Borse e Btp in rimonta: tregua con l’UE, governo cambia rotta sul deficit

3 Ottobre 2018, di Daniele Chicca

È tregua tra governo italiano e autorità europee, dopo che la coalizione guidata dal premier Giuseppe Conte ha annunciato la decisione di abbassare il rapporto tra deficit e Pil dal 2,4% al 2,2% e 2% negli anni successivi. I rendimenti dei Btp decennali scendono così di 14 punti base dal livello di 3,18% toccato ieri, mentre lo Spread tra Btp e Bund si restringe sotto i 290 punti base, a 285 circa. Ieri aveva toccato i 303 punti base. Il titolo a 2 anni – il più sensibile alle novità di politica economica – rende l’1,331% in mattinata, valore che si confronta con l’1,456% della chiusura della vigilia.

Sul mercato dei tassi di cambio l’euro, un po’ come fanno anche le Borse europee, si rafforza sopra 1,16 dollari dopo l’indebolimento dei giorni precedenti. La moneta unica, favorita dalle indiscrezioni sulla riduzione del disavanzo pubblico da parte dell’Italia, rimbalza dopo aver toccato i minimi di sei settimane. Tale contesto dovrebbe aiutare le banche della regione europea – particolarmente penalizzate dalle incertezze sulla sostenibilità dei conti pubblici italiani, a risalire la china.

In Asia invece il clima è ancora di avversione al rischio: le Borse cedono il passo dopo che i prezzi del petrolio sono saliti ai massimi di quattro anni: il rincaro del greggio minaccia le economie dei mercati emergenti. Oggi è chiusa la Borsa di Francoforte.

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Daniele Chicca 3 Ottobre 201815:56

Trainato al rialzo dai bancari, l’azionario Usa avvia le contrattazioni in progresso con il Dow Jones che raggiunge livelli record mai toccati prima. A favorire il settore finanziario sono i guadagni visti in Europa dopo un paio di sedute difficili per via delle preoccupazioni sulla irresponsabilità fiscale del governo italiano.

Il Dow Jones guadagna 59,53 punti (+0,22%) a quota 26.833,47, l’indice S&P 500 fa segnare un progresso di 8,26 punti (+0,28%) in area 2.931,69, mentre il Nasdaq avanza di 35,10 punti (+0,44%) attestandosi in area 8.034,65.

Daniele Chicca 3 Ottobre 201816:05

L’indice PMI dei servizi americani si è contratto a quota 53,5 punti a settembre, meno del previsto. Le attese erano per un valore pari a 53 dopo i 54,5 di agosto. La lettura preliminare parlava di un punteggio più basso, pari a 52,9 punti. Il computo per l’indice PMI composito è dunque di 53,9 punti, un livello superiore ai 53,4 del mese precedente.

Anche l’indice ISM del settore non manifatturiero statunitense ha fatto meglio delle attese riportando un incremento inaspettato. In settembre l’ISM del terziario ha registrato il risultato più positivo dal 1997. L’attività dei servizi si è attestata a 61,6 punti, in rialzo dai 58,5 del mese precedente. Le attese erano per un punteggio di 58 punti.

Daniele Chicca 3 Ottobre 201817:45

Anche i Bond Usa sono sotto pressione in giornata, tenendo alto lo spread con l’Italia nonostante gli Stati Uniti portino con sé rischi chiaramente inferiori dal punto di vista della sostenibilità creditizia.

Daniele Chicca 3 Ottobre 201817:47

Piazza Affari chiude sotto i massimi di giornata, in attesa di informazioni ufficiali sulla prossima manovra economica. Il FTSE MIB ha guadagnato lo 0,84%. Le banche calano dai massimi per l’allargamento dello spread. L’indice del paniere italiano segna +0,4%. Positiva TIM (+0,8%), ma dopo aver scontato nelle ultime sedute molti degli scenari negativi possibili, inclusa l’asta 5G chiusa ieri.

Deciso rialzo di Recordati (+3,38%) dopo che la stampa ha scritto che la società ha chiesto, a un pool di banche, linee di finanziamento per circa 500 milioni di euro in vista di possibili acquisizioni. Astaldi rimbalza (+3,66 ma ha anche toccato picchi del 10%) dopo il crollo delle ultime sedute. La società ha chiesto il concordato preventivo.

Daniele Chicca 3 Ottobre 201817:55

Dopo l’ultima serie di dati macro positivi in Usa, con l’indice ISM non manifatturiero che in settembre si è attestato ai massimi dal 1997, i rendimenti dei Treasuries Usa trentennali sono in rialzo di 6 punti base al 3,28%.

I tassi hanno così oltrepassato la soglia considerata di pericolo dal guru dei Bond Jeff Gundlach di DoubleLine Capital. Anche le speculazioni su un incremento dell’inflazione salariale dopo che Amazon ha alzato lo stipendio minimo dei suoi dipendenti hanno un impatto sul mercato obbligazionario.

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