Borghi: “Con una propria moneta problemi si risolverebbero”

2 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

BTpLa nota di aggiornamento al DEF e il deficit fissato al 2,4% del Pil da parte del governo giallo-verde hanno fatto storcere il naso ieri ai ministri dell’Eurogruppo e anche lo spread oggi non sembra essersi calmato. In questo clima infuocato arriva la proposta di Claudio Borghi, destinata anch’essa a  far discutere.

Il Presidente della Commissione Bilancio di Montecitorio e responsabile della Lega parlando a Radio Uno (sulla RAI) ha ventilato la possibilità di risolvere i problemi dell’Italia in fatto di conti pubblici con una propria moneta fiscale ed è dell’idea che il deficit possa salire anche al 3,1%.

 “L’Italia con una propria moneta risolverebbe gran parte dei suoi problemi”.

Intanto stamane il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano e il Bund di riferimento ha iniziato la giornata a 311 punti base, toccando il nuovo massimo da giugno 2013, col rendimento dei titoli italiani al 3,56%. Anche lo spread in apertura si è riportato poco sotto la soglia dei 300 punti base.

“Ho detto pubblicamente che in questi giorni sto comprando titoli di Stato italiani che mi sembrano convenienti, ma non è un consiglio d’investimento per nessuno. Cosa decide di fare un risparmiatore con i propri soldi? E’ una questione assolutamente personale. Io non metto bocca”.

Così il Presidente della Commissione Bilancio intervistato da Affaritaliani.it.

“Valuto che il livello attuale di spread non sia giustificato dai fondamentali attuali del Paese, quindi, sulla base di una mia valutazione personale, ho deciso di comprare Btp (…) abbiamo visto in passato che concedere o non concedere credito dipende dall’andamento del Pil. Se l’economia cresce le banche concedono volentieri prestiti. Se, al contrario, il Pil recede, di fronte a una società che rischia il fallimento, gli istituti di credito tirano i remi in barca. Non c’è il rischio quindi che le banche chiudano i cordoni della borsa. Questo livello di spread, però, rimane fastidioso. E bisogna agire per eliminarlo (…) In un sistema economico con moneta unica, dove ci sono questi criteri di convergenza dei prezzi, lo spread non dovrebbe essere esistente. E infatti non c’è stato fino a che la Bce ha fatto il suo mestiere e cioè garantire il debito”.