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L’intelligenza artificiale si prepara a trasformare profondamente il settore della consulenza finanziaria, incidendo non solo sull’efficienza operativa ma anche sulla capacità di generare nuovi ricavi. È quanto emerge dal Global Wealth Report 2026 di Boston Consulting Group (BCG), che analizza l’evoluzione della ricchezza in 97 mercati e dedica un ampio approfondimento al ruolo dell’AI nella gestione patrimoniale.
Secondo lo studio, gli operatori che sapranno integrare l’intelligenza artificiale in modo strutturale nei propri modelli operativi potranno ottenere vantaggi competitivi significativi nei prossimi anni, aumentando la produttività dei consulenti finanziari, migliorando l’esperienza dei clienti e incrementando la crescita del business.
Più capacità commerciale grazie alla GenAI
Uno degli impatti più rilevanti riguarda la capacità di acquisire nuova clientela. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa consentirà infatti ai consulenti di identificare con maggiore precisione i potenziali investitori, analizzando grandi quantità di dati e individuando i soggetti con una maggiore propensione all’investimento.
Grazie a strumenti avanzati di profilazione e analisi predittiva, le reti di consulenza potranno rendere più efficaci le attività commerciali, concentrando gli sforzi sui prospect con maggiori probabilità di conversione. BCG stima che l’adozione dell’AI possa determinare un miglioramento dei tassi di conversione compreso tra il 10% e il 25%, con effetti diretti sulla crescita delle masse gestite e dei ricavi.
L’AI ridisegna l’economia della consulenza
Per BCG, il settore si trova oggi davanti a un bivio strategico. Nel primo scenario, l’intelligenza artificiale amplia la capacità di servizio mantenendo il consulente umano al centro della relazione con il cliente. Nel secondo, una parte significativa del mercato potrebbe essere servita prevalentemente attraverso piattaforme digitali, rendendo il ruolo del consulente meno centrale per alcune fasce di clientela. La direzione che prenderà il settore dipenderà dalle scelte che gli operatori compiranno nei prossimi due anni.
Fino al 30% di capacità operativa in più
Lo studio distingue chiaramente tra un utilizzo tattico e uno strategico dell’intelligenza artificiale. Le società che si limiteranno a sovrapporre nuovi strumenti AI ai processi esistenti potranno ottenere soltanto benefici marginali nel breve periodo. Al contrario, gli operatori che riprogetteranno l’intera catena del valore attorno alle nuove tecnologie potranno liberare tra il 25% e il 30% di capacità operativa aggiuntiva.
Questo significa che i consulenti potranno dedicare una quota maggiore del proprio tempo alle attività a più alto valore aggiunto: relazione con il cliente, pianificazione patrimoniale, consulenza personalizzata e sviluppo commerciale.
Ricavi per consulente in crescita fino al 20%
L’effetto combinato di una maggiore efficienza operativa e di una migliore capacità di acquisizione potrebbe tradursi in un significativo aumento della redditività.
Secondo le stime di BCG, le organizzazioni che adotteranno l’intelligenza artificiale in modo strutturale potranno incrementare i ricavi generati da ciascun consulente fino al 20%. A sostenere questa crescita contribuiranno diversi fattori: maggiore produttività individuale, aumento delle conversioni commerciali, migliore segmentazione della clientela e una gestione più efficace dei portafogli. Parallelamente, l’esperienza del cliente potrebbe migliorare fino a 15 punti percentuali grazie a una maggiore personalizzazione delle raccomandazioni, tempi di risposta più rapidi e interazioni più frequenti e mirate.