Guerra dei dazi Usa-Cina: Trump valuta rinvio di 60 giorni

14 Febbraio 2019, di Livia Liberatore

Si ammorbidisce la posizione di Donald Trump. “In genere, non sono propenso” a fare slittare l’introduzione di dazi, aveva detto qualche giorno fa il presidente degli Stati Uniti. Ma pare che questa volta sia pronto a fare un’eccezione. Trump sta valutando infatti di prolungare di 60 giorni la scadenza della tregua commerciale. Senza, gli Usa avrebbero imposto nuovi dazi su 200 miliardi di dollari di beni prodotti in Cina.

Il termine è ancora fissato al 1 marzo ma potrebbe di fatto slittare. Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping lo avevano fissato nel loro incontro dello scorso 1 dicembre, avvenuto a Buenos Aires dopo la fine dei lavori del G20. Obiettivo dello slittamento della scadenza è permettere ai negoziati con Pechino di dare i risultati auspicati. Lo riporta l’agenzia Bloomberg che cita fonti vicine alle trattative.

Commercio: indice Baltic Dry ai minimi dal 2012

Lo slittamento potrebbe essere deciso “se siamo vicini a un accordo che crediamo possa portare a una intesa vera che verrà realizzata”, aveva detto il 13 febbraio il presidente Usa. Senza un accordo, gli Stati Uniti rivedranno al rialzo del 25% dal 10% i dazi imposti lo scorso settembre su importazioni cinesi. Per un valore pari a ben 200 miliardi di dollari.

Una scadenza più lunga di 60 giorni farebbe tirare un sospiro di sollievo ai mercati sulla guerra commerciale. La disputa ha già indebolito l’economia mondiale, come si vede dal Baltic Dry Index. L’indice delle attività di trasporto marittimo delle merci, oggi in rialzo dell’1,6&%, è in realtà in calo da inizio 2019. La prova annuale è la meno buona dal 2012. Significa che gli affari commerciali non vanno a gonfie vele.

La volontà di concedere più tempo alle due potenze economiche per dialogare potrebbe aprire la strada a un nuovo incontro fra i due presidenti. Le sue superpotenze sono tornate al tavolo dei negoziati a gennaio 2019. In questo tempo, la Cina ha abbassato i dazi già imposti sulle auto Usa e ha promesso più acquisti di soia americana.

Dazi auto: minacce tra Ue e Usa

Più ci si avvicina alla temuta data senza altri passi avanti, più crescono le aspettative di una escalation della tensione Usa-Cina. Più aumenta l’incertezza che blocca gli investitori e danneggia l’economia. Uno dei punti da sciogliere nel negoziato è quello sulla tecnologia, oltre a quello del deficit commerciale degli Stati Uniti.

C’è chi dice infatti che ci troviamo nel bel mezzo di una guerra tecnologica tra Cina e Stati Uniti, più che valutaria o commerciale.

C’è poi ancora la questione aperta con l’Unione Europea. Stando al magazine tedesco Wirtschaftswoche, le autorità europee starebbe valutando l’idea di varare misure di rappresaglia in risposta ai dazi Usa. L’ipotesi sul tavolo è quella di imporre dazi su prodotti americani, incluse le auto elettriche di Tesla.

Il governo americano ha al vaglio tre opzioni. La prima è un dazio del 10%, che renderebbe quindi i dazi Usa equivalenti a quelli Ue. La seconda soluzione sarebbe quella di imporre dazi personalizzati a seconda dei casi, che si limiterebbero a delle vetture specifiche. La terza e più dura sarebbe quella di passare a dazi del 25%.