Oro: la ‘confisca’ globale che potrebbe portare soldi a tutti

22 Aprile 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Attenzione al vostro oro, perchè prima o poi le banche centrali, stremate da un’economia che rimane incerta e ostaggio di ripetuti rischi al ribasso, potrebbero decidere di sfoderare un’arma che secondo alcuni avrebbe molto più successo dei vari QE, tassi negativi e tagli dei tassi in generale.

Le banche centrali potrebbero iniziare a considerare non l’opzione di lanciare l’helicopter money, quanto quella di monetizzare l’oro.

Da un lato, uno scenario del genere porterebbe praticamente alla confisca dell’oro. Dall’altro, chi ha oro potrebbe riuscire a venderlo alle banche centrali a un prezzo decisamente più alto rispetto a quello suggerito dai mercati.

Come reagireste se le banche centrali vi costringessero sì a vendere il vostro oro, ma vi pagherebbero il triplo di quanto vale? Difficile rispondere a una domanda del genere, dal momento che quando si tratta di banche centrali i cittadini di tutto il mondo reagiscono al solo sentirle nominare con un atteggiamento di sospetto e profonda diffidenza .

Un esperimento del genere ha tuttavia un precedente storico, come viene ricordato dallo strategist di Pimco, Harley Bassman, che invita la Fed ad acquistare oro.

Bassman ricorda l’ordine emesso dal governo degli Stati Uniti nell’aprile del 1933, che rese di fatto “illegale per i cittadini il possesso di lingotti o monete d’oro”. E che produsse subito i suoi effetti. “Per timore di andare in prigione per cinque anni, i cittadini vendettero il loro ora al governo, al prezzo ufficiale di $20,67. Questa quantità immensa d’oro venne successivamente portata in un magazzino costruito appositivamente: Fort Knox”.

Il resto è storia: una storia costellata da un notevole miglioramento delle condizioni economiche degli Stati Uniti e degli stessi mercati:

“Il Gold Reserve Act del 1934 aumentò il prezzo ufficiale dell’oro a $35, un rialzo di quasi +70%; i risultati positivi furono quasi immediati. Nei tre anni compresi tra il gennaio del 1934 e il dicembre del 1936, il PIL degli Stati Uniti crebbe del 48%, l’indice azionario Dow Jones balzò di quasi +80% e l’inflazione si attestò in media al 2% su base annua, a dispetto di un tasso di disoccupazione che oscillava attorno al 18%”.

Lo strategist di Pimco, dunque, si chiede:

“Quanto è sciocco suggerire che la Fed torni a emulare il successo del passato, lanciando una offerta pubblica per acquistare grandi quantità significative di lingotti d’oro a un prezzo molto più alto rispetto a quello stabilito dal libero mercato di oggi, poniamo a $5.000 l’oncia?”.

Bassman fa notare un dato di fatto a cui finora i banchieri centrali non hanno prestato evidentemente attenzione, quando hanno deciso di sfoderare strumenti come il QE e i tassi negativi (NIRP). Il dato di fatto è che la maggior parte dei comuni mortali non ha alla fine molta dimestichezza con questi termini, che di per sé sembrano riservati a chi, un po’ di economia, l’ha comunque studiata.

L’oro invece ha un significato più immediato.

“I consumatori globali hanno maggiore familiarità con l’oro che non con il sistema bancario, dunque la scelta di questo tipo di espansione monetaria potrebbe finalmente sollevare l’ancora che frena le attese sull’inflazione e le abitudini di spesa a essa legate”.

Secondo l’esperto, inizialmente il dollaro potrebbe deprezzarsi nei confronti di altre valute.

“Ma altre banche centrali potrebbero iniziare presto ad acquistare oro (…) In molti potrebbero considerare assurda l’idea di comprare oro, interpretandola come un’altra strategia eccentrica di stampare moneta: perchè, si chiederebbero, non acquistare semplicemente petrolio, case e qualche altro asset? Perchè fissarsi con l’oro; perchè non ricorrere all’helicopter money come è stato originariamente suggerito? Io risponderei con il fatto che solo l’oro può essere considerato una moneta e che, riguardo all’helicopter money, l’adozione di una tale misura richiederebbe un compromesso fiscale che sembra solo un sogno a occhi aperti nella Washington di oggi”.

Non è detto poi che la stessa cosa, partendo dall’analisi di Bassman, non possa accadere in Europa, promossa dalla  Bce. A tal proposito, vale la pena ricordare la dichiarazione di Yves Mersch, membro del Consiglio Direttivo della Bce, che disse il 17 novembre del 2014:

“teoricamente la Bce potrebbe acquistare altri asset, come oro, azioni, ETF per rispettare la promessa di adottare ulteriori misure anticonvenzionali per far fronte a un periodo più lungo di bassa inflazione”.

Draghi poi lo corresse, affermando che la Bce stava considerando l’idea di acquistare tutti gli asset, a parte l’oro. Ma viene il dubbio che una simile opzione sia stata comunque, almeno pensata, da Draghi & Company.