Borse, corsa si ferma in Ue e Usa: segnali di recessione da retail e Bond

10 Gennaio 2019, di Daniele Chicca

La delusione per alcuni conti trimestrali societari in America e le incertezze sulle politiche monetarie di Bce e Federal Reserve invitano gli investitori delle principali Borse europee e americane alla cautela. Per Wall Street è il primo calo in cinque sedute. A pesare su tutto il settore retail Usa sono le vendite fiacche registrate da Macy’s durante il periodo dello shopping sotto le feste natalizie e il taglio delle linee guida da parte della compagnia aerea American Airlines.

I titoli del gruppo dei grandi magazzini Macy’s scivolano di addirittura il 18% dopo che l’azienda ha riportato vendite in rialzo di appena l’1,1% a novembre e dicembre e dopo la revisione al ribasso delle stime su utili e fatturato per l’esercizio fiscale 2018. Le imprese concorrenti Kohl e Nordstrom cedono quasi dieci punti percentuali e il settore nel suo complesso perde il 3,5% in avvio di seduta a Wall Street (ETF SPDR S&P Retail).

Lato politica monetaria, stando ai verbali dell’ultima riunione della banca centrale Usa, quest’anno le autorità ritengono che ci saranno un numero “relativamente limitato” di strette monetarie. L’idea generale è che, in nome della massima flessibilità della Fed sui tassi, ce ne saranno una o due a seconda dell’andamento dell’economia. La strategia di riduzione del bilancio non dovrebbe invece subire grandi cambiamenti in corso d’opera.

Quanto alla Bce, i prezzi dei mercati monetari implicano che non solo non ci saranno rialzi dei tassi quest’anno ma nemmeno nel primo semestre del 2020. Bisognerà aspettare la seconda metà di quell’anno per vedere una stretta monetaria, una data più in là rispetto alle linee guida della banca centrale.

Intanto il consulente dei fondi sovrani Komal Sri-Kumar segnala alla CNBC che i pericoli nel mercato obbligazionario preconizzano una recessione entro metà 2020. “Il mercato sta dicendo ai banchieri centrali di smettere di alzare i tassi a breve termine”, ha osservato il fondatore di Global Strategies.

Il riferimento è all’appiattimento progressivo con inversione della curva dei rendimenti Usa. Il differenziale tra le scadenze a 2 e 5 anni è negativo, mentre quello tra il titolo biennale e decennale è estremamente basso. Anche un atteggiamento più accomodante da parte di Jerome Powell, tuttavia, non darà una grossa mano, visto “l’impatto negativo delle strette monetarie e di un’inflazione ancora molto limitata”.

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