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“Mps mette obbligazionisti subordinati con le spalle al muro”

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Mps fa fronte all’ennesimo nervosismo degli investitori, preoccupati non solo per l’esito dell’operazione aumento di capitale ma anche per le ultime novità sull’operazione relativa alla conversione dei bond subordinati in azioni. Ondata di sell alla vigilia sul titolo che, dopo il balzo superiore a +11% di lunedì, ha chiuso la seduta con un tonfo del 10%. Nella mattinata di oggi, forti oscillazioni per le quotazioni della banca senese,  che perde fino a -2% nelle prime battute, per poi segnare un forte balzo di quasi +5%, con almeno 25 milioni di pezzi scambiati.

Il titolo beneficia delle indiscrezioni riportate da Milano Finanza secondo cui, “al termine del road show condotto nelle scorse settimane, sarebbero una decina gli accordi di riservatezza (non-disclosure agreement o Nda) sottoscritti da Banca Mps con gli investitori internazionali interessati a partecipare alla manovra di rafforzamento patrimoniale. Proprio in questi giorni sarebbe in corso la due diligence”.

Il mercato continua a digerire la nota con cui Mps ha reso note le modalità di conversione delle obbligazioni subordinate. Modalità che, secondo Filippo Diodovich, market strategist di IG, mettono “praticamente gli obbligazionisti subordinati con le spalle al muro“, dal momento che, in questo modo, la banca chiede loro di “scegliere tra diventare azionisti o rischio bail-in.

La nota di IG prosegue:

“Siamo alla resa dei conti per la banca Toscana che nelle prossime settimane conoscerà il proprio destino. L’istituto di credito ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto su 11 obbligazioni subordinate dal valore complessivo pari a 4,29 miliardi di euro, con l’obbligo per gli aderenti di reinvestire il corrispettivo nel prossimo aumento di capitale. In caso di deludente conversione le banche del consorzio potrebbero scegliere di non garantire l’inoptato dell’aumento di capitale. In tale scenario non sarebbero raggiunti i valori necessari per soddisfare i requisiti imposti dalla Bce, mettendo così a rischio la continuità aziendale introducendo il processo di bail-in. I tanti condizionali mettono tuttavia in luce quanto la situazione di Banca Mps sia particolarmente difficile. I vertici della banca senese stanno cercando di raccogliere più capitali possibili per diminuire l’ingente aumento di capitale da 5 miliardi (a inizio dicembre) che potrebbe essere effettuato in condizioni di mercato ben peggiori di quelle attuali. I rischi di instabilità politica post referendum costituzionale sono infatti sempre più elevati dopo le ultime dichiarazioni del primo ministro. Dalle nostre sale operative al di fuori dell’Italia si discute solamente su quali conseguenze una bocciatura della proposta governativa possa avere sul sistema bancario italiano. Il mercato ha già scontato in parte i rischi ma l’uscita di capitali dalle banche italiane potrebbe essere ingente.

Continua Diodovich:

“Tornando a MPS, la conversione dei bond subordinati era ormai scontata. Il management ha scelto comunque di lasciare fuori le obbligazioni senior. Agli obbligazionisti subordinati rimane, quindi, il dilemma se aderire o no all’offerta. Cosa conviene tra convertire le obbligazioni diventando azionisti di MPS e assumendosi così ancora più rischi o non convertire rischiando lo scenario di bail in con conseguenze ben peggiori. Una scelta davvero difficile considerando l’incertezza degli scenari dei prossimi mesi. Per incentivare alla conversione MPS ha comunque offerto dei prezzi superiori alle aspettative della vigilia. Un premio sicuramente molto interessante, ovvero l’85% del valore nominale per le sub Tier 1 (quelle più rischiose) e un valore del 100% per quelle Tier 2. Crediamo che molti possano convertire i propri bond per il timore dei forti rischi derivanti dall’esito del referendum e da una possibile conversione forzata delle obbligazioni”

Da segnalare che nella giornata di oggi Mps ha presentato alla Consob il documento di offerta relativo all’offerta pubblica di acquisto volontaria con obbligo di reinvestimento del corrispettivo in azioni BMPS, avente ad oggetto strumenti subordinati dalla stessa emessi o garantiti. La banca ha depositato istanza a Consob per l’approvazione del prospetto ex articolo 94 del Tuf relativo alle azioni della Banca da offrire nel contesto dell’Offerta.

Così Il Sole 24 parla delle tre opzioni degli obbligazionisti subordinati:

“Vendere subito sul mercato, vendere alla banca e sottoscrivere l’aumento, tenere in tasca e aspettare la scadenza naturale dei titoli (correndo i rischi di un’eventuale risoluzione). Per i 40mila obbligazionisti retail sono queste le tre possibili risposte che si possono dare alla proposta di «acquisto volontaria con obbligo di reinvestimento»”

Modalità di conversione di bond subordinati in azioni

Mps proporrà ai portatori di obbligazioni perpetue e subordinate la conversione in nuove azioni Mps nell’ambito dell’aumento di capitale da 5 mld. Lo comunica una nota della Banca. Vengono dunque escluse le obbligazioni senior.
L’operazione di conversione interesserà 11 obbligazioni per un ammontare nominale di 4,28 miliardi di euro. Le 11 obbligazioni concorrono al Total Capital Ratio di Mps per circa 2 miliardi.

La loro conversione in azioni, sempre nell’ambito del Total Capital Ratio, aumenterà la componente Cet1, il patrimonio di maggiore qualità, quello rilevante ai fini dello Srep della Bce. La conversione è a premio rispetto alla attuali quotazioni dei titoli, per le 4 obbigazioni perpetue si prevede una valorizzazione pari all’85% del loro valore nominale, per le 7 obbligazioni subordinate, tra queste anche quella da 2 miliardi in mano a circa 40 mila risparmiatori retail con scadenza 2018, prevista una valorizzazione pari al 100% del loro valore nominale. Circa la metà dei bond oggetto della proposta di conversione in azioni Mps sono in mano al retail attraverso il Bond Mps 2008-2018. Si tratta di una emissione da 2,1 miliardi di euro specificatamente disegnata e autorizzata per essere collocata presso la clientela retail. I soldi raccolti servirono a finanziare l’acquisto dell’Antonveneta rafforzando, attraverso il bond in questione, l’indice di solvibilità (Total Capital Ratio) della banca senese. Si trattava di un collocamento di bond piuttosto innovativo, tanto che sulla rischiosità dello strumento, a pagina 17 del prospetto, Mps ricordava che “di recente non sono state emesse obbligazioni bancarie caratterizzate del medesimo grado di subordinazione destinate al retail”.I risparmiatori retail in possesso di questi bond sono stimati intorno 40 mila, tra loro clienti, dipendenti e pensionati del Monte dei Paschi, molti dei quali toscani. L’adesione volontaria alla proposta di conversione in nuove azioni Mps potrebbe però richiedere, se necessario, il cambiamento del profilo Mifid per diversi risparmiatori, in modo da renderlo compliant (conforme/coerente) con il possesso di azioni della banca.