Daniele Chicca pagina 91
È tregua tra governo italiano e autorità europee, dopo che il premier Conte ha annunciato la decisione di abbassare il rapporto tra deficit e Pil dopo il 2019.
Wall Street, appesantita dallo spettro di una Italexit e quindi dai timori di una spaccatura dell’area euro, scambia a ridosso dei livelli della vigilia, con gli indici principali che faticano a prendere una direzione precisa. Il Dow Jones guadagna lo 0,06% dopo mezz’ora di scambi, mentre l’S&P 500 cede lo 0,05%. Il Nasdaq da parte
I Conti individuali di risparmio (Cir) saranno inseriti nella legge di bilancio. Ci spera la Lega, che sta facendo pressioni sul governo perché lo strumento con il quale si incentivano i contribuenti italiani ad aumentare gli investimenti in Btp venga incluso nel decreto legge collegato alla manovra finanziaria. Entrambi i testi legislativi dovrebbero venire approvati
Le carte di credito sono il peggior investimento che tu possa fare: meglio risparmiare non pagando interessi sul debito piuttosto che cercare di ottenere guadagni sui mercati.
L’economista: non vogliamo lasciare l’area euro, “non siamo mica pazzi”. Ma Borse ed euro soffrono. “Saranno versate lacrime”, dice un commentatore.
Il Fund Manager, Team Multi Asset di Janus Henderson Investors esprime la sua opinione sull’impatto potenziale della Brexit sull’azionario inglese ed europeo.
Lo sostengono i due terzi dei 51 economisti interpellati tra agosto e settembre. Dopo la guerra dei dazi, il secondo rischio più citato è la politica rigida della Fed.
Il clima di avversione al rischio, dovuto ai dubbi sulla Brexit e sulla manovra finanziaria italiana, alimenta la domanda di dollari e yen, mentre penalizza sterlina ed euro. Le Borse europee hanno aperto in rosso e i trader non sembrano intenzionati a correre alcun rischio in un contesto di crescente incertezza su più fronti.La sterlina
L’Italia “con propria moneta risolverebbe gran parte dei suoi problemi”: con queste parole Borghi alimenta timori su tenuta dell’euro e dei conti pubblici.
Servono altre risorse: via i sussidi per associazioni e cooperative e ad alcune spese (veterinarie, funerarie). Nel mirino del governo potrebbero finire sanità e mutui.