Materie prime pagina 31
Il gigante minerario perde 5,5 miliardi di dollari nel 2015, molto più della perdita registrata nel 2014 (3,8 miliardi di dollari).
Le previsioni per i metalli e in particolare per il rame e l’alluminio sono più pessimiste persino di quelle sul petrolio.
NEW YORK (WSI) – Nell’ultimo anno e mezzo, le quotazioni dei metalli hanno fatto meglio rispetto a quelle del petrolio. Ma la situazione e’ destinata a cambiare. Ne sono convinti gli analisti di Goldman Sachs, che puntano il dito verso il calo della domanda cinese per individuare la causa principale di tale situazione.Gli esperti della
È l’insieme di elementi ‘choc’ di questa crisi ad essere un evento più unico che raro. Azionario, credito e commodities peggiorano a braccetto. Quando scoppierà la tempesta perfetta?
Produzione troppo alta e prezzi troppo bassi: sette i paesi firmatari tra cui l’Italia di un patto per smuovere l’Ue a intervenire sulle pratiche commerciali scorrette della Cina nel settore siderurgico.
Aumento di capitale da 3 miliardi e vendita della quota nella spagnola Gestamp: il colosso ArcelorMittal sta pagando la crisi delle materie prime.
Alcune aziende sono già al lavoro: estrarre ferro e nichel dai corpi celesti potrebbe diventare un business miliardario. “Grande potenziale scientifico e economico”.
Un investitore che lo scorso anno aveva anticipato il crollo delle quotazioni petrolifere fino a 30 dollari, ora annuncia il possibile fallimento di un big delle materie prime.
Arch Coal, il secondo principale gruppo americano minerario tra quelli attivi nel mercato del carbone, ha fatto ricorso all’amministrazione controllata. Secondo quanto riferito dall’azienda, la decisione di fare ricorso al Chapter 11 le consentirà di eliminare circa 4,5 miliardi di dollari di debiti dai suoi libri contabili.Da aprile dell’anno scorso, Arch Coal è il quarto
Possibile sbarco sul mercato del colosso Saudi Aramco. Secondo le prime valutazioni in circolazione, la società petrolifera potrebbe essere valutata $2.500 miliardi.