Grecia: Ue impone il pignoramento della prima casa

10 Aprile 2019, di Francesco Puppato

Non è bastata la vendita e privatizzazione di porti, aeroporti e isole. Non sono bastati neanche i tagli alle pensioni e agli stipendi (per un approfondimento clicca su questo link).

La nuova tegola per i greci, un altro pezzo dello schema di austerity, è il pignoramento della prima casa. L’approccio predatorio della Troika è infatti riuscito a far breccia su ciò che non era riuscito ad ottenere nel 2015, quando aveva provato per la prima volta a mettere a segno il colpo della privazione dell’ultimo baluardo greco, ovvero appunto la proprietà della prima casa.

Pochi giorni fa, infatti, il governo Tsipras ha approvato, in un insieme di riforme, anche la modifica delle leggi Chatzidakis e Katseli. Le medesime erano state varate all’apice della crisi del debito ed impedivano la messa all’asta della prima casa di un residente qualora si trovasse in difficoltà nel rimborsare i prestiti bancari.

Queste leggi sono state in vigore fino alla fine del 2018 ed erano state prorogate in maniera temporanea anche per l’anno in corso. Ora sono state di fatto abrogate, su indicazione dell’Unione Europea.

Bond greci, 4,8 miliardi di rendimenti detenuti da Bce

Il potere contrattuale di Bruxelles è legato ai 4,8 miliardi di euro che derivanti dai rendimenti dei titoli di Stato greci, detenuti dalla BCE e dalle altre banche centrali, che dovrebbero tornare nelle casse greche entro il 2022; tali obbligazioni erano state acquistate per sostenere la Grecia a livello finanziario e come una sorta di compenso per aver escluso Atene dalla manovra del Quantitative Easing, con la promessa di stornare i profitti facendoli tornare in Grecia.

Il piano di aiuto si è concluso ad agosto del 2018 ma la prima tranche da 970 milioni di euro è stata sottoposta addirittura a 16 riforme richieste da parte dell’Eurogruppo, ovvero dai ministri delle finanze dei Paesi che adottano l’euro.

Tsipras aveva immediatamente attuato 13 di queste 16 riforme, tra le quali tuttavia non figurava quella inerente al pignoramento della prima casa.

A questo punto però è arrivato immediatamente lo stop nell’erogazione dei fondi da parte dell’Ue, che si è sbloccato solo dopo che Tsipras attuasse la riforma inerente al pignoramento della prima casa.

Tra il piano salva Grecia (che tra le altre cose ha portato al salvataggio delle banche tedesche e francesi) e le recenti riforme, la troika ha evitato il default del paese ma ha anche tolto ai greci anche le lacrime per piangere.