Eurozona pagina 125

Syriza: “debito insostenibile, non pagheremo mai tutto”

Nessun economista ritiene sia possibile. Parla il portavoce economico del partito che governerà in Grecia, Euclid Tsakaloto, e i mercati accusano il colpo.

Padoan insiste: nessuna manovra correttiva

“L’Italia non infrange Patto Stabilità” sul deficit. Debito scenderà nel 2016. Ministro Tesoro ha parlato anche delle sue chance di elezione al Colle.

Varoufakis: l’identikit dell’uomo che deciderà il futuro dell’Europa

Sarà un 53enne docente di economia a dover trattare con i creditori della Troika. La sfida al capitalismo del ministro greco delle Finanze, un marxista pentito.

Svizzera: franco forte crea opportunità di acquisto in Europa

Aziende elvetiche hanno bilanci di ferro e fiumi di liquidità denomitata in una moneta molto forte. Partito austriaco chiede di salvare chi per speculare ha acceso un mutuo in franchi.

Germania, sale ulteriormente clima di fiducia delle imprese

Merkel tira un sospiro di sollievo. L’indice elaborato dall’Ifo si è attestato a 106,7 punti, oltre le attese degli analisti.

Grecia cambia l’Europa: Syriza vince, governerà con la destra

Partito anti-austerity ottiene più del 36%. Ministro Finanze: “distruggeremo oligarchia”. Vertice di urgenza Draghi-Juncker.

Bce: Grecia deve ripagare debito, ma “allungare scadenze è possibile”

Parla il membro del direttivo Coeure. Secondo Visco (Bankitalia) non si può cambiare politica monetaria per dare retta alla sola Germania.

Aumenta corsa agli sportelli in Grecia

Paura per vittoria Syriza. In una settimana prelevati più soldi che in un mese e mezzo. Se foste greci vi fidereste ad avere conti denominati in euro? Leggi report JP Morgan

Elezioni in Grecia? Saranno non-evento per i mercati

Alla vigilia del voto, gli analisti sembrano tutti d’accordo nel ritenere poco probabile un’uscita del paese indebitato dall’area euro: “Sarebbe un suicidio”.

Italia, Ue chiederà correzione maggiore del previsto

Secondo le ultime indiscrezioni la Commissione potrebbe pretendere nel 2015 un aggiustamento strutturale superiore allo 0,25% del Pil.