Bridgewater: ribassisti su tutti gli asset tranne…

5 Giugno 2018, di Daniele Chicca

Il primo fondo hedge al mondo è ribassista su tutta una serie di asset finanziari, tranne i beni rifugio. Il 2019 sarà un anno pericoloso con gli Usa che si avvicinano alla fine del ciclo di crescita e con gli effetti dei piani di stimolo fiscale che iniziano a scemare, mentre la serie di strette monetarie della Fed raggiunge il suo apice.

Dal momento che tutti i mercati finanziari anticipano quanto succede sul piano dell’economia reale, per gli investitori i pericoli stanno per arrivare in questi mesi. La strategia ribassista e di protezione dai rischi sta pagando per il fondo, che in aprile ha fatto meglio della concorrenza. Il fondo ha ridotto le sue posizioni lunghe sull’azionario Usa al 10% dei suoi asset in portafoglio dal 120% d inizio anno. Nel complesso il fondo hedge ha una posizione netta ribassista sulle Borse.

“I mercati sono potenzialmente già vulnerabili, visto che la Fed sta riducendo il bilancio e alzando i tassi di interesse: la liquidità diventa più scarsa e più attraente, invertendo il contesto di denaro facile che ha contribuito” ai rialzi degli asset rischiosi durante il periodo di espansione economica e del credito.

Il rischio per gli asset finanziari è proprio questo: le dinamiche di un ciclo giunto alla fase finale sono accompagnate dal fatto che i mercati finanziari scontano ancora uno scenario cosiddetto di Riccioli D’Oro in cui alla crescita coordinata dell’economia globale corrisponde un’inflazione sotto controllo. Ma con la Fed che continuerà a imporre cicli di strette nel prossimo anno e mezzo le sorprese sono dietro l’angolo secondo il fondo gestito da Ray Dalio.

Il co-CIO di Bridgewater Greg Jensen sottolinea che i mercati prezzano uno scenario di “goldilocks” fino all’inizio del 2020, con una crescita del PIL del 2,4%, rendimenti decennali del 3% in Usa e tassi Fed Funds al 2,8%, essenzialmente “un’estrapolazione delle condizioni attuali, con una crescita e un’inflazione vicine entrambe ai livelli ottimali”. Si stima una curva dei rendimenti piatta, un petrolio a 62 dollari al barile e un dollaro in calo del 3,5% rispetto alle valute del mondo industrializzato”.

Mercato sconta “scenario insostenibile” di calma eterna

Nel caso in cui questo contesto “perfetto” venga meno, a trarne giovamento potrebbe essere l’oro e altri beni rifugio. Bridgewater osserva come le attese lato inflazione siano per un livello relativamente tiepido intorno o poco sopra l’obiettivo del 2% della Fed, e i mercati delle opzioni rispecchiano una domanda degli investitori bassi per gli asset che proteggono di un surriscaldamento dell’economia.

Dall’altro lato, danno praticamente per scontato che si manifesti una deflazione, che invece ha una probabilità ben più alta di verificarsi nella prossima fase di contrazione economica. Questo quadretto di calma, difficilmente verrà confermato per più di un anno e mezzo, secondo Bridgewater.

A partire dalla fine del 2019, colpevolmente il mercato non sconta ulteriori strette monetarie da parte della Fed. I rendimenti dei Bond non sono visti in particolare aumento, il che implica che la curva dei rendimenti continuerà ad appiattirsi. Si tratta di condizioni ottimali che secondo il fondo hedge è difficile che si ripetano così a lungo, specialmente tenuto conto del fatto che i deficit del governo federale continueranno ad aumentare e che la Fed continuerà a ridurre il suo bilancio.

“Con il continuo appiattimento della curva dei rendimenti è difficile immaginare che sia possibile attirare un numero sufficiente di acquirenti di Bond“. Alla luce di tutto questo, Bridgewater manda un messaggio semplice tra le righe: comprate oro, tutto il resto rischia di perdere valore.

“Con l’avvicinarsi dell’economia Usa alla fine del suo ciclo, siamo ribassisti su quasi tutti gli asset finanziari. La liquidità scarseggia e nonostante il cambio di scenario, i mercati scontano una replica delle condizioni viste di recente” troppo a lungo per poter essere vero.