Banche italiane: “Solo Stato e Troika possono salvarle”

6 Dicembre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – “I problemi delle banche italiane sono tutti sul tavolo e il prossimo governo dovrebbe avere una priorità: avviare un piano di iniezione di capitale pubblico negli istituti di credito”.

Parola di Luigi Zingales, economista all’Università Chicago Booth, che in un’intervista rilasciata a Linkiesta spiega che questo intervento potrà avvenire anche con il sostegno dell’Esm – altrimenti detto Fondo Salva Stati, in poche parole quello che resta della Troika.

Per quanto riguarda MPS:

“Il problema è che la Bce vuole non solo la realizzazione ma addirittura il pagamento dell’aumento di capitale entro il 31 dicembre. Good luck, con il Natale di mezzo. Già raccogliere 5 miliardi non è facile partendo il 5 dicembre. Partendo il 10 o il 15 mi sembra un’iniziativa al di sopra delle capacità anche di JP Morgan e Mediobanca”.

Secondo Zingales, la soluzione migliore sarebbe:

“una conversione forzata di tutti i bond subordinati, con un fondo per proteggere i detentori individuali che sono stati fregati. Il grosso vantaggio è che in questo momento di crisi e di confusione parecchi investitori individuali hanno venduto. A questo punto lo Stato non dovrebbe rimborsare chi ha comprato sul mercato. Rimborserebbe solo i venditori individuali che hanno detenuto obbligazioni da allora fino a oggi. Questi si sono ridotti: alla fine dei due miliardi di euro originari si tratterà di meno di un miliardo. Se poi non rimborsasse il 100% ma l’80% si tratterebbe di 800 milioni”.