Grecia, approvata nuova austerity. Paese bloccato da scioperi

23 Maggio 2016, di Daniele Chicca

ATENE (WSI) – Nella speranza di ricevere una nuova tranche di aiuti e vedere ridotto il suo debito pubblico insostenibile, la Grecia ha approvato un nuovo pacchetto di austerity. Il premier Alexis Tsipras ha promesso che sarà l’ultimo sforzo chiesto ai greci. I finanziamenti esterni indispensabili per tenere a galla le finanze del paese dovrebbero arrivare già domani e stando a quanto risulta a Bloomberg gli aiuti forniti dai creditori europei si dovrebbero aggirare intorno agli 11 miliardi di euro, 7,2 dei quali per le spese a titolo del servizio del debito.

Politicamente è una sconfitta bruciante a breve termine per il governo Tsipras, che aveva promesso ai suoi elettori di non fare più concessioni in questo senso ai creditori. Ma se Atene dovesse riuscire a scampare alla nuova tornata di misure improntate al rigore, allora grazie alle pressioni del Fondo Monetario Internazionale sulle autorità europee, la troika composta anche Commissione Ue e Bce dovrebbe concedere un congelamento dei pagamenti dei debiti per anche 60 anni di tempo.

Germania e gli altri paesi virtuosi dell’Eurozona si sono sempre dimostrati riluttanti a fare concessioni su questo frangente e hanno fatto capire in più occasioni di non essere disposti ad accettare una ristrutturazione della montagna di debiti accumulati dallo Stato ellenico. Ma ora che l’Fmi minaccia di farsi da parte se le sue condizioni non verranno accettate, lo stallo nelle trattative potrebbe sbloccarsi.

Per protestare contro la richiesta dei creditori di imporre nuove misure di austerity in un paese da anni messo in ginocchio da una crisi economica terribile, con un tasso di disoccupazione al 25%, il popolo si è riversato ancora una volta numeroso nelle strade della capitale.

In vista dell’Eurogruppo decisivo di domani, martedì 24 maggio, l’esecutivo ha approvato un progetto di legge che prevede un meccanismo di correzione automatico in caso di sforamento dei parametri di budget e alcune misure supplementari per accelerare il programma di privatizzazione e aumentare le tasse indirette.

Non potendo contare su alcuna leva negoziale, il governo guidato dal partito di sinistra anti austerity Syriza ha dovuto piegarsi ancora una volta al volere dei creditori, scatenando le proteste della sua gente. In migliaia sono scesi in strada per manifestare il loro dissenso davanti al Parlamento ed è stato indetto l’ennesimo sciopero dei trasporti che ha bloccato la capitale per tutta la durata del fine settimana.

Il malcontento si è dipanato anche in seno alla maggioranza con un deputato di Syriza, Vassiliki Katrivanou, che ha votato contro ad alcuni degli articoli del testo, presentando immediatamente dopo le sue dimissioni dal partito di maggioranza. Katrivanou ha parlato di una “profonda impasse politica ed esistenziale”.

Serve ristrutturazione del debito più massiccia

Sui mercati finanziari i bond governativi greci sono saliti sui massimi di sei mesi dopo che il pacchetto di misure chieste dai creditori ha superato lo scoglio parlamentare ieri notte. Il rendimento sui titoli del debito ellenici a dieci anni è sceso al 7,4% dal 7,2% della precedente chiusura, venerdì scorso. Sono i livelli più bassi da novembre.

Domani i ministri delle Finanze dell’area euro dovrebbero discutere anche dei piani per rivedere il debito greco. L’idea che circola maggiormente, che è anche quella proposta dall’Fmi, è di estendere il periodo di grazia sui bond di diversi anni, per dare ad Atene il tempo di ripagare i creditori. Fa parte degli accordi presi quando è stata firmata l’ultima intesa sul terzo piano di aiuti.

Un’altra proposta vede l’Eurozona acquistare fino a 14 miliardi di euro di bond greci detenuti dall’Fmi, per poter eliminare i dubbi sulla sostenibilità delle montagne di debiti ellenici che nutre l’organizzazione di Washington, il maggiore creditore della troika.

Secondo i promotori della “Campagna per un Giubileo del debito, tali misure non sarebbero sufficienti e ci vorrebbe un taglio più importante. Altrimenti, secondo le previsioni dell’Eurogruppo, i pagamenti sul debito toccheranno il 30% delle entrate del governo nel 2019, il 20% a inizio anni 2020 e torneranno sopra il 30% dopo il 2040.

Per salvarsi definitivamente e scongiurare un default, la Grecia dovrebbe invece ottenere concessioni simili a quelle che sono state fatta negli Anni 50 alla Germania, che hanno ridotto i costi a titolo del servizio del debito a meno del 4% delle entrate del governo.