Maggiore hedge fund al mondo ottimista sulla Cina

22 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Gran parte degli investitori più prominenti del mondo è preoccupata per il rallentamento economica della Cina e per la mancanza di riforme strutturali. Ray Dalio di Bridgewater, il numero uno nel settore dei fondi hedge, non è tra questi.

La fuga di capitali in corso e la guerra valutaria globale potrebbero avere ripercussioni pesanti sulla crescita della seconda economia al mondo, che si è espansa del 6,9% – almeno stando alle cifre ufficiali – nell’ultimo trimestre, il tasso più basso da 25 anni a questa parte.

Ma Dalio dice non solo di essere più convinto dallo stato economico della Cina, ma si spinge fino ad affermare che la gestione delle autorità in Cina lo fa sentire più sicuro rispetto a quanto non stiano facendo i leader di Europa e Stati Uniti.

Anche se le banche centrali di Eurozona e America, Bce e Fed, hanno probabilmente compiuto degli errori, arrivare a dire che le autorità cinesi, criticate per inettitudine, danno proprio la sensazione aver perso il controllo della situazione. Hanno promesso un’agenda di liberalizzazioni e riforme strutturali, ma la fuga di denaro potrebbe portarli a imporre nuovi controlli di capitale e a svalutare ulteriormente lo yuan.

Quella espressa da Dalio nella sua lettera ai clienti è chiaramente un’opinione contrarian. Da quando il mercato azionario di Shanghai ha subito perdite pesanti a luglio dell’anno scorso e poi durante il Black Monday di agosto, gli investitori hanno iniziato a temere sempre di più per lo stato di salute dell’economia cinese e per la capacità del governo di raddrizzare la barca.

Pechino ha risposto svalutando la sua moneta, mentre la pioggia di vendite abbattutasi sui mercati asiatici ha contagiato anche il resto del mondo, provocando peraltro una crisi nel mercato delle materie prime.