Laura Naka Antonelli pagina 197
Trend negativo per la sterlina, dopo alcuni rumor circolano sui mercati, secondo cui il Regno Unito potrebbe attivare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona prima del previsto: precisamente, riporta MarketWatch, nel corso del primo semestre del 2017, ovvero prima che si svolgano le elezioni cruciali in Francia e Germania. I rumor sono stati riportati da
Piazza Affari paga anche il calo del Dow Jones di -100 punti circa e la scadenza di opzioni e futures.
Prestiti per far ripartire l’Italia? Niente affatto: istituti di credito continuano a dare soldi ad altri. Probabilmente amici di amici: e si scagliano contro i mercati e le speculazioni. A scrivere di questo è il New York Times.
Intervista a vicepresidente Tuconfin, associazione tutela mutuatari, Sheila Meneghetti: “Non avrei mai consigliato a nessuno di sottoscrivere un mutuo del genere. Era pericoloso”. Ma giustizia non è stata ancora fatta.
Antonio Signorini su Il Giornale: “Nei mesi scorsi era rispuntata l’idea di un balzello sui conti correnti, ad esempio un inasprimento del bollo. Diverso di nome, ma simile al prelievo forzoso sui conti di Giuliano Amato”.
Guru fondatore dell’hedge fund Elliott Managament: fine contesto economico attuale sarĂ “probabilmente sorprendente, improvvisa, intensa e grande”.
La dottrina che ha vissuto il suo momento d’oro con Reagan e Thatcher è agli sgoccioli. E’ finita l’euforia secondo cui i mercati funzionerebbero sempre e da soli.
Nel mese di luglio il superindice degli Stati Uniti ha messo a segno un rialzo dello 0,4%. Dal trend del dato – che prevede di norma la performance dell’economia nei mesi successivi – emerge che la crescita continuerà per il resto dell’anno, ma a un passo moderato.Da segnalare che il superindice consiste di 10 sottoindici,
“Credo soprattutto che una legalizzazione intelligente possa evitare il danno peggiore per i ragazzi”, dice il numero uno dell’AutoritĂ contro la corruzione (ascolta audio). Forza Italia: “Ha preso una cantonata”.
Philly Fed: focus sulle componenti dell’indicatore, che lanciano segnali inquietanti sullo stato di salute dell’economia Usa.