Crisi istituzionale genera il panico: BTP mai così male in una singola seduta

29 Maggio 2018, di Daniele Chicca

Mercati nel panico. Rispetto al selloff odierno, le vendite di ieri sono da niente. La grave crisi istituzionale italiana e l’incertezza per il futuro politico e all’interno dell’area euro del paese stanno spingendo gli investitori a fuggire dagli asset italiani.

Le elezioni anticipate che si terranno quasi certamente dopo agosto rischiano di diventare un referendum pro o contro l’euro.

Mentre per i rendimenti dei titoli di Stato decennali è il balzo più imponente dai tempi della crisi del debito nel 2011, per quelli a due anni, saliti di oltre 150 punti base sopra il 2% è l’incremento maggiore di sempre. Lo Spread con i Bund di riferimento è salito oltre i 300 punti base ai massimi di cinque anni, con il rendimento sui titoli italiani decennali che si attesta intorno al 3,10%.

Il rischio Italia si fa sentire su tutti i mercati, anche quelli azionari. Piazza Affari ha perso a un certo punto anche il 3% e il settore dei bancari – vittima di una raffica di sospensioni per eccesso di cali – è entrato in una fase ribassista. L’indice settoriale (vedi grafico sotto) è in calo del 24% dai massimi toccati un mese fa.

In asta di volatilità sono finite diverse banche quotate sul listino delle blue chip come Ubi Banca (-5,8% teorico al momento), Mps (-4,92% teorico), Pop Emilia (-5,18% teorico) e Banca Generali (-4,87% teorico). Sotto pressione anche le big Intesa Sanpaolo (-5,72%) e Unicredit (-4,53%), entrambe congelate per eccesso di volatilità, mentre Banco Bpm cede il 4,46%.

Sul mercato primario intanto la domanda per i titoli di Stato italiani è stata la più bassa degli ultimi otto anni. Il rapporto tra domanda è offerta bid-to-cover per l’asta di Bot a sei mesi è stato infatti di appena 1,19, il valore più basso da aprile 2010.

Sono stati assegnati nel complesso 5,5 miliardi di obbligazioni al rendimento dell’1,213%, una percentuale in aumento di ben 163 punti base rispetto all’emissione di fine aprile. Alberto Bolzi, responsabile Direzione Wealth Management di Cassa Lombarda, osserva che un allontanamento del rischio immediato di un governo Lega-M5S con Savona Ministro delle Finanze rappresenta sulla carta “un punto favorevole” in ottica di investimento in Italia.

Dall’altro, tuttavia “il rischio di una protratta campagna elettorale, con inevitabilmente al centro dei dibattiti la permanenza dell’Italia nell’euro, è per gli investitori un elemento negativo nel medio termine. Tale incertezza si accompagna al rischio di un possibile taglio del rating dell’Italia dopo l’avvertimento di Moody’s e alla progressiva riduzione del QE da parte della Bce verso la fine d’anno”.