Mps sarà salvata, probabilmente con i vostri soldi

7 Dicembre 2016, di Daniele Chicca

In qualche modo, molto probabilmente con un intervento statale, Mps verrà salvata. Proteggendo i risparmiatori, ma caricando il peso della maxi operazione sui contribuenti italiani. Se l’aumento di capitale salta, scatterebbe infatti l’Opa del Tesoro. Il ministero dell’Economia, primo socio al 4% del capitale di Mps, si prepara infatti a comprare 2 miliardi di euro in azioni della travagliata banca. Secondo quanto riferito da Reuters il governo metterà in sicurezza l’istituto acquistando bond junior che consentiranno al primo azionista e investitore pubblico di salire al 40%.

Nell’ambito di un programma di burden sharing, il governo potrebbe comprare insomma tutti i bond subordinati che saranno convertiti in titoli azionari. Stando alle indiscrezioni stampa l’operazione straordinaria vedrebbe coinvolti sia gli investitori istituzionali sia quelli retail, sebbene per i risparmiatori pare siano previste forme di ristoro attraverso degli strumenti finanziari adeguati.

L’operazione eviterebbe il – temuto da risparmiatori e obbligazionisti – ricorso al bail-in ed equivale a un aiuto di Stato pur nel rispetto delle normative Ue. È tutto disciplinato dalla direttiva europea sulla risoluzione delle banche. Per invocare l’articolo 32 bisogna che una bancai non passi gli stress test, come avvenuto a Mps a luglio: nello scenario avverso Mps registrerebbe un tasso patrimoniale Cet1 negativo del 2,23%.

Da ESM 15 miliardi di aiuti per tutte le banche in crisi

Ma il Tesoro non si muove solo per mettere al sicuro Mps. Il ministro Pier Carlo Padoan sembra intenzionato a seguire il consiglio dell’economista Luigi Zingales e chiederà all’Unione Europea un prestito pari a 15 miliardi di euro per salvare l’intera pattuglia delle banche in crisi, secondo quanto risulta al quotidiano La Stampa. Oltre alla banca senese, saranno aiutate anche Banca Carige, Pop Vicenza e Veneto Banca. I finanziamenti li procurerebbe il Fondo Salva Stati (Esm).

Nel frattempo la banca sta trattando con la Bce su una proroga all’operazione di aumento di capitale da 5 miliardi di euro che andrebbe conclusa entro fine anno. Si parla di una proroga fino a fine gennaio e forse anche fino a giugno, visto il periodo di incertezza politica che si è aperto in Italia dopo la vittoria schiacciante del fronte del No al referendum costituzionale e le dimissioni del premier Renzi.

L’organo di vigilanza della Bce sta valutando l’ipotesi di concedere uno slittamento fino a fine gennaio per il ritorno sopra le soglie minime di capitale dell’istituto, che oltre a risolvere la crisi patrimoniale è chiamato a smaltire decine di miliardi di crediti deteriorati (pacchetto da 27 miliardi di euro).

Il Ceo Marco Morelli ha discusso ieri con i vertici della vigilanza della Bce della proroga del piano di rafforzamento patrimoniale a Francoforte. Per ottenere la concessione da parte delle autorità europee servirà tuttavia anche il via libera del Supervisory Board, che si riunisce domani, in occasione dell’attesa decisione sui tassi e sul QE di Mario Draghi e colleghi.

Tesoro: obiettivo proteggere i risparmiatori

Il CdA della banca è convocato per oggi pomeriggio a Siena con l’obiettivo di fare il punto della situazione. Le indiscrezioni hanno spinto il titolo Mps in rialzo di quasi il 9% (+8,36% al momento) questa mattina a Piazza Affari dopo che ieri le azioni avevano rimontato sul finale chiudendo in progresso del +1,1%. Non va dimenticato, però, che il prezzo dei titoli ha perso il -99,80% dai massimi del 2007 (vedi grafico in fondo).

Gli analisti di Equita SIM, che continuano ad avere un giudizio di Hold sui titoli, si attendono che il prezzo dell’operazione di acquisto del Tesoro di bond subordinati per la conversione in equity “possa essere vicino a 100 (prezzo di mercato di circa 60) visto che il razionale sarebbe quello di proteggere i risparmiatori“.

“È ipotizzabile – si legge nella nota odierna – che il piano preveda conversione obbligatoria dei subordinati” (per un miliardo di euro) che non hanno aderito all’LME. “È possibile secondo noi che non ci sia burden sharing (residua equity per 4bn) ma c’è il rischio di un prezzo di conversione più elevato vs il MEF”, il ministero dell’Economia e delle Finanze.

Nello specifico Mps raccoglierebbe 4,5 miliardi di capitale (compreso il FRESH), quindi la necessità di ricapitalizzare sul mercato di fatto verrebbe quasi annullata. Le conseguenze saranno, secondo gli analisti il cui prezzo obiettivo sul titolo è di 36 euro contro i 20,48 attuali, le seguenti:

  • la realizzazione del piano implica l`ok della UE all`art. 49 della BRRD
    che consente esclusione delle passività dal bail-in in caso di rischio
    contagio. Nei termini ipotizzati, l`operazione ridurrebbe il rischio perché si
    tratterebbe di un salvataggio ex ante (bail-out)
  • ipotizzando haircut impliciti nei prezzi di mercato dei subordinati, il MEF
    avrebbe il 64% di BMPS, entrando ad un P/TE di 0.34x vs 0.87x degli altri
    subordinati
  • trattandosi di una soluzione company specific, non ci sarebbero rischi di
    read-across sul settore – che sconta quindi un relief rally
Mps, il titolo ha perso quasi il 100% dai massimi del 2007