Borsa Milano +2%. Boom di buy su Tenaris e Eni

26 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – A Milano e in Europa prevale il segno più, con il listino Ftse MIB che estende i forti guadagni della vigilia mettendo a segno un rialzo superiore a +2%. L’indice di Piazza Affari chiude la seduta con un rialzo +2,2%, a 17.483,76 punti.

Tuttavia i trader reputano che i buy abbiano piuttosto le fattezze di un rimbalzo prevalentemente tecnico, favorito da prezzi di Borsa ormai diventati vantaggiosi ma non giustificato necessariamente dai fondamentali.

Sono giunte una serie di notizie incoraggianti per chi investe nell’azionario. La Cina ha aperto la strada a nuove manovre di stimolo economico, l’economia degli Stati Uniti è cresciuta più del previsto nel quarto trimestre e l’area euro si appresta a entrare in uno dei più lunghi periodi di inflazione zero o negativa della sua storia, il che aumenta le possibilità che la Bce intervenga ancora con manovre espansive straordinarie.

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib, sotto pressione MPS con -0,68%, mentre è forte il balzo di ENI, che sale fin oltre +5%; acquisti anche su FCA, quasi +6%, mentre Tenaris balza oltre +9%. Saipem +4,35%, Unicredit +0,89%, Unipol +6,42%. Tra le altre banche, Banco Popolare +2,78%, BPM +4,81%.

Nonostante la maxi perdita relativa all’esercizio del 2015, pari a ben 8,82 miliardi di euro, i broker guardano positivamente a Eni, che ha confermato un dividendo per azione di 0,8 euro per l’esercizio 2015.  La francese Societè Generale reitera il giudizio “buy” con target price a 15 euro, sulla scia di un quarto trimestre che viene considerato solido da un punto di vista operativo e per la cassa. Sul fronte operativo i numeri sono stati ben superiori alle stime di consensus, con un Ebit che ha battuto le attese del 71%. Goldman Sachs conferma il rating “buy”, con un prezzo obiettivo a 15,5 euro, sottolineando che il quarto trimestre si è rivelato solido.

A livello europeo, malgrado i rialzi delle ultime due sedute, l’indice di riferimento del continente Eurofirst 300 è ancora in calo del 3% a febbraio e di più del -10% da inizio anno.

Il tonfo delle materie prime, la frenata dei mercati emergenti, la paura che il Regno Unito abbandoni l’Unione Europea (scenario di Brexit che potrebbe materializzarsi con il referendum del 23 giugno) e la crisi del settore bancario europeo sono i principali fattori che da fine novembre assillano le menti degli operatori, mantenendo alla larga i rialzisti.

Gli operatori di Borsa di tutto il mondo nutrono maggiori speranze circa una stabilizzazione dei prezzi del petrolio, dopo che è emerso che i grandi paesi produttori, membri e non membri del cartello dell’Opec, si incontreranno di nuovo per trovare un modo per fermare la caduta delle quotazioni dell’oro nero. I contratti sul Wti oscillano attorno a 34 dollari al barile, mentre quelli sul Brent si avvicinano a $37 al barile, con un balzo quasi +4%.

Sui mercati valutari, euro sotto pressione, cede -0,78% nei confronti del dollaro a seguito della pubblicazione del Pil Usa, che è stato rivisto al rialzo facendo decisamente meglio delle attese (+1% nel quarto trimestre del 2015). Dollaro/yen in progresso +0,73% verso JPY 114.

Sul mercato dei titoli di stato, lo spread BTP-Bund a 10 anni chiude in calo -3,43% a 132,84 punti base, con i tassi sui BTP decennali -2% circa all’1,48% e i tassi sui Bund in forte crescita, oltre +12% allo 0,15%.

Sul versante macro occhi puntati sui dati sull’inflazione ma anche sulla fiducia dei consumatori dell’area euro, che è stata deludente. Visti i cali dei prezzi al consumo in Germania, Francia e Spagna, gli analisti temono che le prossime cifre sull’area euro nel suo complesso, che verranno pubblicate la settimana prossima, mostreranno un ritorno della deflazione. Questo dovrebbe mettere ulteriori pressioni su Mario Draghi, che ha già detto che il 10 marzo la BCE non esiterà ad agire, ovvero potenziare il piano di Quantitative Easing e abbassare di un altro -0,1% tassi di deposito già negativi (-0,3%).

In Asia intanto va in scena il G20. A Shanghai si vedranno oggi i ministri delle Finanze dei paesi più potenti al mondo.

Sui mercati finanziari della regione, seduta interlocutoria per Sidney, mentre la Borsa di Tokyo ha archiviato la giornata in modesto rialzo. L’indice Nikkei ha terminato con un rialzo dello 0,30% a 16.188,41 punti.

La Cina, che ha capito che la svalutazione competitiva dello yuan e i prestiti facili presso le banche non sono più la sola soluzione per la sua economia, si prepara per il lancio di un’altra tornata di misure straordinarie volte a rilanciare la crescita in frenata e rassicurare i mercati finanziari. Lo ha annunciato Zhou Xiaochuan, numero uno della banca centrale cinese.

Borsa, eurostoxx 500 in calo del 16% dal 30 novembre e del 10% nel 2016

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Daniele Chicca 26 Febbraio 20169:38

Il listino italiano Ftse MIB apre con un bel rialzo dell’1,6%. Il paniere FTSE 100 britannico, che ieri ha riconquistato e superato la soglia dei 6.000 punti, ne aggiunge altri 64 forte di un progresso dell’1% a quota 6077. Questo nonostante il tonfo dell’8% dei titoli Royal Bank of Scotland che pagano conti deludenti. In Germania il Dax fa +1,5%, mentre in Francia il CAC sale dell’1,1%. Il benchmark paneuropeo Ftse Eurofirst 300 guadagna lo 0,8%.

Daniele Chicca 26 Febbraio 20169:51

Gli ultimi dati macro usciti in Francia hanno riservato nel complesso notizie positive in ottica di mercato azionario. I dati sui prezzi al consumo avvicinano lo spauracchio di una deflazione, mettendo quindi ulteriore pressione sulle spalle di Mario Draghi, che ha già detto che alla riunione del 10 marzo la Bce “non esiterà ad agire”.

Quanto ai dati sul Pil, dicono che la seconda economia dell’Eurozona è cresciuta dello 0,3% nel quarto trimestre del 2015, più di quanto era stato preventivato (+0,2%).

Daniele Chicca 26 Febbraio 201610:02

Tra i singoli titoli a Milano si mettono in evidenza fin dalle prime battute Eni, premiata dal mercato dopo i conti che hanno evidenziato una perdita grossomodo attesa visto il crollo del petrolio degli ultimi tempi, Tenaris, favorita dalla promozione del rating di Credit Suisse a ‘Neutral’, e le banche. 

Daniele Chicca 26 Febbraio 201610:59

Sul valutario, in attesa di conoscere i dati sul Pil Usa del quarto trimestre, il dollaro cede terreno contro le principali valute rivali anche la sterlina sulla quale si era rafforzato molto in settimana dopo che alcuni politici conservatori di spicco tra cui il sindaco di Londra Boris Johnson, si erano uniti alla campagna del fronte dell’Out nel referendum sulla Brexit.

Daniele Chicca 26 Febbraio 201611:04

Sul mercato del reddito fisso, il rendimento del Btp decennale si attesta all’1,44%. Lo Spread dei tassi rispetto ai Bund analoghi si attesta a 135 punti, in calo di tre punti base rispetto alla chiusura di ieri. 

Intanto il rendimento del titolo di Stato tedesco a cinque anni è sceso ai minimi di sempre. 

Daniele Chicca 26 Febbraio 201612:24

Gli analisti di Bank of America/Merrill Lynch hanno osservato una tendenza degli investitori a vendere azioni e aprire posizioni nell’oro con i soldi così ottenuti a disposizione. I trader pensano che le prossime riunioni delle banche centrali siano un catalizzatore per vendere titoli azionari.

La settimana scorsa i fondi legati all’oro hanno visto investimenti in entrata per 2,6 miliardi di dollari, realizzando la striscia di tre settimane più positiva da giugno 2009. Nel frattempo dai fondi azionari sono usciti $2,7 miliardi. Sono otto settimane di fila di flussi in uscita, la serie negativa più lunga dal 2008.

Crescono i timori di una recessione anche negli Stati Uniti e di un fallimento delle politiche di Quantitative Easing delle banche centrali.

Daniele Chicca 26 Febbraio 201612:44

Tra i titoli “vincitori” di giornata si segnala Baidu: il Google cinese viene premiato per i risultati fiscali convincenti. Anche Kraft Heinz sale dopo i conti soddisfacenti. 

I risultati estremamente negativi di Royal Bank of Scotland mettono invece sotto pressione i titoli, che cedono anche l’8%. La banca ha chiuso l’esercizio annuale con una perdita pari a 2 miliardi di sterline, comunque un miglioramento rispetto al rosso di -3,5 miliardi dell’anno prima. 

Daniele Chicca 26 Febbraio 201614:50

L’economia degli Stati Uniti si è espansa a un tasso annuale dell’1% nel quarto trimestre, più delle attese che erano per una revisione al ribasso dallo 0,7% allo 0,4%. La crescita è tuttavia dimezzata rispetto a quella dei tre mesi precedenti.

Dopo i dati sul Pil Usa superiori al previsto l’euro ha accelerato al ribasso sul dollaro (-0,33% a $1,0982), mentre i contratti sul Wti del petrolio sono balzati del 3,5% circa sopra i 34 dollari al barile. I futures sui principali indici della Borsa Usa scambiano in rialzo dello 0,7-0,8%. Quanto al reddito fisso, i tassi decennali sui Treasuries Usa salgono di 5 punti base attestandosi all’1,76%.

Daniele Chicca 26 Febbraio 201616:31

Dopo un tentativo di rimonta iniziale, la sterlina paga i dati giudicati positivi dal mercato provenienti dagli Stati Uniti e rispetto al dollaro ora scambia in ribasso a quota $1,3925. La divisa britannica, in calo questa settimana per via dell’accentuarsi dei timori di Brexit, si riavvicina dunque ai minimi di sette anni toccati mercoledì in area 1,3878 dollari.

Laura Naka Antonelli 26 Febbraio 201616:49

A Piazza Affari forte il balzo di ENI, che sale fin oltre +4%; Nonostante la maxi perdita relativa all’esercizio del 2015, pari a ben 8,82 miliardi di euro, i broker guardano positivamente alla società, che ha confermato un dividendo per azione di 0,8 euro per l’esercizio 2015. La francese Societè Generale reitera il giudizio “buy” con target price a 15 euro, sulla scia di un quarto trimestre che viene considerato solido da un punto di vista operativo e per la cassa. Sul fronte operativo i numeri sono stati ben superiori alle stime di consensus, con un Ebit che ha battuto le attese del 71%. Goldman Sachs conferma il rating “buy”, con un prezzo obiettivo a 15,5 euro, sottolineando che il quarto trimestre si è rivelato solido.

Laura Naka Antonelli 26 Febbraio 201617:43

Acquisti scatenati sul titolo Tenaris, in forte ripresa dopo le perdite accusate nelle ultime sessioni. Il titolo mette a segno un rally superiore a +9%, sulla scia anche della performance positiva dei prezzi del petrolio. Le quotazioni, scambiate sul Ftse Mib, si attestano a quota 9,81 euro, outperformando il settore energetico, che in Europa è balzato comunque più del 3%. Da segnalare tuttavia che negli ultimi tre mesi Tenaris ha ceduto -20% e da inizio anno l’11,5%.

Laura Naka Antonelli 26 Febbraio 201617:46

A Piazza Affari, l’indice Ftse Mib ha concluso la giornata di contrattazioni in rialzo +2,2%, a quota 17.483,76 punti.