Eurozona pagina 122
Il nostro paese è il principale mercato della banca dopo la Germania. Pil visto intorno a +0,5%. Parla chief country officer Flavio Valeri.
Il deprezzamento dell’euro e il costo basso del petrolio tra i fattori favorevoli citati dagli analisti della banca. Ma per ora previsione rimane +0,4%.
Per il vice direttore Panetta l’irrigidimento dei requisiti di capitale chiesti agli istituti aumenta il pericolo che persista crescita bassa.
C’è margine politico. Dopo secco no Germania, in cerca di nuovi partner Tsipras chiama Putin. Bisogna sbrigarsi: corsa sportelli è già iniziata.
Gli ultimi dati non sono eccezionali ma Bundesbank e analisti vedono una crescita graduale. Balzo 4,2% degli ordini alle fabbriche: peggio sembra passato.
Varoufakis e il ministro tedesco in disaccordo su tutta la linea. Atene: “Abbiamo bisogno di più tempo”.
Livello ancora inferiore alla media Ue, ma calo euro aiuterà business. Ceo italiani vedono rialzo di almeno +10% dei ricavi ne prossimi 12 mesi.
Crescita del 4,2% a dicembre. Buon segnale per la ripresa dell’Eurozona?
La colpa è tutta della Bce: Osborne appoggi Varoufakis.
Tetto titoli emessi non verrà alzato di 10 miliardi come chiesto per prestito ponte. Atene senza più risorse a parte finanziamenti esterni. Incontro con Draghi “fruttuoso”.