Bce, Mersch: “no a banche in vita artificialmente, no eccezioni a bail-in”

17 Novembre 2016, di Laura Naka Antonelli

“Le banche non devono essere tenute in vita in modo artificiale e le regole del bail-in devono essere applicate senza eccezioni”. Le dichiarazioni fanno ancora più paura, dal momento che a proferirle è addirittura un alto funzionario della Bce, uno dei più noti tra l’altro. Si tratta di Yves Mersch, membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea guidata da Mario Draghi.

Mersch è andato oltre, presentando improvvisamente un volto della Bce più da falco che da quello di colomba a cui i mercati erano ormai abituati. L’effetto è stato immediato e i titoli delle banche europee hanno incassato il colpo, cedendo terreno.

Il funzionario ha zavorrato i mercati anche per la frase che ha messo in dubbio l’estensione del programma di acquisto di asset da parte della Bce noto come Quantitative easing. Mersch ha ricordato infatti che gli acquisti dei bond sono stati introdotti come “misura temporanea” e che, per questo motivo, vanno “ridotti il prima possibile”.

In un contesto in cui la vittoria di Donald Trump alle elezioni Usa ha scatenato un’ondata di sell off che ha colpito non solo i bond dei mercati emergenti ma anche i titoli di stato dei paesi avanzati, e in un momento in cui, nel caso particolare dell’Italia, i BTP sono tornati a essere oggetto di attacchi speculativi, le parole di Mersch sono una vera e propria doccia fredda sulle aspettative dei mercati.

Certo, Mersch ha rassicurato sul fatto che la Bce sarà “estremamente cauta” nell’effettuare aggiustamenti alla propria politica monetaria e ha anche ammesso che una riduzione del programma di acquisto degli asset richiederà tempo, riconoscendo che un suo abbandono troppo brusco potrebbe provocare “diversi danni”.

Ma il messaggio sulle banche e sul bail-in ha messo tutti gli operatori finanziari sull’attenti.

L’Italia rimane osservata speciale, alla luce di queste dichiarazioni che arrivano a meno di un mese dal referendum costituzionale e mentre Unicredit e MPS si preparano a lanciare operazioni di aumento di capitale necessarie per rafforzare il proprio patrimonio.