Economia

Doccia fredda da Padoan: niente riduzione Irpef. E “stime Pil tagliate”

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Taglio Irpef? Rimandato al 2018. Lo dice chiaro e tondo il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ospite di Porta a Porta. E dopo neanche 24 ore dalla sua apparizione in televisione, Padoan fa un altro annuncio: le stime sul pil dell’Italia saranno riviste al ribasso.

“L’economia italiana sta crescendo non così velocemente come vorremmo. Le previsioni di crescita saranno riviste al ribasso anche nei dati che il Governo rilascerà ad ottobre”.

Padoan ha parlato in occasione dell’intervento all’Euromoney Conference.

Sull’Irpef, nel rispondere alle domanda su quando l’imposta sarà ridotta – il taglio era atteso l’anno prossimo – Padoan ha reso ufficiale il rinvio, promettendo che il governo italiano continuerà comunque a ridurre la pressione fiscale. Una pressione fiscale, sottolinea Padoan, che “è già scesa di un punto dal 2013”, ma che “è ancora alta”.

Padoan ha reso noto anche che il governo sta studiando “nuovi meccanismi” per il rientro dei capitali dall’estero. In cantiere ci sarebbe dunque una seconda operazione di voluntary disclosure.

Con la voluntary disclosure, ha detto il ministro,”finora abbiamo recuperato 4 miliardi e mi accontenterei ora di recuperare una frazione di questi. Spero di recuperare un po’ meno di quattro miliardi”.

Sempre riguardo al tema fisco, e in particolare a quello dell’evasione, “gli introiti del recupero dell’evasione saranno (quest’anno) di 15 miliardi e dovranno aumentare l’anno prossimo”, beneficiando della tax compliance.

Dall’intervento a Porta a Porta Padoan ha tenuto anche a precisare che è stato lui a convincere Matteo Renzi a mettere un freno al deficit:

“La giacca a Renzi non gliela tiro mai, perché nei nostri incontri non ce l’ha. Ma posso citare lo stesso presidente del Consiglio che, alla domanda se ha mai cambiato idea, ha detto che l’ho convinto a fare scendere il deficit invece che farlo salire”. Anche perchè aumentare il debito avrebbe gravi conseguenze, facendo salire “i costi reputazionali che il Paese pagherebbe”.

Nuove lodi sono state tessute a favore della riforma del lavoro avviata e del presunto funzionamento del Jobs Act.

“La ripresa c’è anche se è debole. La crescita dell’ occupazione è superiore al Pil e questo è un indicatore che il Jobs act sta funzionando. Questo fa ben sperare per il futuro, perché lavoratori in più sono crescita potenziale in più”.

Salvo poi comunicare, qualche ora dopo, che l’economia italiana non sta andando come il governo aveva previsto.

Padoan, a Porta a Porta, ha affrontato anche il tema Mps

“La nomina del nuovo ad di Mps, da quello che mi risulta, sarà oggetto mercoledì della riunione del consiglio di amministrazione: lo deciderà il cda», Sull’operazione aumento di capitale, e su quando sarà possibile avviarlo, se entro l’anno, il ministro ha tenuto a precisare che “La questione non è entro l’anno. È il momento in cui i mercati saranno più favorevoli ad aumenti di capitale”. Padoan ha ammesso infine che il referendum è una incognita che pesa sui mercati.