Mariangela Tessa pagina 21
Jamie Dimon, ceo di JPMorgan Chase richiama i rischi di un eccesso di competizione nel settore finanziario e avverte sul possibile deterioramento della qualità del credito. ““Abbiamo già visto questo film nel 2005, 2006 e 2007”
In uno scenario globale segnato da dazi Usa, l’osservatorio britannico rivede al rialzo le stime sulla crescita italiana. Inflazione sotto il 2% e consumi ancora motore dell’economia, ma il debito è visto sopra il 135% del Pil fino a fine decennio
La presidente della banca centrale dell’Eurozona ha percepito nel 2025 circa 140mila euro come membro del board della Bri, nonostante il divieto per il personale di accettare compensi da terzi. La rivelazione alimenta il dibattito su trasparenza e livelli retributivi ai vertici delle istituzioni monetarie europee.
Mentre gli investitori continuano a concentrare capitali su tecnologia e intelligenza artificiale, c’è un altro comparto che ha registrato performance sorprendenti: il mercato dei beni di lusso da collezione. Ecco quanto ha reso negli ultimi anni
Da uno studio di settore emerge che oltre la metà dei nuovi incarichi nasce dal passaparola diretto, ma cresce il peso delle alleanze strategiche con commercialisti, avvocati e altri professionisti per accelerare lo sviluppo e ampliare l’offerta di servizi.
Gli investitori internazionali stanno riversando capitali record sull’azionario europeo, segnando quello che potrebbe diventare il mese con i maggiori afflussi mai registrato
Con l’approvazione dello Statuto, il fondo di garanzia per le polizze Vita entra nella fase operativa e si prepara a diventare uno degli strumenti cardine nella gestione delle crisi assicurative.
Raccolta assicurativa a 17,4 miliardi e redditività sopra gli obiettivi del piano per Unipol. La spinta decisiva è arrivata dal core business e dalle collegate bancarie.
Dopo anni di scetticismo, il numero uno della grande banca americana rivela di detenere una quota personale della criptovaluta.
Dai verbali dell’ultima riunione emerge una banca centrale americana spaccata tra la necessità di domare l’inflazione e quella di sostenere il mercato del lavoro. Tagli possibili più avanti nel 2026, ma non si esclude nemmeno un ritorno ai rialzi.