Borsa Milano shock -4,8%. Mps -22%. E intanto italiani scaricano i bond delle banche

20 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) –  Borsa Milano in caduta libera, con l’indice Ftse Mib che chiude con un tonfo di quasi -5%. Il listino perde anche quota 18.000 e archivia la seduta con una perdita -4,83% a 17.967,91 punti. Bagno di sangue sui titoli bancari, ma non solo: a essere venduta è tutta l’Italia.

Consob snobbata: la decisione di prolungare il divieto di vendite allo scoperto sui titoli MPS non ha sortito alcun effetto. L’azione della banca senese vale ora meno di un caffè, appena 0,51 euro, con il calo teorico che in giornata è stato superiore a -22%. Sotto attacco tutti i bancari: Banco Popolare ha chiuso a -10,77%, BPM -6,71%, Bper -6,49%,  Intesa SanPaolo -5,50%, Unicredit -7,77%, Ubi Banca -6,68%.

KO anche i titoli di altri settori come Eni -3,34%, Ferrari -6,31%, FCA -6,42%, Mediaset -6,15%, Saipem ancora peggio con un crollo -10,44%, Telecom Italia -6,73%.

I titoli bancari sono scesi per la quinta sessione consecutiva, e Mps ha perso ormai la metà del suo valore dall’inizio dell’anno. Ma a essere colpite non sono solo le azioni. Bloomberg riporta come, nell’anno terminato a settembre, gli stessi risparmiatori italiani abbiano scaricato obbligazioni bancarie per un valore di 75 miliardi di euro. Così Alberto Gallo, responsabile della divisione di ricerca sul credito presso Royal Bank of Scotland, ha detto in una intervista rilasciata a Bloomberg:

“L’Italia è tra i paesi in cui un evento bail può presentarsi con maggiori probabilità”.

E intanto questo mese i bond senior e subordinati di Mps, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca hanno tutti testato i minimi record. Così Wolfango Piccoli, managing director di Teneo Intelligence, a Londra:

“Lontani sono i giorni in cui le preoccupazioni sui Non Performing Loans potevano semplicemente essere nascosti sotto il tappeto”.

Secondo un’analisi di Mediobanca la Bce starebbe ostacolando in tutti i modi le operazioni di acquisizione e fusione nel settore.

Dal luglio del 2015, ovvero da quando il Ftse Mib aveva riagganciato la soglia dei 24mila punti che non si vedeva dal crac di Lehman Brothers a settembre 2008, la peggiore performance è quella di Monte dei Paschi di Siena. Il titolo ha visto andare in fumo il 65% della sua capitalizzazione, nonostante gli ultimi due aumenti di capitale imposti dalla Banca centrale europea. Da ieri Siena capitalizza meno di 2 miliardi di euro. La quota della Fondazione vale ormai 34 milioni.

Forti vendite anche sull’altra sorvegliata speciale della Bce: Banca Carige. Il gruppo genovese, che dovrebbe trovare un partner per uscire dall’incertezza, ha dimezzato il proprio valore (-54%) in Borsa, dove adesso vale circa 660 milioni di euro. Non va meglio alle due ‘big’: UniCredit ha ceduto il 36,7% e Intesa Sanpaolo 25%.

Perdite significative anche per il gruppo delle Popolari, nonostante l’atteso consolidamento del settore innescato dalla riforma del governo per la trasformazione in Spa: il Banco Popolare ha perso il 40%, Ubi Banca il 37,8%, Bper il 34,5%, la Popolare di Milano il 20%. Tra le banche che hanno ceduto meno c’è infine Mediobanca (-19,6%).

Certo, le vendite oggi non hanno colpito solo Borsa Milano (che si è confermata comunque il listino peggiore tra i principali).

Il Ftse 100 di Londra ha ceduto -3,46%, entrando nel mercato orso dopo aver perso -20% dai massimi; Francoforte -2,82%, Parigi -3,45%, Madrid -3,20%, Zurigo -3,13%.

L’indice di riferimento dell’azionario europeo, lo Stoxx Europe 600, è scivolato al valore più basso in 15 mesi, sulla scia del crollo senza fine del petrolio e delle notizie societarie che hanno visto protagonisti i risultati di Zurich Insurance – crollata -11% – e l’annuncio di Shell – titolo -7,3%-. In particolare Shell ha avvertito che gli utili del quarto trimestre scenderanno di almeno -42%.

In rialzo l’indice della paura europeo che misura le attese sulla volatilità nell’area euro, balzato +14%.

Petrolio di nuovo sotto attacco, con perdite che nel caso del contratto WTI scambiato sul Nymex di New York sono state superiori a -5%. Di seguito l’effetto del crollo del petrolio sull’azionario europeo.

Lo Stoxx 600 ha bucato anche la media mobile delle ultime 200 settimane, a quota 324,15, testando il minimo dal dicembre del 2014.

Con una perdita -5,62%, il petrolio scambiato a New York vale alle 18 ora italiana 26,86 dollari; il Brent precipita oltre -4% a $27,57. Oro in rialzo, +1,55% a $1.104,27 l’oncia. 

L’avvertimento dell’AIEA, l’Agenzia internazionale dell’energia atomica, secondo cui il “mondo potrebbe affogare nell’eccesso di offerta di petrolio”, ha messo ulteriormente sotto pressione le quotazioni del greggio fin dalle prime ore della mattinata.

In Asia i mercati sono scesi ai minimi di 4 anni. Dopo quella cinese, anche la Borsa giapponese, in calo del 3,7% quest’oggi, è entrata in una fase di mercato ribassista. L’indice di Hong Kong ha toccato i minimi di tre anni e mezzo.

 

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Daniele Chicca 20 Gennaio 20169:11

Avvio in ribasso di almeno due punti percentuali per le principali Borse europee. Il listino Ftse MIB fa – 2,46% a 18.415,36 punti. Da quando la Fed ha imposto una stretta monetaria, la prima dal 2006, nonostante le turbolenze nei mercati emergenti e nelle materie prime, i principali indici della Borsa sono entrati in una fase di correzione. In Asia i listini sono in una fase ribasssita.

Daniele Chicca 20 Gennaio 20169:48

Comparto bancario preso di mira anche oggi, mentre Mps finisce in asta di volatilità dopo aver segnato un primo prezzo di 0,5855 euro (-12%). Il titolo dell’Istituto senese ora viaggia con un calo teorico dell’8,47%. Nel frattempo continuano gli ordini di vendita sul settore che colpiscono in particolare i titoli di Unicredit (-5,13%), Bpm (-3,97%) e Banco Popolare (-4,87%).

Forte calo anche per Saipem, che dopo essere finita in asta di volatilità ha avviato la negoziazione continua con una flessione del 4,78%. La società si prepara ad un aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro per arrivare al deconsolidamento da Eni e all’ingresso del Fondo Strategico Italiano nel capitale.

Daniele Chicca 20 Gennaio 201610:50

Nuovo bagno di sangue in Borsa dopo quello di lunedì e della prima settimana dell’anno. Il listino azionario italiano, zavorrato dai tonfi del settore bancario, perde il 3,65% a 18.191,91 punti. I ribassi superano i tre punti percentuali anche per gli altri panieri principali d’Europa, a eccezione di Londra che “limita” le perdite al -2,7%.

Daniele Chicca 20 Gennaio 201611:48

La seduta prosegue all’insegna delle vendite che interessano in particolare i settori energia, minerario e bancario. Il listino britannico FTSE 100 cede 170 punti, per un ribasso percentuale del 2,8, a soli 20 punti dalla fase di mercato ribassista, che equivale a un -20% dai massimi. Il Dax tedesco cede il 3%, mentre il Cac francese il 3,3% e Milano il 3,5%.

L’avvio di Wall Street non dovrebbe aiutare. In vista della pubblicazione dei conti di Goldman Sachs e delle ultime cifre sull’inflazione, i futures sul Dow Jones lasciano sul campo quasi 330 punti.

European markets tumble.

Daniele Chicca 20 Gennaio 201613:15

Le voci di mercato su un possibile aumento di capitale stanno affossando i titoli di Saipem. Dopo una serie di sospensioni per eccesso di ribasso, il gruppo di servizi petroliferi cede l’8% a metà seduta, appesantito anche dal nuovo scivolone dei prezzi del greggio. Secondo Il Sole 24 Ore l’aumento dovrebbe essere a forte sconto rispetto al prezzo di mercato.

Daniele Chicca 20 Gennaio 201614:01

Le rassicurazioni dell’AD Fabrizio Viola e del presidente della Fondazione senese non sono bastate a portare il sereno in Borsa: i titoli MPS sono stati sospesi per eccesso di ribasso anche quest’oggi. Sono tre sedute da dimenticare per la banca più antica al mondo. A pesare sono le smentite su eventuali fusioni e piani di salvataggio. 

Malgrado il divieto di short selling della Consob, esteso fino a domani,  le azioni finiscono anche oggi in asta di volatilità. Al momento il titolo, che ieri ha perso circa il 15%, segna un calo teorico di -18,08% a 0,573 euro. 

Le Poste italiane hanno fatto sapere di non essere coinvolte nel risiko delle popolari (si era fatto il nome del gruppo a parziale controllo statale come possibile partner di MPS). Un altro nome che si era fatto sui media era quello di Ubi Banca, ma il progetto non avrebbe molto senso dal punto di vista strategico. 

Daniele Chicca 20 Gennaio 201615:50

È una seduta completamente tinta di rosso anche per Wall Street. Tutti i 30 titoli blue chip quotati sul Dow Jones scambiano in ribasso al momento. I peggiori sono IBM (-6,3%), che paga i conti deludenti, e Chevron (-4,4%) che invece sconta il nuovo calo del petrolio. Altre sette azioni perdono più del 2%.

L’indice allargato S&P 500 è in calo di 35 punti a quota 1.847. Bucati i minimi intraday di ieri a quota 1.857 e i minimi in chiusura testati l’estate scorsa a 1.867. Per entrare in fase di mercato orso (-20% dai massimi di maggio 2015) il paniere deve scendere fino a 1.705 punti.

Laura Naka Antonelli 20 Gennaio 201616:43

Tonfo per Borsa Milano, con l’indice di riferimento Ftse Mib che registra un crollo -4,46% a 18.038,18 punti. Mps in asta di volatilità con un calo teorico superiore a -18%; congelate per eccesso di ribasso anche BP con oltre -8%, Buzzi Unicem -4,96%, Listino bersagliato dalle vendite su tutti i settori: Ferrari -5,39%, Exor -6,12%, FCA -5,66%, Eni -3,26% Finmeccanica -4,06%. Anche Saipem sospesa per eccesso di ribasso con flessione quasi -10%; Poste Italiane -5%, Mediaset -5,44%. Tra le altre banche Unicredit -5,72%, Ubi Banca -5,23%, Intesa SanPaolo -4,39%.