Renzi pone veto su bilancio Ue. FI e M5S: “è un bluff, solo una farsa”

16 Novembre 2016, di Laura Naka Antonelli

L’Italia pone il veto sul bilancio Ue. La conferma delle indiscrezioni che erano circolate in mattinata nella stampa italiana arriva prima con le dichiarazioni del sottosegretario Sandro Gozi e poi con un discorso proferito dallo stesso premier Matteo Renzi.

Così Gozi annuncia:

“Abbiamo confermato la nostra riserva sull’adozione del riesame del bilancio multiannuale, che senza l’accordo dell’Italia non può essere adottato perché richiede l’unanimità”. E “lo abbiamo fatto perché riteniamo che sia una proposta su cui dobbiamo avere ancora molte garanzie sul reale aumento a favore delle nostre priorità: immigrazione, sicurezza, risorse europee per i giovani (siano per la lotta contro la disoccupazione o l’Erasmus), i programmi di successo come Horizon2020 per cui non possiamo assolutamente accettare dei tagli, e la flessibilità del bilancio europeo per una maggiore capacità di reagire alle crisi.

Gozi tiene a precisare:

“Non siamo né nazionalisti né populisti. Siamo molto stanchi delle ambiguità e delle contraddizioni europee”.

L’annuncio viene ribadito poi dallo stesso Renzi, nel corso della cerimonia di inaugurazione della ‘Torre Biologica Ferdinando Latteri’ dell’università di Catania:

“Nella giornata di oggi, come avevamo annunciato, abbiamo messo il primo veto nella discussione sul bilancio a Bruxelles. Lo ha fatto il sottosegretario Gozi a mio nome a Bruxelles. L’Ue voleva “lasciare i siciliani a farsi carico dell’immigrazione, di salvare migliaia di vite, di farsi carico delle soluzioni e della complessità della vicenda. E poi riempiono di soldi i Paesi europei che non accettano non soltanto un accordo che loro hanno firmato, ma con i nostri soldi alzano i muri“.

Le indiscrezioni stampa riportate dal Corriere, prima che arrivasse l’annuncio dell’Italia sul veto, parlavano di una vittoria dell’Italia contro l’Ue nel braccio di ferro che vede Roma lottare per sforare il deficit.

Da ricordare che, nel motivare la richiesta di una maggiore flessibilità da parte delle istituzioni europee, sulla scia della crisi dei migranti e del terremoto che ha devastato il Centro Italia, il governo ha presentato a metà ottobre un piano di bilancio che prevede un obiettivo del rapporto tra deficit e Pil del 2,3% (dal 2% di qualche settimana prima), di 0,5 punti base più alto della soglia stabilita da Bruxelles in primavera.

Ma per le opposizioni quella di Renzi è una mossa elettorale, in vista del referendum del prossimo 4 dicembre, sempre più imminente: una mossa per convincere gli elettori a votare Si e dunque a salvargli la poltrona.

Così in una nota Renato Brunetta, presidente dei deputati di Fi, Renato Brunetta:

“Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il suo fido sottosegretario, Sandro Gozi, continuano a parlare, mettendo a nudo la loro ignoranza, di veto dell’Italia sul bilancio europeo. Minaccia bluff che non esiste e che non ha alcuna base giuridica nei Trattati Ue o in altre norme dell’ordinamento comunitario. Il solito imbroglio al quale il governo del Fiorentino ci ha abituato in questi 32 mesi”. Secondo Brunetta “‘unanimità, ricordiamo a noi stessi e non ci permettiamo di ricordare a Renzi che dovrebbe saperlo bene, quindi il conseguente potere di veto, si ha solo sul bilancio pluriennale, di cui però non si parlerà prima della scadenza di quello attualmente in vigore, vale a dire nel 2020″.

Idem Luigi Di Maio, che va all’attacco di Renzi rilasciando una intervista esclusiva all’agenzia Vista. A Bruxelles per un evento del M5S per il “No” al referendum costituzionale, Di Maio definisce il veto “una farsa”, affermando:

L’Europa “di Juncker e Moscovici tifa Renzi perchè Matteo Renzi fa quello che dicono loro. Il punto è che “la Commissione Europea tratta i Paesi come colonie, e l’Italia si fa trattare come una colonia: è il partner ideale per continuare a massacrare la nostra economia”. Secondo Di Maio, “l’incertezza che aumenta lo spread si chiama Matteo Renzi, ha fatto una legge di bilancio pensando solo al 4 Dicembre, piena di spot e mance, senza coperture, mentre il Paese ha bisogno di un piano a medio termine sull’energia, le infrastrutture, un piano sul dissesto idrogeologico e sull’edilizia scolastica. Invece il suo piano finisce il 4 Dicembre”.