Paradosso Giappone (e non solo): mercati sordi a promesse banca centrale

5 Aprile 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – La Bank of Japan promette di intervenire in modo più aggressivo per sostenere i fondamentali dell’economia del Giappone, e promette anche nuovi bazooka monetari. Risultato: la Borsa di Tokyo scivola di oltre -2%, e lo yen si rafforza. E’ il paradosso del Giappone, ma non solo, se si considerano anche tutte le promesse arrivate dalla  Bce di Mario Draghi, che non solo non hanno avuto un impatto sull’inflazione dell’Eurozona, ma non sono riuscite neanche a zavorrare più di tanto l’euro.

Mercato valutario sordo alle dichiarazioni in pompa magna che arrivano dalle banche centrali di tutto il mondo.

Certo, c’è l’effetto Fed, che si può dire ormai che abbia perso la bussola, e che un giorno promette di tenere in considerazione una ripresa economica degli Usa non proprio brillante e dunque di mettere il freno alle proprie ambizioni di politica monetaria restrittiva; un altro giorno, per bocca di altri esponenti, appare invece pronta a intervenire anche subito per alzare ulteriormente i tassi. Per poi affermare che in realtà la politica monetaria rimane ultra accomodante.

E’ sicuramente un periodo caratterizzato da una grave crisi di credibilità per le banche centrali di tutto il mondo.

Oggi, protagonista è stato Haruhiko Kuroda, numero uno della Bank of Japan, che ha affermato che agirà prontamente per rafforzare le misure già ultra accomodanti di politica monetaria fino a oggi adottate, in caso di necessità, abbassando anche ulteriormente i tassi già negativi. Risultato: indice Nikkei della Borsa di Tokyo in caduta libera e rafforzamento dello yen. Rapporto dollaro/yen sotto quota 111, a dispetto dei titoli delle società esportatrici, che hanno zavorrato l’azionario del Giappone.

Parlando nel corso di un’audizione al Parlamento, Kuroda ha ribadito l’impegno ad “adottare ulteriori manovre espansive senza esitazione”, in caso di bisogno, aumentando gli acquisti di asset e/o abbassando ancora i tassi”, che sono stati portati sotto lo zero, a -0,1% su alcuni depositi di banche commerciali, a partire dall’inizio di febbraio.

Dal canto suo Dominic Bunning, senior strategist presso la divisione Forex di HSBC, ritiene che la Bank of Japan si concentrerà più sull’acquisto di asset del Giappone, al fine di indebolire lo yen, la cui forza sta mettendo sotto pressione l’azionario.

“Acquisteranno più asset domestici, e potenzialmente decideranno di acquistare anche sul mercato azionario. Sicuramente, ci saranno altre politiche non convenzionali”.

Finora, tuttavia, è chiaro che il bazooka monetario e il mix quantitative easing-tassi negativi, non sta funzionando neanche qui. Tutt’altro: sta producendo gli effetti diametralmente opposti a quelli desiderati.