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Svizzera: franco forte crea opportunità di acquisto in Europa

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GINEVRA (WSI) – Sono numerose le aziende elvetiche che possono contare su bilanci molto solidi e fiumi di liquidità denomitata in una moneta molto forte: il franco svizzero.

Ciò fa pensare che alcune società svizzere potrebbero presto lanciare Opa su una serie di aziende dell’area euro. La fine dei tre anni in cui l’euro e il franco erano agganciati e l’uscita dalla moneta unica di Berna, come l’hanno chiamata alcuni, ha creato un’onda anomala sui mercati e sulle attività aziendali.

Il rafforzamento della divisa elvetica ha gettato molti gruppi svizzeri, in particolare le PMI esportatrici, nella disperazione. Ma altri gruppi più attrezzati si stanno fregando le mani. Il tasso di cambio sulla parità crea infatti al contempo grandi opportunità di fare shopping nella disastrata Eurozona.

Il potere di quisto delle società svizzera è appena aumentato, sopratutto per chi cerca di fare affari in area euro”, osserva a Le Temps Jean-François Lagassé, responsabile in Svizzera del dipartimento Corporate Finance di Deloitte.

Per capire le dimensioni che ha assunto il fenomeno sui mercati, basti pensare che nel giorno dell’annuncio choc della banca nazionale svizzera la piattaforma finanziaria di Zurigo ha registrato 27 miliardi di franchi di volumi, contro una media quotidiana di 4 miliardi.

Ma la decisione a sorpresa di Thomas Jordan, numero uno della banca nazionale svizzera, ha provocato grandi choc anche all’estero. Chi ha acceso mutui denominati in franchi in Ungheria e Polonia si ritrova ora a dover pagare il 20% in più da un giorno all’altro.

Per contrastare il fenomeno in patria, il partito della Libertà austriaco ha chiesto un pacchetto di salvataggio per chi ha speculato in franchi svizzeri, ovvero chi, prima del voltafaccia svizzero, ha approfittato del vantaggio offerto dai tassi di cambio per speculare usando la propria casa come colalterale, nel tentativo di ottenere interessi più bassi e permettersi così un appartamento o una villa più grande.
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Il segretario generale della fazione politica, Franz Kickl, ha detto che l’Austria ha bisogno di un pacchetto di aiuti per tali cittadini, lanciando un appello per un’offerta a tutti i debitori che hanno acceso mutui o prestiti in franchi svizzeri.

“Non può essere che i debitori austriaci siano i soli a dover subire perdite mentre i croati, gli ungheresi e forse anche i polacchi, gli slovacchi e i cechi vengono indennizzati”, ha esclamato. Gli effetti dela rimozione del ‘peg’ continueranno ancora per diverso tempo a farsi sentire in tutta Europa.

Fonti:

Comunicato del Freiheitliche Partei Österreichs

Le Temps

(DaC)