Investimenti

Altro che Borsa, quando il lusso batte i mercati finanziari

Mentre gli investitori continuano a concentrare capitali su tecnologia e intelligenza artificiale, c’è un altro comparto che ha registrato performance sorprendenti: il mercato dei beni di lusso da collezione. Non solo oggetti di status, ma veri e propri strumenti di investimento, paragonabili, secondo gli esperti, a oro o azioni.

Il caso più eclatante è quello di alcune borse prodotte da Hermès. Secondo uno studio condotto dalla piattaforma di vendita di beni di lusso, il modello Mini Kelly II ha visto crescere il proprio valore di oltre il 300% tra il 2022 e il 2025, partendo da 9.200 dollari e salendo a 36.980 dollari. Nello stesso periodo, l’indice S&P 500 ha registrato un rendimento del 43%.

Anche la Birkin non è stata da meno in quel periodo, con un aumento di valore del 285%.  Ma non sono le sole. Anche la Margaux 15 firmata The Row ha registrato forti apprezzamenti (+56% in tre anni), così come le sneakers frutto della collaborazione tra Louis Vuitton e Nike (+125% nello stesso periodo).

La scarsità come strategia di valore

Per gli operatori del settore, il segreto di queste performance è la scarsità programmata. Citata dal sito Business Insider, Amrita Bashin, amministratrice delegata della piattaforma di rivendita Sotira, ha spiegato che il prezzo elevato di questi prodotti nasce da una disponibilità volutamente limitata e da un processo di selezione rigoroso degli acquirenti.

“Molte persone comprano una Birkin e la tengono semplicemente in casa come fosse un asset. È come comprare oro”.

Le liste d’attesa, la produzione limitata e la forte domanda globale creano un disequilibrio strutturale tra offerta e domanda, rendendo questi beni una riserva di valore relativamente stabile. Secondo Bashin, la differenza rispetto ad asset puramente speculativi è la tangibilità del bene:

“Ci sarà sempre più domanda che offerta per queste borse, a differenza di asset come gli NFT, che erano guidati soprattutto dalla speculazione”.

In altre parole, il valore deriva da un oggetto fisico, da un marchio riconosciuto e da una domanda consolidata nel tempo.

La difesa del valore come strategia industriale

Per Daniel Langer, CEO della società di consulenza Équité e docente alla Pepperdine University, l’investimento nel lusso funziona esattamente come quello in un titolo azionario: ” lo si fa perché si crede che il marchio domani varrà più di oggi” ha spiegato a Business Insider.

E anche se i prezzi elevati delle borse Hermès sono essere troppo alti per molte persone, la diffusione di piattaforme di monitoraggio dei prezzi in tempo reale, come StockX, ha inoltre reso più trasparente il mercato secondario, rafforzando la percezione di questi prodotti come veri strumenti finanziari.

“È come un conto bancario ambulante che ora attira più persone verso quella categoria di prodotti”, ha affermato. “In un certo senso crea un capitale culturale, [mostrando] quali prodotti sono investimenti intelligenti”.

Pur concordando sul fatto che la scarsità sia il motore principale dietro le borse Birkin e Kelly, Langer ha anche sottolineato che il fattore decisivo resta la capacità del marchio di proteggere la propria reputazione e controllare la produzione. Secondo Langer, solo pochi brand riescono a mantenere questo livello di disciplina nel lungo periodo. Tra questi, anche Patek Philippe, spesso considerato uno dei pochi concorrenti del lusso in grado di preservare valore in modo simile. Langer ritiene che gli investitori probabilmente considerino l’acquisto di uno dei due prodotti allo stesso modo in cui decidono se acquistare azioni di un’azienda.

“È molto simile a quando si pensa a un investimento in un titolo azionario”, ha affermato Langer. Si investe in un titolo azionario. Perché? Perché si crede che il marchio domani avrà più valore di oggi”.