Panic selling in Europa, 13 sospensioni a Milano. Trader furiosi con la Fed

8 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

MILANO (WSI) – Già a gennaio sono stati pochi gli asset che si sono salvati: tra i principali, a essere risparmiati dalla pioggia di vendite, sono stati l’oro, l’argento e i Treasuries. Con l’arrivo di febbraio non sembra che la situazione accenni a migliorare. Anche oggi è panic selling sui listini azionari, soprattutto europei. A essere prese di mira sono sopratutto le banche e i titoli di Stato del sud d’Europa.

Borsa Milano rimane tra le vittime illustri, con l’accelerazione ribassista del Ftse Mib che si spiega anche con la rottura al ribasso della soglia di 17.000 punti, che non accadeva dal 6 settembre del 2013.  L’indice ASE di Atene che da tanto non faceva parlare di sé cede fin oltre -8% nel corso della seduta, zavorrato dai titoli bancari, che soffrono perdite anche del 30%, tornando ai minimi dal 2012.

La Borsa greca si conferma la peggiore tra i 93 principali indici azionari monitorati da Bloomberg, così come anche Piazza Affari, bersagliata dagli smobilizzi con Madrid. Ma i ribassi non sono limitati ai cosiddetti paesi periferici dell’Eurozona. Vendite scatenate anche sul Dax della Borsa di Francoforte, che viaggia sui minimi dal 2014. Commerzbank registra un tonfo superiore a -7% dopo che Keefe, Bruyette & Woods ha rivisto il rating sul titolo a “sell”.

Sull’indice di riferimento europeo Stoxx Europe 600 Index, che scivola ai minimi in 16 mesi, i titoli bancari scendono ai minimi dal 2012, sulla scia dei tonfi delle banche elleniche.

Ormai, per gli investitori, sembra che se si tratti di MPS o di Deutsche Bank non importi: i crediti in sofferenza sono una realtà, così come è una realtà il bail in. In giro per l’Eurozona ci sono diverse obbligazioni subordinate emesse dalle banche e i numeri indicano che il rischio che incombe sugli istituti di credito europei segna ogni giorno nuovi balzi. Quello di oggi, per esempio, è il più forte dall’aprile del 2010.

L’azionario europeo scivola ai minimi in sedici mesi:

Si cerca un colpevole e in base a quanto risulta dall’indice Sentix, gli investitori ritengono che la Fed abbia commesso un “grave errore”, lo scorso dicembre, ad alzare i tassi. L’adozione della prima manovra di politica monetaria restrittiva in quasi dieci anni “è considerata ora un grande errore dalla maggior parte degli investitori”.

L’indice dell’omonimo think tank con sede a Francoforte, che misura la fiducia degli investitori in Eurozona, crolla a febbraio al minimo in 10 mesi, ovvero a 6 punti, dai precedenti 9,6 punti. Il sottoindice delle aspettative economiche testa il valore più basso dal novembre del 2014.

“L’Eurozona non è immune alla perdita enorme del momentum dell’economia globale. L’economia globale è di fatto già sull’orlo del precipizio, causa il rallentamento dell’economia Usa!”. Sentix ha parlato di “perdita di dinamismo” in Germania e Usa, sottolineando poi che America Latina ed Europa dell’Est versano in condizioni peggiori.

Raffica di sospensioni al ribasso sul Ftse Mib: in asta di volatilità sono finite nell’arco della giornata Poste Italiane, Stm, Telecom Italia, Ubi Banca; ancora: Anima Holding con ribassi oltre -6%, Banca Mediolanum, MPS con prezzo teorico con tonfo oltre -7%, Banco Popolare, Buzzi Unicem, Exor, Luxottica. Congelata anche Saipem, con un crollo teorico superiore a -21%.

Dietrofront dei prezzi del petrolio, dopo la notizia sull’esito negativo dell’incontro tra Arabia Saudita e Venezuela. Il meeting per discutere sulla possibilità di un accordo per stabilizzare l’andamento dei prezzi si è concluso in un nulla di fatto. La scorsa settimana, il contratto WTI è crollato -8,1% e oggi è scivolato ancora, tornando sotto quota $30, con perdite superiori al -3%. Brent sotto $34 al barile.

Bassi volumi di scambio in Asia, con i mercati azionari di Cina che sono chiusi in occasione dei festeggiamenti del Capodanno lunare. Chiusi anche i mercati di Hong Kong, Singapore, Taiwan, Corea del Sud. La Cina è rimasta tuttavia protagonista di giornata, con la notizia sul tonfo delle sue riserve in valuta estera, crollate a gennaio al minimo dal 2012. Bene invece la Borsa di Tokyo, con l’indice Nikkei salito +1,10%. Sidney piatta.

Sul mercato dei cambi, l’euro ha bucato al ribasso la soglia di $1,11, mentre il rapporto dollaro/yen fa dietrofront e scende sotto JPY 117.

Venerdì scorso è stato reso noto il rapporto occupazionale Usa che, a fronte di un tasso di disoccupazione che è sceso sotto la soglia del 5% per la prima volta dal 2008, al 4,9%, ha messo in evidenza una crescita di posti di lavoro di +151.000, ben al di sotto dei +180.000 attesi in media dal consensus. Una buona indicazione è arrivata dai salari medi orari, che sono saliti a gennaio +0,5% a $25,39 l’ora.

Proprio questa buona indicazione ha mandato nel caos i mercati, soprattutto quelli dei cambi. Si è tornati a scommettere sul ritorno sul tavolo delle opzioni di politica monetaria restrittiva da parte della Federal Reserve . Ma sembra che il mondo intero stia chiedendo alla Fed di fermarsi.  

In ambito di reddito fisso lo Spread tra Btp e Bund è salito fino a 145 punti base ai massimi da agosto, come conseguenza di aun balzo di circa il +10%. I tassi sui Bund decennali sono crollati oltre -12%, attestandosi a un certo punto anche sotto lo 0,25%.

Focus sul bagno di sangue che si è abbattuto a gennaio su quasi tutti gli asset. Gli unici tra quelli principali che non sono stati colpiti dalle vendite sono stati, per l’appunto, oro, argento e Treasuries Usa.

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Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 20169:30

Scatto in avanti dell’indice Ftse Mib di Piazza Affari, che accelera al rialzo e balza +1,19% a 17.454,97 punti. Bene le banche con Unicredit +2,69%, Ubi Banca +1,14%, BPM +2,41%, BP +2,22%, Mps +0,34%, Bper +1,91%. Giù Banca Mediolanum -0,82%. Sotto pressione FCA con una perdita superiore a -2%.

Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 20169:35

Fari puntati nella settimana di contrattazioni sulla Fed, con Janet Yellen che si presenterà a un’audizione al Congresso Usa nei giorni di mercoledì e giovedì, illustrando le turbolenze che stanno scuotendo i mercati finanziari. Thomas Costerg, numero uno di Standard Chartered Bank a New York, prevede che Yellen manterrà la porta aperta a futuri rialzi dei tassi. A suo avviso Yellen “potrebbe enfatizzare i lati positivi dell’economia Usa, in particolare il mercato del lavoro che rimane ancora solido. Nel guardare in avanti, potrebbe sembrare più cauta, e probabilmente metterà in evidenza che i fattori negativi arrivano principalmente dall’estero e che la Fed continua a monitorare attentamente il quadro globale”. 

Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 20169:41

In rialzo per il 18esimo mese consecutivo il surplus delle partite correnti del Giappone. Il ministero delle Finanze del paese ha reso noto che il surplus è stato pari a 960,7 miliardi di yen, in ribasso rispetto ai 1.143,5 miliardi del mese precedente, ma comunque in forte crescita rispetto ai 225,9 miliardi dello stesso mese del 2014. Il surplus è stato comunque peggiore delle attese degli analisti, che avevano previsto un avanzo di 987 miliardi.

Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 20169:44

Notizie negative dal Regno Unito. La fiducia degli imprenditori UK ha testato il minimo dal 2013, dunque in tre anni. Oltre ai timori sullo stato di salute dell’economia globale, pesano le preoccupazioni sull’imminente referendum sullo scenario Brexit. Azionario europeo contrastato, con Londra e Francoforte deboli e il Cac francese lievemente in ribasso. 

Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 201611:05

Nuove notizie negative dal fronte macroeconomico dell’Eurozona. Reso noto l’indice Sentix, dell’omonimo think tank con sede a Francoforte, crollato a febbraio al minimo in 10 mesi, ovvero a 6 punti, dai precedenti 9,6 punti. Il sottoindice delle aspettative economiche ha testato inoltre il valore più basso dal novembre del 2014, scivolando ad appena 1,5 punti dai precedenti 6,3 punti. Sentix survey

Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 201611:10

Così Manfred Huebner, managing director di Sentix, dopo la pubblicazione del dato che ha confermato il tonfo della fiducia tra gli investitori dell’Eurozona. “L’Eurozona non è immine alla perdita enorme del momentum dell’economia globale. L’economia globale è di fatto già sull’orlo del precipizio, causa il rallentamento dell’economia Usa!”. Sentix ha parlato di “perdita di dinamismo” in Germania e Usa, sottolineando poi che America Latina ed Europa dell’est versano in condizioni peggiori. Forte critica inoltre da parte del Sentix verso il rialzo dei tassi da parte della Fed a dicembre. “E’ considerato ora un grande errore dalla maggior parte degli investitori”. Il think tank ha fatto poi riferimento anche al crollo dei prezzi delle materie prime e dei loro effetti sui  mercati emergenti. Di seguito un altro grafico sul crollo dell’indice Sentix.

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Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 201611:13

Torna la tensione sui mercati. Prezzi del  petrolio virano in negativo, con il contratto WTI -0,94% a $30,60 e il Brent -0,56% a $33,87 al barile. Accelerazione ribassista anche per l’azionario, con Londra -1,64%, Francoforte oltre -2%, Parigi -2,34%, Ftse Mib -2,10%.

Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 201611:25

Boom per lo spread Italia-Germania a 10 anni, che vola +6% circa a 134,09 punti. I tassi decennali dei BTP balzano oltre +3% all’1,60%, mentre i tassi sui Bund tedeschi a 10 anni crollano di quasi -10% allo 0,25%.

Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 201611:26

L’accelerazione ribassista del Ftse Mib si spiega anche con la rottura al ribasso della soglia di 17.000 punti, che non accadeva dal 6 settembre del 2013.

Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 201612:26

Le vendite che si abbattono sull’azionario europeo portano l’indice benchmark Stoxx Europe 600 a scivolare al minimo dall’ottobre del 2014. Protagonisti i timori sulla crescita dell’economia globale. L’indice Stoxx Europe 600 ha perso fino a -2,4% alle 12 ora italiana, in calo per la sesta sessione consecutiva e soffrendo la fase ribassista più duratura dallo scorso giugno. Tra i mercati occidentali, è l’ASE Index della Grecia a guidare le perdite, con un crollo oltre -5%, che lo porta a scivolare al minimo dal giugno del 2012. Il sottoindice che monitora il trend dei titoli bancari scambiati sul listino ha perso -56% dall’inizio di quest’anno e viaggia al minimo record. Indice DAX di Francoforte tra i peggiori, con una flessione -2,8% circa. Intervistato da Bloomberg Francois Savary, responsabile della divisione di investimenti Prime Partners con sede a Ginevra, afferma: “Gli investitori non riescono a comprendere lo stato dell’economia globale, ma il rischio di recessione e di deflazione sta aumentando. Non basta che le valutazioni siano scese in modo significativo, né che gli utili non siano stati troppo negativi…Il sentiment è molto negativo e al momento non c’è molta visibilità. Ed è questa la cosa che spaventa”.

Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 201612:28

L’indice di riferimento dell’azionario europeo Stoxx 600 è scambiato al momento a un valore corrispondente a circa 14 volte gli utili attesi, in calo -19% circa dal record testato nell’aprile del 2015. L’indice che monitora le oscillazioni delle azioni è balzato +47% quest’anno, a fronte di un calo dei mercati -13% circa. 

Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 201612:58

Forte tonfo per i futures sugli indici azionari Usa. Stando all’andamento dei futures, il Dow Jones dovrebbe aprire con un calo -1,2%, mentre il Nasdaq in ribasso -1,6%. Intanto i prezzi del petrolio tornano ad avvicinarsi ai $30 al barile, con un crollo superiore a -2%. Cedono oltre -2% anche i contratti sul Brent che si attestano poco al di sopra della soglia di $33 al barile. 

Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 201613:04

Vendite anche sui mercati emergenti, che scontano di nuovo il tonfo dei prezzi del petrolio. In particolare gli indici di Borsa di India, Polonia e Russia hanno perso almeno -1,3%. L’indice stilato da Bloomberg GCC 200 Index, che include i mercati del Consiglio di Cooperazione del Golfo riducono i guadagni a +0,5% dopo che il Brent vira in rosso, a seguito di un rally che lo aveva portato a balzare fino a +1,8%. In generale, l’indice azionario MSCI Emerging Markets Index è sceso -0,5%. Il listino è scambiato a un valore che corrisponde a 10,9 volte circa gli utili attesi a 12 mesi, dopo un calo -6,9% da inizio anno, rispetto alle 14,7 volte dell’MSCI World Index che rappresenta le borse dei paesi avanzati. L’MSCI World Index ha perso da inizio anno -8,3%. In rialzo invece il rublo ( a 77,03 per dollaro), il rad sudafricano, e le valute di Romania e Bulgaria verso l’euro. 

Daniele Chicca 8 Febbraio 201614:39

Tra le materie prime, dopo aver visto sfumare i guadagni di inizio giornata, il petrolio accelera al ribasso, cedendo il 3,7% a 29,70 dollari al barile. Andamento opposto per i futures con scadenza aprile dell’oro, che avanzano di due punti percentuali attestandosi a 1.173,40 dollari l’oncia vicino ai massimi di quattro mesi. Il metallo prezioso è in rialzo del 13% dai minimi toccati prima della stretta monetaria della Fed di dicembre.

Daniele Chicca 8 Febbraio 201614:52

Tra le materie prime, dopo aver visto sfumare i guadagni di inizio giornata, il petrolio accelera al ribasso, cedendo il 3,7% a 29,70 dollari al barile. Andamento opposto per i futures con scadenza aprile dell’oro, che avanzano di due punti percentuali attestandosi a 1.173,40 dollari l’oncia vicino ai massimi di quattro mesi. Il metallo prezioso è in rialzo del 13% dai minimi toccati prima della stretta monetaria della Fed di dicembre.

Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 201615:04

La forte avversione al rischio porta gli investitori a fare incetta sul mercato dei Bond di Bund tedeschi, considerati tra i titoli più sicuri. Il risultato è che lo Spread tra Btp e Bund balza fino a 140 punti base, con un rally  +10% circa. I tassi sui  BTP decennali volano oltre +5% all’1,63%, mentre gli acquisti sui Bund portano i rendimenti a 10 anni a crollare oltre -11%, scendendo anche di sotto della soglia dello 0,25%. Sull’azionario, pioggia di vendite sulla borsa di Francoforte, con l’indice di riferimento Dax che capitola al valore minimo dall’ottobre del 2014.

Daniele Chicca 8 Febbraio 201615:07

Il crollo dei mercati è dovuto in gran parte alla situazione pericolante del settore bancario. Le paure sulle sofferenza bancarie in Italia unite ai risultati trimestrali deludenti di Credit Suisse e Deutsche Bank stanno innervosendo i mercati.  

La possibilità di tassi ancora più negativi per alimentare una crescita debole e un’inflazione piatta non aiutano a sollevare il morale.

Questi sono tra i motivi per cui Commerzbank ha perso il 4,7%, Deutsche Bank il 3,4% e BNP Paribas il 3,3%. Sospesi per eccesso di ribasso una buona parte dei titoli in Italia. Il mercato azionario europeo è ai livelli più bassi degli ultimi mesi mentre il Dax tedesco intanto è sceso ai minimi di 15 mesi.
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Laura Naka Antonelli 8 Febbraio 201615:10

La pioggia di vendite che sta colpendo gli indici azionari europei colpisce soprattutto Atene, che vede l’indice benchmark crollare al minimo in almeno 25 anni.

Sell off scatenati soprattutto sui titoli delle  banche: Eurobank -27%, National Bank of Greece -25%, Piraeus -20%. Sono passati solo tre mesi da quando il settore bancario della Grecia è stato ricapitalizzato, ricevendo nuovi finanziamenti per un valore di 14 miliardi di euro.

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Daniele Chicca 8 Febbraio 201617:39

Una volta bucata la soglia dei 17 mila punti, evento che non si verificava da settembre 2013, il listino Ftse MIB ha accelerato ulteriormente al ribasso. Piazza Affari ha chiuso con una perdita del 4,37% a 16.497,38 punti. Oltre al calo vertiginoso delle banche, che hanno accusato in alcuni casi come quello di Mps, ribassi a doppia cifra, salta subito all’occhio il crollo a candela di Saipem (-24% circa a 0,392 euro). A Milano ci sono stati ben 13 titoli blue chip interessati da sospensioni al ribasso in asta di volatilità, soprattutto finanziari e Fca (il cui congelamento è avvenuto intorno al -10%).