“Su questo mercato la bolla più grande di sempre”

19 Agosto 2016, di Laura Naka Antonelli

NEW YORK (WSI) – Il mercato dei bond è “a pezzi” e troppo potere è stato dato alle banche centrali: il risultato è che l’inflazione è probabilmente inevitabile a questo punto e, quando si presenterà, sarà impossibile fare qualcosa per frenarla. Le stesse banche centrali non riusciranno a evitare una crisi dei mercati, e la successiva perdita di fiducia potrebbe essere grave. E’ questo il verdetto di Paul Singer, scritto nella sua seconda lettera agli investitori, che è stata ottenuta da Cnbc.

Tra i repubblicani più importanti negli Usa, Singer è anche un ex avvocato, famoso per aver fatto causa all’Argentina per più di dieci anni a seguito del default del paese nel 2001, per poi vincere all’inizio di quest’anno, quando Buenos Aires ha dato al suo hedge fund $2,4 miliardi, per porre fine al contenzioso.

L’hedge fund di cui Singer è direttore generale -e fondatore nel 1977 -, del valore di $28 miliardi, è Elliott Management. Nella lettera agli investitori, Singer avverte che la fine del contesto economico attuale sarà “probabilmente sorprendente, improvvisa, intensa e grande”, provocando lo scoppio di una bolla.

Riferendosi a un mercato del debito che, su base globale, include bond che vengono scambiati a tassi negativi per un valore superiore ai $13 trilioni, Singer parla “della bolla sul mercato del debito più grande della storia” e consiglia caldamente agli investitori di stare alla larga dai titoli che presentano rendimenti al di sotto dello zero:

“Tenete questi asset a vostro rischio e pericolo; esiste il rischio di gravi danni o morte sui vostri capitali!”

Fare trading in questo mercato, aggiunge, è particolarmente difficile.

“Tutti brancolano nel buio. L’esperienza non conta molto, e una fiducia estrema potrebbe essere fatale”.

Nella lettera l’investitore si interroga anche sulla mentalità degli investitori, piuttosto stramba a suo avviso, visto che ci si posiziona su asset class considerate “beni rifugio” perfino quando i loro rendimenti sono bassi o non esistenti, e non c’è tra l’altro nessuna garanzia che le attuali condizioni continuino a persistere e che non si sia formata una bolla dei prezzi.

Fonte: CNBC