Borsa Milano in rosso: Mps vola, ma non basta

14 Marzo 2016, di Laura Naka Antonelli

MILANO (WSI) – Dopo il voto in Germania che ha decretato la sconfitta della cancelliera Angela Merkel e l’ascesa del partito anti-euro e anti-immigrati dell’AfD, l’Europa si risveglia con la consapevolezza della crisi in cui versano i partiti tradizionali, in un contesto caratterizzato dalla crisi nella gestione dei profughi, ma anche con il timore di nuovi attentati terroristici, dopo l’ennesima strage che ha colpito la Turchia. Il tutto mentre svanisce l’entusiasmo per il nuovo arsenale di armi ultra accomodanti sparato dalla Bce, che ha scatenato una reazione selvaggia sui mercati.

Dopo un avvio positivo, l’indice Ftse Mib ha rallentato il passo e poi chiuso in ribasso di circa mezzo punto percentuale. Banche miste, con Mps che vola di quasi +9, ma Unicredit e Intesa SanPaolo in rosso del 2-3%. In controtendenza anche altre popolari, con Bper e BPM che ha un certo punto hanno fatto segnare progressi di anche il +4% circa. Il listino delle blue chip ha dovuto fare i conti con il calo del -4% del petrolio e con i ribassi pesanti di alcuni singoli nomi, tra cui A2A, Saipem e Italcementi.

È ancora effetto Bce sui mercati, con diversi analisti che affermano come il potenziamento del bazooka monetario da parte di Mario Draghi abbia alimentato la propensione verso gli asset più rischiosi. Non tutti la vedono tuttavia allo stesso modo. In particolare Chris Weston, responsabile strategist dei mercati presso IG afferma:

“L’impressione è che la maggiore propensione ad acquistare gli asset rischiosi durerà ancora un po’, ma sui mercati si nota anche un bel po’ di scetticismo, e ci sono diverse posizioni long che stanno aspettando di diventare short o incrementare l’allocazione in cash, nel caso in cui i corsi azionari dovessero mostrare anche la minima intenzione di fare dietrofront”.

L’attenzione degli operatori rimane sulle banche centrali, con la Bank of Japan che ha iniziato oggi la sua riunione di politica monetaria di due giorni e la Fed che annuncerà la decisione sui tassi più avanti in settimana.

Sul valutario, l’euro perde terreno ma si mantiene sopra $1,11. Dollaro/yen in calo, sotto JPY 114. L’indice Bloomberg Dollar Spot Index, che monitora la performance della valuta Usa contro le 10 principali valute a livello mondiale, segna un lieve recupero dopo essere scivolato la scorsa settimana al minimo da ottobre. Male la lira turca, dopo l’esplosione di un’autobomba ad Ankara.

Sul fronte delle materie prime, i prezzi del petrolio iniziano la settimana in ribasso, con il contratto WTI che rimane comunque sopra la soglia di $38 e il Brent che ha bucato quota $40. Oro in rialzo, vale circa 1.254 dollari l’oncia.

Sul mercato dei titoli di stato, lo spread BTP-Bund in lieve rialzo, attorno a 104 punti base, con i tassi sui BTP decennali che cedono oltre -2% all’1,29% e i tassi sui Bund tedeschi che scivolano -14% circa, allo 0,24%.

In Asia la Borsa di Tokyo ha visto l’indice Nikkei 225 balzare +1,74%. Molto bene anche Shanghai con un guadagno +1,8%, dopo che il responsabile della Commissione di Borsa ha confermato che lo Stato continuerà a sostenere l’azionario.

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Laura Naka Antonelli 14 Marzo 201610:15

Acquisti sull’azionario europeo, in particolare sull’indice Dax, indice di riferimento dell’azionario della Germania. Per ora, i mercati non sembrano scontare negativamente la debacle di Angela Merkel nelle elezioni in tre Regioni, e il contestuale balzo del partito di estrema destra e anti-euro AfD. L’indice Dax balza oltre la soglia dei 10.000 punti per la prima volta dalla metà di gennaio, confermandosi il miglior listino tra i principali in Europa. Tutti i titoli sono positivi, con Infineon Technologies e i produttori di auto Volkswagen e Daimler che balzano +2,5% circa.

The DAX over the last three months

Laura Naka Antonelli 14 Marzo 201610:17

Molto bene anche l’indice benchmark di Londra, il Ftse 100, sulla scia dei titoli minerari che guidano il rally. Mike van Dulken, responsabile della ricerca di Accendo Markets, ritiene che i trader stiano scommettendo su nuove misure di stimoli da parte delle autorità della Cina.

Top risers on the FTSE 100 this morning

Laura Naka Antonelli 14 Marzo 201610:19

L’entusiasmo degli operatori si spiega con l’attesa dei verdetti di ben tre banche centrali, attesi questa settimana: quello della Bank of Japan (martedì, domani); quello della Federal Reserve (mercoledì), e quello della Bank of England (giovedì). Secondo alcuni economisti, come dimostra il grafico, la Fed aumenterà i tassi sui fed funds nella riunione di giugno. 

Laura Naka Antonelli 14 Marzo 201610:28

Non sono sufficienti i rialzi delle banche a sostenere l’indice Ftse Mib di Piazza Affari che, dopo una apertura positiva, vira in rosso. Cedono soprattutto i titoli non bancari, come A2A -1,05%, Anima Holding -1,55%, Enel -0,66%, Enel Green Power -0,84%, Eni -0,23%. Saipem accelera al ribasso con -1,61%, Italcementi -0,89%. Tra le banche Mps vola +7,5%, Bper +3,52%, BPM +2,51%, Banco Popolare +1,26%, ma Intesa SanPaolo è negativa con -0,95%, Unicredit -0,84%, bene invece Ubi Banca +0,90% circa.

Laura Naka Antonelli 14 Marzo 201612:31

Prosegue l’incertezza a Piazza Affari. Il Ftse Mib segna un rialzo +0,10% a 19.006,78 punti. Effetto Bce sfumato. Le grandi banche come Intesa SanPaolo e Unicredit sono in ribasso, rispettivamente di -1,10% e -0,64%. Torna invece l’appeal speculativo per le banche popolari e si torna a scommettere su una loro fusione. Ubi Banca +2,96%, Bper +2,94%, BPM +3,33%, BP +4,27%, ma la vera protagonista oggi torna a essere Mps, che è volata anche +8%, con forti volumi di scambio. Si torna a puntare sulla sua acquisizione. Tra i titoli di altri settori, rimane negativa Italcementi, con -0,98%. Bene Mediaset con +1,74%, Saipem -1,20%, Snam -0,68%, Ferragamo oltre +2%, Telecom Italia +0,19%, Eni -0,83%, FCA +1,99%, Finmeccanica +1,42%.

Laura Naka Antonelli 14 Marzo 201612:38

Sul fronte delle materie prime, i prezzi del petrolio sono sotto pressione, con il contratto Brent che buca anche la soglia di $40, dopo che l’Iran ha di nuovo allontanato le speranze di una sua eventuale partecipazione a un taglio coordinato della produzione. Come spiega anche Tamas Varga, analista del mercato petrolifero presso la società di brokeraggio londinese PVM Oil Associates, “i prezzi del petrolio sono in calo perchè l’Iran ha affermato che parteciperebbe al congelamento della produzione solo in caso di raggiungimento di un’offerta di 4 milioni di barili al giorno”. Le quotazioni del Brent accelerano al ribasso e perdono -1,46% a $39,80, mentre quelle del WTI scendono -1,95% a $37,75.

Laura Naka Antonelli 14 Marzo 201612:42

Finalmente una buona notizia per  l’Eurozona che, nel mese di gennaio, ha assistito a un balzo della produzione industriale +2,1% su base mensile, crescendo tra l’altro del 2,8% su base annua. 

Laura Naka Antonelli 14 Marzo 201612:49

Riguardo al dato della produzione industriale, da segnalare che, in particolare, la produzione dei beni capitali è balzata su base mensile +3,2%; in rialzo anche la produzione su base mensile dei beni al consumo non durevoli (+2,4%), dei beni durevoli (+1,3%), e dei beni intermedi (+0,9%). In più, la produzione di energia ha recuperato su base mensile +2,4% dopo il forte calo -3,4% di dicembre. Tra le economie dell’area euro, la produzione industriale è balzata +2,9% in Germania, +1,9% in Italia, +1,4% in Franci, +2,1% in Olanda. Balzo impressionante per l’Irlanda, che ha visto la produzione volare +12,7%, mentre invece ha fatto male la Spagna, con un calo -0,2%. 

Daniele Chicca 14 Marzo 201617:02

Si segnalano forti smobilizzi nel mercato delle materie prime. Il contratto sul petrolio nel mercato Wti americano cede il 4% dopo le dichiarazioni prima dell’Opec, che prevede una crescita ulteriore dell’offerta nel 2016 e poi dell’Iran, che hanno vanificato la speranza di un accordo coordinato per congelare i livelli di produzione di barili. 

Destino completamente opposto per il cacao. Favorito dagli attentati nel resort turistico della Costa D’Avorio, che hanno fatto almeno 16 morti, il prezzo sale a 2.237 sterline la tonnellata nella piattaforma londinese, mezzo punto percentuale in più rispetto al dato precedente. La Costa d’Avorio rappresenta il primo produttore di cacao a livello mondiale. Dall’Africa arriva quasi il 70% del raccolto globale.

Daniele Chicca 14 Marzo 201617:11

Il listino FTSE MIB perde mezzo punto percentuale quando mancano 20 minuti alla chiusura degli scambi La performance dopo la violazione della soglia di 18.900 è del -0,49% a 18.895,07 punti. Le banche sono protagoniste nel bene e nel male: Intesa Sanpaolo cede il -3% e Unicredit il -2%, mentre MPS avanza del +9%.

Daniele Chicca 14 Marzo 201617:45

Si segnalano forti smobilizzi nel mercato delle materie prime. Il contratto sul petrolio nel mercato Wti americano cede il 4% dopo le dichiarazioni prima dell’Opec, che prevede una crescita ulteriore dell’offerta nel 2016 e poi dell’Iran, che hanno vanificato la speranza di un accordo coordinato per congelare i livelli di produzione di barili. 

Andamento con segno completamente opposto per il cacao. Favorito dagli attentati nel resort turistico della Costa D’Avorio, che hanno fatto almeno 16 morti, il prezzo sale a 2.237 sterline la tonnellata nella piattaforma londinese, mezzo punto percentuale in più rispetto al dato precedente. La Costa d’Avorio rappresenta il primo produttore di cacao a livello mondiale. Dall’Africa arriva quasi il 70% del raccolto globale.