Riunione Bce imminente, S&P: ecco cosa succederà

30 Maggio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – L’agenzia Standard & Poor’s diffonde il proprio outlook sull’inflazione dell’Eurozona, rilasciando previsioni su quanto, a suo avviso, dirà la BCE di Mario Draghi, in occasione della riunione del Consiglio direttivo in calendario questa settimana, giovedì 2 giugno.

Così ha detto Sophie Tahiri, economista della divisione di Global Rating di Standard & Poor’s nel report pubblicato oggi “The
Eurozone’s Inflation Outlook Is (Slightly) Improving.” Ovvero, “l’outlook sull’inflazione dell’Eurozona sta (lievemente) migliorando”.

La Bce probabilmente annuncerà stime più forti sull’inflazione…tre fattori stanno rafforzando l’inflazione, a nostro avviso: i prezzi del petrolio più elevati; i segnali che indicano che la Fed potrebbe alzare i tassi il mese prossimo, e la notevole resistenza dell’economia dell’Eurozona”.

Nello sviluppare la sua tesi, Tahiri sottolinea che:

  • Per prima cosa, i prezzi del petrolio sono superiori alle stime della Bce per il 2016 del 30% e in rialzo +75% rispetto al fondo testato alla fine di gennaio di quest’anno. Il Brent al momento è scambiato vicino a $50 al barile.
  • Seconda cosa, i dati più solidi relativi all’economia Usa, combinati con un tono più da falco della Fed, hanno aumentato la probabilità di un rialzo dei tassi a giugno. Ancora, la Fed sta affrontando il compito difficile di permettere ai mercati di prezzare un’imminente politica più restrittiva, senza scatenare un altro round di gravi turbolenze.
  • Infine, l’economia dell’Eurozona e la domanda interna, in particolare, si sono mostrate resistenti in modo notevole, a fronte di un contesto esterno difficile. Nonostante la caduta degli indici di fiducia e l’aumento della volatilità sui mercati finanziari all’inizio dell’anno, il Pil dell’Eurozona ha accelerato il passo in modo marcato nel corso del primo trimestre (+0,5%), con una crescita che è stata superiore a quella degli Stati Uniti e del Regno Unito nello stesso periodo dello scorso anno.

In una tale situazione, S&P ritiene meno probabile che, verso la fine dell’anno, la Bce di Mario Draghi spingerà ulteriormente verso il basso i tassi di interesse già negativi.  “E’ possibile che la Bce sia stata troppo negativa sull’inflazione, e crediamo probabile che annuncerà stime più solide” in settimana. L’agenzia di rating ricorda che le stime attuali della Bce prevedono un tasso di inflazione in media dello 0,1% quest’anno, dell’1,3% nel 2017 e dell’1,6% nel 2018, “ben al di sotto del target ‘inferiore, ma vicino al 2%”.