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Nonostante il divieto imposto al personale della Bce di percepire compensi da soggetti esterni, la presidente Christine Lagarde ha ricevuto nel 2025 circa 130.457 franchi svizzeri — equivalenti a poco meno di 140mila euro — per l’incarico nel consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali (BRI). L’importo è stato comunicato dalla stessa Lagarde rispondendo a una richiesta formale dell’eurodeputato tedesco Fabio De Masi e di un collega svedese. L’istituto di Basilea, che non rende pubbliche le retribuzioni dei singoli consiglieri, ha così visto emergere per la prima volta il dato relativo alla presidente della Bce.
La notizia, riportata in anteprima dal Financial Times, ha suscitato forti polemiche tra i dipendenti dell’istituto di Francoforte. In discussioni apparse su forum e bacheche interne, alcuni dipendenti hanno parlato di trattamento non uniforme: le regole del personale impediscono infatti di incassare compensi esterni per attività riconducibili alle mansioni istituzionali.
La replica della Bce: regole diverse per la presidenza
Rispondendo all’articolo apparso sul Financial Times, l’istituto ha precisato che la presidente non è soggetta alla disciplina prevista per il personale ordinario, ma a un codice etico distinto. Secondo la banca centrale europea, la presenza nel board della Bri comporta funzioni di supervisione e possibili responsabilità giuridiche che rendono giustificabile un’indennità specifica. L’Eurotower ha inoltre ribadito che per i dipendenti resta valido il divieto di ricevere pagamenti da soggetti terzi legati allo svolgimento delle proprie attività istituzionali.
Una cosa è certa: la situazione si discosta da quanto avviene in altre grandi autorità monetarie. Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, e il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, non percepiscono compensi collegati alla partecipazione alla Bri.
Secondo fonti citate dalla stampa internazionale, Lagarde si colloca comunque nel solco dei suoi predecessori alla guida dell’istituto, Mario Draghi e Jean-Claude Trichet, che durante i rispettivi mandati avevano a loro volta beneficiato dell’indennità collegata all’organismo di Basilea.
La remunerazione complessiva ai vertici dell’Eurotower
Nel 2024 la presidente ha percepito una retribuzione base di circa 466mila euro, cui si sono aggiunti circa 135mila euro tra indennità e rimborsi legati all’alloggio e ad altre spese. Sommando anche il compenso proveniente dalla Bri, il totale stimato per il 2025 si avvicina a 741mila euro, collocandola ai vertici delle retribuzioni tra i funzionari europei.
Il solo stipendio principale la posiziona già al primo posto tra i vertici delle istituzioni dell’Unione: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, percepisce infatti un trattamento annuo inferiore di circa il 20%.
L’analisi del Financial Times sui redditi effettivi
All’inizio dell’anno il quotidiano finanziario londinese aveva già esaminato nel dettaglio i livelli retributivi della presidente della banca centrale. Secondo quella ricostruzione, il totale percepito nel 2024 sarebbe stato di oltre la metà superiore rispetto alla cifra ufficialmente indicata dall’istituto. Le stime del giornale indicavano un ammontare complessivo vicino ai 726mila euro, circa il 56% in più rispetto alla retribuzione base riportata nel rapporto annuale. Dal confronto emerge inoltre che il trattamento complessivo della presidente della Bce sarebbe quasi quadruplo rispetto a quello del presidente della Federal Reserve, la cui paga è determinata dalla normativa federale statunitense e si colloca intorno ai 203mila dollari annui.
Il tema delle retribuzioni si inserisce in una fase di crescente attenzione sulla leadership dell’istituzione. Nelle scorse settimane il Financial Times aveva ipotizzato un possibile passo indietro anticipato di Lagarde prima delle prossime elezioni presidenziali francesi. Secondo indiscrezioni riportate da Reuters, tuttavia, la presidente avrebbe rassicurato i collaboratori sulla propria piena concentrazione sull’incarico, impegnandosi a informarli direttamente qualora la situazione dovesse cambiare.