inflazione: la divisa britannica vale 1,0587 dollari da 1,1262 venerdì ed è in calo anche a 0,9104 per un euro da 0,8725.