Cina pagina 192
Così il vicepresidente cinese Li Yuanchao in un’intervista rilasciata a Bloomberg in occasione del World Economic Forum di Davos, in Svizzera.
Secondo il capo economista diventa sempre più difficile trovare un riscontro sui fondamentali per i movimenti dei mercati. Ma non conviene liquidare titoli azionari.
Ray Diallo di Bridgewater si spinge fino ad affermare che si fida di più dell’operato delle autorità cinesi piuttosto che delle azioni di leader banche centrali di Europa e Usa.
Le parole dovish del presidente della Bce aiutano i listini Usa a riprendere quota. Petrolio sotto pressione.
La banca centrale della Cina (Pboc) ha proseguito per la terza settimana l’iniezione di liquidità nel sistema finanziario cinese per fronteggiare il crescente deflusso di capitali dal Paese che si unisce alla crescita stagionale della domanda di finanziamenti (dovute alle feste di inizio anno). Con i 400 miliardi di yuan introdotti nel sistema (61 miliardi di
Banche centrali ci hanno detto per decenni che potevano spingere l’inflazione quando e come volevano. Non è così: crescita sarà più bassa. Yellen ha alzato i tassi troppo presto.
“Mondo potrebbe affogare in offerta greggio”. In un semestre Piazza Affari ha perso -21,5%, MPS -65%. Da ieri banca capitalizza meno di 2 miliardi. Asia ai minimi di 4 anni.
NEW YORK (WSI) – Cina, petrolio e manifatturiero. Sono questi i tre fattori piu’ importanti che spiegano, secondo Jean-Sylvain Perrig, CIO, Union Bancaire Privée – UBP, la disfatta degli asset rischiosi cominciata a fine dicembre.Pubblichiamo di seguito la nota integrale:– Cina: outlook di crescita e gestione della valuta;– La caduta del prezzo del petrolio: conseguenze nel settore energetico (in
È incredibile ma una buona notizia per una volta viene dal gufo per antonomasia: Nouriel Roubini. L’ex consulente economico della Casa Bianca, al momento professore della NYU, ritiene che il crollo dei mercati non sarà grave come l’ultima volta.L’economista, che ha previsto in anticipo la crisi dei mutui subprime, ha dichiarato che stavolta “non sarà
L’industria dei noli marittimi sta vivendo la peggiore crisi a memoria d’uomo. Indice crollato -20% da inizio 2016 dopo l’esplosione dell’ennesima bolla speculativa alimentata dal credito facile.