Borghi scuote anche Wall Street, deboli banche e blue chip in generale

2 Ottobre 2018, di Daniele Chicca

 

Wall Street, appesantita dallo spettro di una Italexit e quindi dai timori di una spaccatura dell’area euro, scambia a ridosso dei livelli della vigilia, con gli indici principali che faticano a prendere una direzione precisa. Il Dow Jones guadagna lo 0,06% dopo mezz’ora di scambi, mentre l’S&P 500 cede lo 0,05%. Il Nasdaq da parte sua arretra dello 0,12%. Claudio Borghi, economista esponente della Lega, ha detto a Radio Uno che l’Italia “risolverebbe i suoi problemi” con una moneta sovrana.

Dietro al sentiment di mercato per lo più negativo, diversi analisti citano i dubbi sulla situazione italiana e sulla tenuta dei conti pubblici. La debolezza dell’azionario europeo sta “chiaramente” giocando un ruolo, dice Art Hogan, chief market strategist di B. Riley FBR. “Le banche e in generale le blue chip sono sottotono e c’è un po’ di pressione”.

Otto degli 11 settori principali dell’S&P 500 sono in ribasso. I bancari sono quelli più deboli in Usa con un -0,57%, mentre tra i singoli sono Bank of America, Citigroup e Wells Fargo i titoli più colpiti dalle vendite in scia al selloff subito dal comparto in Italia. I cali si stanno riducendo in realtà alla Borsa di Milano, in parallelo con un restringimento dello Spread tra Btp e Bund, che in mattinata aveva toccato anche i 303 punti base. Ora vale 290. Dopo un calo di quasi il 2%, Piazza Affari è anche riuscita momentaneamente a riaffacciarsi in territorio positivo.