Protezionismo Usa porterà a una recessione entro fine 2020

2 Ottobre 2018, di Daniele Chicca

Le politiche di chiusura commerciale dell’amministrazione Trump contribuiranno a causare una recessione economica entro il 2020. È quello che pensano due terzi degli economisti della National Association for Business Economics.

Il 41% degli economisti interpellati nel sondaggio sostengono che il protezionismo degli Stati Uniti e in particolare la guerra commerciale a tutto campo con la Cina rappresenti il rischio principale per la crescita economica.

Il 18% ritiene che la stretta sul costo del denaro sia invece il pericolo numero uno, mentre una percentuale analoga ha citato un calo shock dei mercati finanziari o una volatilità in aumento.

Sul fronte delle politiche monetarie, il campione di 51 economisti intervistato tra il 28 agosto e il 17 settembre si aspetta che la Federal Reserve continui con il ciclo di rialzo dei tassi di interesse preconizzato.

Circa il 10% di essi vede una contrazione dell’economia materializzarsi già a partire dall’anno prossimo, mentre il 56% stima che questo succeda nel 2020 e il 33% nel 2021 o anche più avanti.

A parte i rischi rappresentati dalla battaglia dei dazi avviata da Donald Trump, in generale gli economisti sono un po’ più ottimisti sull’andamento dell’economia quest’anno. La mediana delle previsioni per il PIL Usa adeguato all’inflazione è salita al 2,9% dal 2,8% della rilevazione precedente di giugno. Le stime per il 2019 sono per un’espansione dell’attività economica del 2,7%.